Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
16 febbraio 2007
Spett.le associazione mi rivolgo a voi per esporvi un disservizio del quale sono oggetto e che non riesco a concludere in modo positivo. In data 14/11/2006 un incaricato della ditta Acquaservice di Lucca si presentava presso la mia abitazione per la vendita di un impianto di purificazione dell'acqua del rubinetto, la sottoscritta ha firmato un modulo di acquisto e un contratto di finanziamento con la societa' Carifin Italia spa per il pagamento rateale dell'importo dovuto. Mi e' stato rilasciata copia del contratto di finanziamento e copia firmata in originale dal venditore relativa al contratto di acquisto. In data 24/11/2006, ho esercitato il diritto di recesso avvalendomi della facolta' sancita dal DL n.50 del 15/01/92, e dopo aver avvertito la ditta telefonicamente ho inviato regolare raccomandata A. R. all'indirizzo della ditta stessa, chiedendo anche l'esonero dal rapporto con Carifin SPA e autorizzando la restituzione della somma anticipata dalla finanziaria nel caso in cui fosse gia' stata erogata, come previsto infatti dal contratto di finanziamento che riporta queste parole: "Delego fin d'ora Carifin a versare l'importo richiesto direttamente all'esercente commerciale convenzionato a margine indicato, il quale e' fin d'ora autorizzato a restituire la somma ricevuta alla stessa Carifin nel caso in cui l'acquisto, per qualsiasi causa, non si perfezionasse". Qualche giorno piu' tardi ricevo dalla Carifin la lettera di conferma dell'erogazione del finanziamento, ma dopo la mia telefonata di chiarimento in cui facevo presente il mancato perfezionamento del contratto di acquisto, l'addetta della finanziaria prende atto e scusandosi chiude la conversazione. Per sicurezza, in data 16/12/2006, decido di inoltrare un fax, stavolta sia alla Acquaservice che alla Carifin, con allegati tutti i documenti probatori del recesso, in cui specifico che l'acquisto e' stato annullato e che mi ritengo liberata da ogni impegno economico assunto in precedenza. Il 19/12/2006, per mancata fiducia, decido di inoltrare la stessa comunicazione anche per raccomandata A. R., sempre ad entrambe le societa'. Qualche giorno dopo ricevo gli A. R. regolarmente firmati da entrambe le societa'. Il 29/12/2006 trovo in cassetta della posta la mia prima raccomandata A. R. del 24/11/2006, indirizzata alla societa' Acquaservice, restituita al mittente per compiuta giacenza. Impaurita che il recesso non fosse valido cerco di contattare telefonicamente la ditta ma il telefono suona a vuoto. Ovviamente nel frattempo nessuno si e' presentato a casa mia per portarmi il prodotto oggetto della vendita. Nei primi giorni di gennaio mi vedo recapitare una busta dalla Carifin contenente tutti i bollettini da pagare relativi al finanziamento. Telefono subito alla finanziaria che mi liquida dicendo che il contratto era attivo e il debito dovevo pagarlo io. In data 25/01/2007 intervengo per la terza volta, scrivendo ad entrambe le societa' interessate e anche a voi (ADUC) per conoscenza, ribadendo la regolarita' del mio recesso e intimando la societa' Acqua Service a chiudere definitivamente la pratica di finanziamento entro 15 giorni dal ricevimento della raccomandata. Il 29/01/2007 la raccomandata diretta a Acqua Service torna al mittente con la dichiarazione "ditta cessata". Oggi 13/02/2007 la Carifin Italia spa mi scrive nuovamente per sollecitare il pagamento delle rate insolute dichiarando che in caso contrario i miei dati saranno segnalati nei sistemi di informazioni creditizie ai sensi dell'art.4.7 del codice deontologico pubblicato sulla G.U. del 23/2/2004 n.300, impedendomi cosi' in futuro di accedere a nuovi finanziamenti. Mi scuso della lunghezza di questa lettera, mi sembra ovvio che dovro' rivolgermi ad un legale, anche perche' la messa in mora fatta alla societa' Acquaservice non ha dato esito. La mia preoccupazione rimane la societa' finanziaria, in quanto si ostinano a dirmi che la responsabilita' del mancato pagamento e' soltanto mia. Vi prego di fornirmi qualche chiarimento in merito, per evitare di fare passi falsi. Cordiali saluti.
Sabrina
Sabrina
Risposta ADUC
L'art.64 del codice del consumo (legge che ha accorpato molte norme riguardanti i consumatori, tra le quali il d.lgs. 50/92) specifica che il recesso si perfeziona al momento in cui la raccomandata viene consegnata all'ufficio postale, e l'avviso di ricevimento non e' condizione essenziale per provare di aver regolarmente esercitato il recesso (veda qui: clicca qui). Nel suo caso, quindi, se sono stati rispettati i modi e i termini (10gg lavorativi dalla firma) a nostro avviso il recesso e' stato regolarmente eseguito pur se la raccomandata non e' stata ritirata. Il problema e' proprio tale mancato ritiro, che la obblighera' a farlo valere davanti ad un giudice di pace -prima in conciliazione-. Il contratto di finanziamento, se collegato a quello di acquisto, dovrebbe chiudersi conseguentemente (controlli bene). Visto come sono andate le cose, e' bene che non attenda oltre e che citi il venditore davanti al giudice (o presso la locale camera di commercio) per una conciliazione, semmai dopo l'invio -se non l'avesse gia' fatto- di una messa in mora da mandare per conoscenza anche alla finanziaria. A quest'ultima dovra' essere chiesta una sospensione dei pagamenti, altrimenti gli stessi andrebbero eseguiti chiedendo poi al giudice un rimborso. Se se la sente puo' provare ad agire anche da sola, senza avvocato. Queste le istruzioni: clicca qui
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