Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

8 settembre 2006
Domanda 8 settembre 2006
Cara Aduc, c'era una volta un banditore Fastweb, il signore ha chiesto un appuntamento con il nostro studio medico (Provincia di Roma) per proporre un vantaggioso pacchetto Fastweb. Si è presentato,vispo e accorto, nella situazione caotica dello studio medico ad esporre gli elementi sostanziali della proposta in maniera talmente convincente da indurti a firmare il contratto lì per lì. In seguito due giovani tecnici con poca esperienza hanno provveduto ad installare il sistema Fastweb per due contratti diversi (telefono ed internet). C'era stato promesso un allaccio entro tre giorni e si pensi all'importanza della linea telefonica in una struttura sanitaria., un medico generico non ha potuto, per un mese intero, disporre della propria linea telefonica e per la stessa durata di tempo l'internet non ha funzionato. Dopo numerosi solleciti i tecnici sono tornati ed hanno rilevato che in un caso era stato installato un cavo "non compatibile con la periferica" e nell'altro avevano lasciato un cavo telefonico penzoloni non collegato alla centralina. Di seguito i servizi hanno funzionato regolarmente. Un mese dopo è arrivata la sorpresa della bolletta. Ricordo che il venditore, bollette telecom alla mano, aveva promesso di applicare delle tariffe inferiori rispetto a quelle della stessa telecom. Invece è arrivata una mazzata ancora superiore, di qui la volontà dei medici di rendere nullo il contratto e di tornare allo Status quo ante. Naturalmente l'inefficace call centre ha risposto che avremmo dovuto tenerci il contratto per un anno. Vi porgo dunque la seguente questione: Dobbiamo "chinare il capo" o si può fare appello ad un qualche "vizio", tenuta presente la negligenza dei medici nel leggere attentamente il testo del contratto, una distrazione indotta anche dalla capacità di persuasione e dalla loquela dell'astuto venditore?
Marina, da Grottaferrata

Risposta ADUC
I vizi cui lei accenna potrebbero essere solo quelli legati al consenso, piu' precisamente il dolo, disciplinato dal codice civile agli art.1439 e segg. Nel suo caso, pero', la firma ostacola molto la possibilita', pur sempre incerta, di ottenere l'annullamento. Consideri anche che dovrebbe agire, dopo aver messo in mora la controparte, in conciliazione davanti al CORECOM e poi, se necessario, in causa davanti al giudice di pace. L'aiuto di un avvocato, anche se non obbligatorio fino alla causa, potrebbe inoltre essere opportuno vista la delicatezza della situazione (se non altro per avere un parere di fattibilita'): clicca qui. Come soluzione alternativa non rimarrebbe che chiedere la risoluzione anticipata, pagando le eventuali penali, rispettando le specifiche clausole contrattuali in merito. La lettura del contratto, pur tardiva, e' l'unica via di conoscenza di eventuali soluzioni d'uscita.
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