Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

14 marzo 2007
Domanda 14 marzo 2007
Ho stipulato con un costruttore una proposta d'acqisto irrevocabile per la compravendita di un appartamento. Ho dato al costruttore come caparra penitenziale un assegno di 5000 Euro. Il costruttore, a distanza di 1 anno circa dalla stipula, mi ha rispedito indietro l'assegno a mezzo raccomandata assicurata affermando di non aver ottenuto dal comune la concessione edilizia. Io ritengo che voglia solo rientrare delle impegnative per aumentare i prezzi. Cosa devo fare per costringerlo ad adempiere? L'assegno devo rispedirglielo? Grazie.
Costantino, da Torino

Risposta ADUC
La promessa irrevocabile di acquisto e' un contratto che impegna ambedue le parti SOLO se accettata. Il tenore dell'impegno, e le conseguenze in caso di mancato rispetto, dipendono esclusivamente dal suo contenuto. Il fatto che fosse prevista una caparra penitenziale, per esempio, ci fa pensare che vi siano clausole che prevedono la facolta' di recesso di una delle parti o di ambedue, facolta' subordinata appunto al pagamento di una penale riferita alla caparra. Se cosi' fosse (deve visionare il contratto), la controparte teoricamente avrebbe dovuto restituirle l'importo raddoppiato, se figurasse come inadempiente. Una deroga a questa regola generale puo' solo derivare dal contratto e da eventuali eventi da esso previsti come condizione, che vanno attentamente verificati (il contratto, per esempio, potrebbe prevedere come condizione proprio l'ottenimento della concessione edilizia). Piu' che forzare la controparte al rispetto del contratto -di solito possibile solo dopo la firma del compromesso- potrebbe pertanto valutare la possibilta' di chiedere, anche con messa in mora, il pagamento del raddoppio della caparra versata. Queste, eventualmente, le istruzioni: clicca qui
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