Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

8 maggio 2007
Domanda 8 maggio 2007
Mi chiamo Emanuela, sono residente in un comune del viterbese (Civita Castellana) e mi rivolgo a Voi per avere suggerimenti in merito a come e dove posso ottenere risposte per un increscioso evento verificatosi all'inizio del mese passato. In breve Vi racconto i fatti: nella prima settimana del mese di Aprile l'acqua del rubinetto dell'abitazione in cui vivo con i miei genitori in Via Palombara n°3, arrivava con di colore marroncino, pensando che fosse dovuto a lavori di riparazione alla rete pubblica, e quindi a infiltrazioni di terra, non abbiamo dato peso alla cosa; purtroppo la situazione e' peggiorata tra il 5-6 Aprile 2007, poiche' l'acqua non arrivava solo con un colore strano ma aveva un odore nauseante, forse un disinfettante per l'acqua! Lunedi' 9 Aprile l'acqua e' ulteriormente peggiorata con un odore molto intenso (di nafta), un colore piu' marcato e addirittura usciva dal rubinetto facendo la schiuma. Chiedendo ai nostri vicini si e' scoperto che tutti avevano riscontrato la stessa situazione. Preciso che abito in una via periferica al centro cittadino e le poche case sono collegate alla rete idrica comunale (a proprie spese) e non a quella fognaria (ogni casa dispone di una fossa settica). Abbiamo cercato di risolvere utilizzando chi poteva l'acqua del pozzo o quella imbottigliata poiche' tutto questo si e' verificato proprio in concomitanza con le feste pasquali e la chiusura di molti uffici. Martedi' 10 Aprile, dopo un giro di telefonate nella zona per capire fin dove l'acqua della rete arrivava in queste condizioni, ci siamo rivolti agli uffici della Societa' delle Acque (Talete SpA) che si occupa dell'erogazione dell'acqua potabile, dove abbiamo ricevuto assicurazione che avrebbero provveduto al piu' presto; inoltre, abbiamo telefonato ed inviato un fax al Comune di Civita Castellana (allegata copia di tale documento). Giorno successivo, mercoledi' 11 Aprile, stessa acqua, ulteriore telefonata alla Talete SpA: ci confermano che hanno provveduto e che l'acqua e' a posto. Dopo nostro sollecito sono pervenuti ulteriori reclami alla Talete da parte del vicinato, in quanto la situazione non era stata affatto risolta come da loro affermato. Poco ascoltati abbiamo deciso di rivolgerci all'Arpa di Viterbo che ci consiglia di fare un esposto all'ufficio Servizio Igiene Pubblica presso la Asl VT 5 di Civita Castellana. Fatto l'esposto si presentano, finalmente, il tecnico incaricato dei prelievi per il Servizio Igiene Pubblica e gli operai della Talete SpA, a casa mia in via Palombara n° 3, dove hanno constatato visivamente e olfattivamente che l'acqua non era assolutamente potabile e di non usarla neanche per il lavaggio dei vestiti. Nel pomeriggio dello stesso giorno e cioe' il 12 Aprile giovedi', ritornano per fare un secondo prelievo dicendoci che il problema era circoscritto in una piccola zona su via Terni e che avevano individuato la causa: una cisterna di raccolta delle acque di lavaggio degli autobus del deposito Coltral, Consorzio Trasporti Laziali, che si trova proprio su via Terni, la rottura di una valvola di ritenzione che collegava un loro pozzo, collegato ad una cisterna per lo scarico delle acque di lavaggio dei mezzi, alla rete pubblica, e la conseguente immissione del contenuto di questa cisterna fin nelle nostre case, dopo la rottura appunto di questa valvola. Avevano provveduto a chiudere tale cisterna e si raccomandavano di far defluire l'acqua per pulire la tubature fino a quando non arrivava acqua pulita, Cio' e' stato fatto a nostre spese, in quanto l'acqua fatta scorrere nella tubatura, e' stata aperta nella mia abitazione e fatta scorrere per circa un ora. E qui si chiudono le comunicazioni: siamo stati abbandonati al nostro destino. Sono stati fatti ulteriori prelievi di acqua dalla mia abitazione, la settimana successiva il giorno 19 Aprile 2007, ma alle domande di cosa contenesse l'acqua ci siamo sentiti rispondere prima che ancora non era stata analizzata e poi che queste notizie sono riservate, ma che in maniera informale potevano dirci che contenevano saponi ed idrocarburi. Ieri, 03/04/07, ho chiamato l'Arpa di Viterbo che ha detto di aver fatto le analisi ma che non poteva darci informazione sul contenuto delle acque. A tutt'oggi dopo quasi un mese il Sindaco e la Talete SpA, che dovevano vigilare sulla nostra salute non si sono fatti vivi con comunicazioni di sorta, ne' ufficialmente sappiamo se possiamo usare l'acqua che arriva alle nostre case. Ci chiediamo e' mai possibile che non possa sapere che cosa ci siamo bevuti o con che cosa ci siamo lavati nel periodo in cui non ritenevamo l'acqua inquinata? E' mai possibile che una cisterna di raccolta del lavaggio di un deposito degli autobus che contenga olii, saponi, idrocarburi e forse metalli pesanti sia collegata alla rete idrica pubblica? E' mai possibile che il Comune non si sia interessato minimamente alla nostra situazione? E' mai possibile, che pur chiedendo alla Talete spa, ragguagli rispetto alla pulizia della tubature (l'acqua e' stata fatta scorrere dopo il nostro contatore) e il consumo che ci verra' conteggiato per questo periodo non abbiamo ricevuto risposte o assicurazioni da parte loro? L'unica cosa certa e' che il Comune e la Talete SpA si rivarranno con il Cotral per questo "disagio creatoci" ma noi cittadini come dobbiamo tutelarci e a chi dobbiamo rivolgerci per avere risposte chiare su quanto accaduto. Vi ringrazio fin d'ora per una Vostra risposta.
Emanuela, da Civita Castellana

Risposta ADUC
La ringraziamo della sua segnalazione che sara' pubblicata sul nostro sito, tra le lettere di Cara Aduc. A livello generale e basandoci su quel che ci dice ci pare che vi siano tutti i presupposti per una richiesta -individuale- di rimborso danni, da inviarsi al gestore che gestisce l'acqua potabile tramite messa in mora: clicca qui. La quantificazione degli stessi e' soggettiva perche' legata al disagio personale, ed in parte potra' riferirsi ad eventuali spese da documentare (lavanderia, interventi e controlli tecnici, etc.). Per quanto riguarda la comunicazione con gli enti interessati (il comune in primo luogo), magari inerente la situazione attuale e le dovute rassicurazioni, potrebbe provare a sollecitare l'intervento del difensore civico (se non c'e' quello comunale si rivolga al provinciale) sensibilizzando anche i media locali.
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