Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 ottobre 2006
Cara ADUC scrivo a nome di mio cugino che ha avuto un problema con ADSL Wind. In pratica all'inizio del 2005 la Wind contatta l'utenza telefonica intestata alla moglie di mio cugino e risponde il figlio minorenne. Dopo la spiegazione del servizio il ragazzo accetta senza avvisare di nulla i genitori. Ad inizio marzo 2005 arriva a casa il pacco contenente il modem ed i programmi autoinstallanti e cosi' i miei cugini scoprono cio' che il figlio aveva fatto a loro insaputa. descrivono l'accaduto in una lettera, l'allegano al pacco ricevuto ed inviano il tutto alla Wind, come testimonia la ricevuta postale con tanto di timbro Wind. Dopo due mesi (precisamente ad inizio maggio 2005) sono cominciati gli arrivi delle fatture intestate a mio cugino e non alla titolare della linea telefonica richiedenti il pagamento per il servizio erogato. Sono seguite parecchie lettere da parte dei miei cugini con le quali chiedevano la disdetta di tale servizio in quanto attivato da un minorenne, ma a tutte non c'e' stata risposta. Nei primi giorni di ottobre 2006 e' arrivata una richiesta di pagamento da parte della Ge. Ri. Srl (probabilmente la societa' di recupero crediti a cui si e' affidata la Wind) di € 638,41. Da allora sono cominciate una serie di telefonate da parte di operatrici di detta societa' che insistono nel voler convincere i miei cugini a pagare, minacciando di chiamare piu' volte al giorno fino a quando il debito non sara' saldato. Mia cugina, esasperata, ha piu' volte interrotto bruscamente le telefonate, in quanto le operatrici non vogliono sentire ragioni. Ho contattato personalmente la Ge. Ri. e un'operatrice mi ha detto, dopo averle esposto il problema, che il contratto e' valido, in quanto i genitori sono responsabili per il figlio e sono tenuti alla "sorveglianza" della linea telefonica. C'e' qualcosa che si puo' fare per porre termine a questo tormento? Ringrazio anticipatamente
Umberto, da Melito di Napoli
Umberto, da Melito di Napoli
Risposta ADUC
Per quanto riguarda il "disturbo" della propria quiete, legga questo comunicato:
clicca qui
Nel merito delle richieste, invece, non e' escluso che la societa' abbia diritto al pagamento per il periodo minimo previsto dal contratto (di solito 12 mesi).
Se non volesse pagare, dovra' agire in questo modo immediatamente.
Inviare una nuova raccomandata ar, strutturata a mo' di messa in mora, da inviare a Wind e alla societa' di recupero crediti
clicca qui
in cui richiama le precedenti e gli intima di rilasciarle una liberatoria.
Senza riscontri, dovra' tentare una conciliazione dal giudice di pace o in camera di commercio (Il Corecom in Campania non e' operativo).
Tenga conto che la responsabilita' dei genitori sulla condotta dei minori non e' argomentazione priva di senso.
clicca qui
Nel merito delle richieste, invece, non e' escluso che la societa' abbia diritto al pagamento per il periodo minimo previsto dal contratto (di solito 12 mesi).
Se non volesse pagare, dovra' agire in questo modo immediatamente.
Inviare una nuova raccomandata ar, strutturata a mo' di messa in mora, da inviare a Wind e alla societa' di recupero crediti
clicca qui
in cui richiama le precedenti e gli intima di rilasciarle una liberatoria.
Senza riscontri, dovra' tentare una conciliazione dal giudice di pace o in camera di commercio (Il Corecom in Campania non e' operativo).
Tenga conto che la responsabilita' dei genitori sulla condotta dei minori non e' argomentazione priva di senso.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti