Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
7 aprile 2007
Gentile redazione, vi chiederei gentilmente, di pubblicare un articolo dettagliato sulla questione, che penso sia di interesse pubblico, riguardante gli ACQUISTI DI MATERIALE FONOGRAFICO (dischi, cd, libri) dall'estero, mi riferisco in particolare dagli U.S.A., ma penso che il discorso si possa estendere anche per la merce ricevuta da altri paesi non facenti parte della comunita' europea. Brevemente, vi espongo la mia recentissima esperienza: da molti anni acquisto materiale fonografico in molte parti del mondo, ora, nel gennaio del 2007, decido di acquistare 5 cd musicali, tramite mailorder ad una etichetta discografica con sede a Pittsburgh, PA, U.S.A., dopo 15 giorni il pacco mi viene consegnato direttamente a casa senza problemi da poste italiane. Il 10 marzo 2007 decido di effettuare un altro ordine sempre alla stessa casa discografica, visto il buon esito del precedente ordine. Ebbene, dopo aver pagato tramite internet 82,93 dollari americani consistenti in 6 cd e un 7" ho atteso con ansia il mio pacco. Il giorno 4 aprile 2007, mi viene recapitato nella bussola delle lettere, un avviso di recarmi alle poste per ritirare un pacco. La dipendente delle poste italiane, mi dice che c'e' da pagare 20,78 euro per il ritiro del pacco (2,50 euro di presentazione in dogana, 3 euro di spese postali, 13,07 euro di IVA, 2,21 euro di dazio). Ora, mi piacerebbe conoscere: la normativa italiana in tal merito, perche' alcuni pacchi vengono controllati ed altri no, perche' altri pacchi vengono aperti ispezionati e poi in base all'effettivo contenuto viene allegato il vaglia di pagamento, perche' nel mio caso, dato che il pacco non e' stato aperto, il calcolo di pagamento si e' basato sul valore dichiarato dal venditore sulla parte esterna (83 dollari americani), considerando il fatto che nella parte "CUSTOMS DECLARATION", ovvero dichiarazioni del venditore, e' stata barrata la casella "GIFT", che in italiano significa: dono, regalo, il cambio effettuato dalla dogana (non e' stato specificato nel vaglia), con quale criterio sono applicate tutte le cifre sopra riportate, ma se un mio amico mi manda un pacco dichiarandone il valore, vale lo stesso discorso di obbligo di pagamento doganale? Infine, se esiste un modo per non dover pagare queste spese, a mio avviso ingiuste, rimanendo ovvio, nella legalita'. Ringraziando anticipatamente per l'eventuale riscontro alla presente questione, porgo distinti saluti.
Andrea, da Rovereto
Andrea, da Rovereto
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