Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

3 febbraio 2007
Domanda 3 febbraio 2007
Buonasera. Vorrei un vostro parere su quanto mi e' accaduto oggi in posta e se come penso ho ragione che lo metteste nelle vostre mail cosi' da rendere piu' equo il rapporto tra cittadini e poste. In breve mi sono recato in posta a PAGARE una tassa comunale di valore oltre i 3.098 euro per la mia ditta individuale, e mi hanno costretto a fornire i miei dati personali con codice fiscale in merito ad una non ben precisata legge antiriciclaggio che, come anche confermato telefonicamente dal 117, scatta oltre i 12.500 euro e non oltre i 3.098 euro (da dove arriva questo valore?) come dalle poste sostenuto. Ho chiesto di vedere la norma ma niente. Nonostante l'intervento dei Carabinieri non ho potuto far rispettare la legge ed ora la Posta ha i miei dati sensibili per ottemperare ad una loro procedura interna. Come possono impormi tale procedura per un servizio pubblico di pagamento di un bollettino e non per gli effettivi servizi bancari che svolgono e sui quali possono richiedere cio' che vogliono? Potete aiutarmi a dimostrargli che cio' che fanno e' illegittimo ed imporgli le leggi? Non e' mia intenzione chiedere risarcimenti ma solo il rispetto dovuto. Se hanno ragione loro va bene (certo il modo in cui te lo dicono ..). ma se ho ragione io la prossima volta vorrei avere giustizia. (Pensiero filosofico: e' proprio impossibile avere giustizia, devo rinunciarci per sempre?). Grazie e mille per la risposta.
Roberto, da Milano

Risposta ADUC
In linea di massima ci sembra che abbia ragione lei, ma non vorremmo ci fosse una qualche circolare di servizio delle Poste che disponesse in modo diverso, circolare di cui, ovviamente, le persone a cui l'ha chiesto ne ignorano l'esistenza ma che conoscono solo perche' "cosi' e'". Provi a fare una richiesta alle Poste con una messa in mora: clicca qui
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