Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 luglio 2007
Cara Aduc intanto buona serata e anche se saranno in molti a farlo: complimenti! Vorrei sottoporVi un quesito: sono un piccolo negoziante che oltre a vendere computer e telefonia, da' assistenza su tali prodotti. Circa un mese fa e' venuto in negozio un cliente che aveva rotto il pc a causa di scossa elettrica e quindi il pc, dopo avere fatto le verifiche tecniche, abbiamo valutato che era da buttare (premetto che non si accendeva e che quindi eravamo impossibilitati a capire che tipo di processore era o meglio che potenza aveva) Il cliente gia' ci aveva fatto fretta perche' doveva avere il prodotto per il lunedi' successivo (e' venuto giovedi') cosi' ci siamo dati da fare per accontentare il cliente e abbiamo sostituito il pc con un Sempron amd 3200+ 1,8 ghz Dopo 10 gg. torna in negozio il cliente assieme ad un tecnico dicendo che gli abbiamo venduto un BIDONE che il suo pc era un pentium da 3 ghz; a questo punto ho spiegato al cliente quanto sopra e precisamente che essendo il pc inutilizzabile e che nessuno ci aveva detto che volevano lo stesso prodotto e che dopo avere parlato con la moglie, lei ci aveva dato conferma di sostituirlo, il cliente ha continuato a dire che lui non sapeva. Il negozio era pieno di gente. A quel punto ho chiesto al cliente perche' secondo lui il pc che gli avevo venduto era un BIDONE e il tecnico mi ha risposto perche' non era uguale all'altro allora ho perso un po' la pazienza e dato che credo che chiunque avendo alle spalle 20 anni di esperienza e sempre naturalmente con la voglia di imparare, ho detto al cliente di portarci indietro il pc e che lo vendevamo e quando avevamo i soldi della vendita glieli davamo. Il problema e' che (lo abbiamo capito dopo) nei 10 gg che avevano il pc sono andati in internet e tramite il sito della Dell hanno visto che c'erano pc meno cari, cosi' hanno trovato la scusa che il pc non era uguale al loro. Cosa devo e posso fare? Non abbiamo piu' intenzione di fare nulla anzi volevamo chiamarlo e dirgli di venire a riprendersi il pc perche' va bene. Ci siamo resi conto che nei 10 gg sono andati in internet anche in siti "particolari". Purtroppo ho fatto loro una carta che gli dicevo che dopo averlo venduto gli avrei dato i soldi. Datemi un consiglio anche a costo di andare per vie legali. Noi piccoli negozianti siamo stufi di essere trattati a pesci in faccia: capisco che il consumatore e' sempre dalla parte della ragione ma non e' sempre vero. Spero di essere stata chiara e vi ringrazio per la cortese risposta.
Laura, da Cornuda
Laura, da Cornuda
Risposta ADUC
Non le sembra strano chiedere un consiglio a noi? Non ci sono le associazioni di commercianti, a cui magari lei paga anche delle quote? Comunque a questo punto, siccome la parola data vale, a maggior ragione quando e' supportata da un documento scritto e -ci pare- accettato dal suo cliente, non deve far altro che attenervisi. Se non c'era questo documento e nessuna parola, lei aveva venduto un pc e, insignificanti le circostanze in cui si era verificata questa vendita, non avendo lo stesso un vizio di produzione o di conformita' (non le erano state chieste alcune caratteristiche che lei non aveva rispettato), il cliente si teneva quel pc.
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