Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

31 ottobre 2006
Domanda 31 ottobre 2006
In maggio, alla guida della mia auto, mentre ero fermo allo stop, sono stato tamponato dalla macchina che mi precedeva, la quale dopo aver fatto alcuni metri ha improvvisamente innestato la retromarcia tamponando la parte anteriore della mia auto causandomi danni notevoli. Compilata la constatazione amichevole (dove il daneggiante ha ammesso per iscritto la sua colpa) mi sono rivolto immediatamente alla mia asicurazone che mi ha indirizzato subito presso un suo "carozziere di fiducia"per la valutazione del danno. Cosi' ho fatto. Dopo pochi gg, il carrozziere mi ha contattato per comunicarmi che il perito ha visionato l'auto, ed ha riscontrato danni per un valore di 4.300 euro. L'assicurazione del danneggiante ha insinuato che la mia auto non poteva aver subito tanti danni, che probabilmente era gia' incidentata (assolutamente falso) in quanto l'altra auto era in perfette condizioni. Visto che pago la tutela legale, l'avvocato della mia assicurazione ha richiesto una perizia cinematica dalla quale e' emerso che effettivamente un tale scontro poteva aver procurato cotanti danni. Anche questo non e' servito, l'assicurazione vuole rimborsarmi solo in parte ed io dovrei di mia tasca pagare la differenza stabilita in 1.800 euro. L'avvocato dice che dovrei pagare perche continuare la causa potrebbe risultare controproducente. Possibile che io, non avendo nessuna colpa, con una dichiarazione del daneggiante che ha ammesso la sua responsabilita', con la valutazione di un perito e una prova cinematica a mio favore devo mio malgrado sborsare 1800 euro? E' una cosa ingiusta, a chi mi posso rivolgere per essere tutelato? Devo continuare la causa magari con un altro avvocato o devo pagare per finire questa storia? Datemi un consiglio. Grazie.

Risposta ADUC
La scelta e' sua, e noi non sappiamo su quale base l'avvocato le ha detto che potrebbe essere controproducente. Se si riferiva alla lungaggine dei processi civili non possiamo dargli torto, ma non per questo si deve a priori rinunciare a far valere i propri diritti. Le consigliamo di sentire il parere di un altro legale e, se il problema e' solo quello della lunghezza dei processi, fare le sue scelte.
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