Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
16 febbraio 2007
Spett.le, sono a scriverVi per avere informazioni e consigli su come comportarmi in merito ad un disguido capitatomi con un rivenditore di arredamento. In fase di prenotazione di alcuni mobili, e nella fattispecie della cucina, ho fatto inserire a contratto che fosse necessario "PREVEDERE IL MONTAGGIO DEGLI ELETTRODOMESTICI DEL CLIENTE". Lasciando quindi perdere gli altri piccoli problemi dei quali sto cercando soluzione con il mobiliere (e che comunque, ahime', denotano una scarsa professionalita' e capacita' progettuale da parte degli addetti alla vendita), ho avuto problemi non riconosciutami dal rivenditore con l'inserimento del forno nella relativa colonna, e della lavastoviglie all'interno della cucina. Premetto che, pur trovandomi ora di fronte all'ovvio diniego da parte del rivenditore, in fase di prenotazione mi ero premonito delle schede tecniche di tutti gli elettrodomestici, con le relative dimensioni di incasso, debitamente consegnate al progettista, senza purtroppo pretendere in cambio un documento che ne attestasse la presa in consegna da parte di quest'ultimo. La lavastoviglie appartiene alla nuova generazione a 14 coperti, motivo per cui e' alta 86 cm e "alza" tutta la cucina. Il che e' esteticamente accettabile cosi' come e' stato realizzato se non fosse per i 3 fianchi di finitura che rimangono "sospesi" per 2 cm da terra invece di toccare il pavimento come dovrebbero. Il forno ha una dimensione da incasso di 59 cm, mentre il vano della colonna forno e' di 58,8 cm. Non e' possibile modificare il forno stesso pena decadimento delle relative garanzie. La ditta produttrice mi ha scritto che considera standard le dimensioni dei suoi elettrodomestici: le lavastoviglie sono ormai molto diffuse, e il forno, pur essendo leggermente superiore alla media, non dovrebbe richiedere interventi non praticabili se debitamente progettati. Il rivenditore mi ha comunicato che ritiene di avermi consegnato una cucina conforme a quanto ordinato, e che sostanzialmente e' "colpa" degli elettrodomestici, tedeschi (ma anche ditte italiane hanno elettrodomestici con queste caratteristiche), che non rispondono agli standard italiani. Io ritengo che fosse responsabilita' del progettista valutare la compatibilita' degli elettrodomestici con la cucina ordinata, prendere informazioni in merito ai dati tecnici qualora io non glieli avessi forniti, e rendermi edotto nel caso in cui non fosse stato possibile procedere con l'integrazione di detti elettrodomestici prima di procedere con l'ordine. Ero quindi a chiederVi un Vs parere in merito, volto a comprendere se mi sia possibile appoggiarmi ad un Ente come il Vs per far valere i miei diritti, o se sia nella condizione tale da sconsigliare qualsiasi controversia con il rivenditore. Grazie in anticipo.
Fabrizio, da Zola Pedrosa
Fabrizio, da Zola Pedrosa
Risposta ADUC
Le premettiamo che noi non assistiamo giudizialmente, ma ci limitiamo a informare su quali sono i propri diritti e su come farli valere da se'. Cio' detto, se ha modo di provare l'avvenuta consegna delle schede tecniche al progettista, anche tramite testimoni, puo' avanzare pretese nei confronti del rivenditore. In questo senso, la clausola aggiunta in fase di prenotazione "montaggio degli elettrodomestici del cliente" presuppone che il progettista professionale abbia successivamente provveduto a chiedere quali sono gli elettrodomestici del cliente, e dunque a provvedere a richiederne le misure. Si faccia valere con una raccomandata AR di messa in mora: clicca qui
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