Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
29 luglio 2006
Gentile Aduc, vi scrivo in quanto sono disperata. Quest'anno dopo 21 anni di attivita' in proprio ho dovuto chiudere l'attivita'. Il mio era un centro estetico aperto a 18 anni e portato avanti a suon di sacrifici. Contando su un consistente numero di clienti che facevano elettrocoaugulazione, nel 1999 in seguito a campagne pubblicitarie fatte su stampa e non, dopo aver valutato piu' di qualche attrezzatura mi decido a prendere in considerazione l'acquisto di un laser per la depilazione definitiva. Chiedo alla societa' ed al rappresentante al quale mi sono rivolta, garanzie sia sull'efficacia che sulla vendibilita' di tali trattamenti, per l'efficacia mi e' stato consegnato documento di sperimentazione scientifica rilasciato dall' IDI (istituto dermopatico dell'immacolata di Roma) per la vendibilita' il rappresentante si impegnava ad avviare il progetto finche' non mi fossi decisa ed effettuare sia le vendite che le sedute (a fronte del quale avrebbe percepito il 30% degli incassi, il restante 70% sarebbe andato in acconto per l'acquisto del laser). Considerando la grossa mole di lavoro e la poca disponibilita' dell'agente a recarsi piu spesso nel mio centro successivamente alla firma del contratto di acquisto, incaricai un consulente per il finanziamento dell'attrezzatura il quale mi scrisse che nel Lazio non vi erano finanziarie disposte, in quanto attrezzatura non gradita. Poiche' erano stati venduti dall'agente circa 30 contratti e sentendomi responsabile per quanti garantiti dalla mia professionalita' avevano acquistato, mi sono rivolta alla societa' che lo commercializzava, la quale dimostrandosi molto disponibile mi ha trovato la finanziaria. Finalmente potevo accontentare quanti avendo pagato anticipatamente aspettavano i tanto attesi risultati. Dopo circa 8 sedute (8 mesi) facendo riferimento all'esperienza ventennale nel settore incominciai a rendermi conto che non era come la vendevano. Chiamai la ditta, l'agente, la tecnica responsabile dei corsi, (feci altri corsi presso l'agente mettendomi in discussione professionalmente) e le colleghe, le ultime rappresentavano i miei stessi problemi non era definitivo non era indolore sopra tutto non era innocuo, bastava sovrapporre due spot e si aveva un'ustione di 3° grado. Dopo molte lamentele la ditta si decise a sostituirlo con un' altro laser superiore al primo, (a suo dire) con questo, per effettuare una seduta ci voleva meno tempo ma il risultato definitivo NO. In piu' pagavo alla societa' di leasing un laser ma in verita' lavoravo con un' altro. La societa' leasing avvertiva la ditta dell' ilegalita' dell' operato, io mi rivolgevo ad un avvocato per richiedere i danni che avevo gia richiesto alla ditta bonariamente, ed e' cosi' che a 4 mesi dalla sostituzione mi vedo recapitare presso il centro senza preavviso il laser che da prima bolla risulta ritirato in conto sostituzione nella seconda consegnato in conto riparazione. (laser che non ho piu' adoperato perche in verita sapevamo tutti cio che vi ho descritto) Ed e' a questo punto che iniziano i problemi perche' le clienti lamentavano la mancanza di risultati, io non ero piu' motivata a vendere altri contratti, perche' le sedute successive alle 8 come da contratto i prodotti di preparazione e le cerette venivano fatte gratuitamente. Gli incassi di altri servizi venivano meno per il tempo che dovevo dedicare a quanti avevano comprato il pacchetto laser, e quel poco che riuscivo ad incassare lavorando 14 ore al giorno bastava appena per le spese vive dell'attivita', pertanto mi sono trovata a perdere i clienti del laser i quali usufruivano anche di altri servizi, a non avere pi u' disponibilita' economica per acquistare prodotti per lavorare e dunque nell'impossibilita' di far fronte alle rate leasing, di mutuo, inps, inail ecc. Ne e' scaturito che il lavoro si e' ridotto notevolmente, che la societa' di leasing non ricevendo il pagamento delle rate ha fatto comunicazione alla centrale rischi, che le due banche con le quali lavoravo ricevendo comunicazione dal CAI hanno richiesto il rientro coatto dei fidi. Che la societa' di leasing si e' ripreso il macchinario con decreto ingiuntivo, che dal giorno in cui non ho pagato al giorno nel quale ha risolto il contratto ha preteso il pagamento delle rate, che per mancanza di pagamento di quanto pretendeva, ha messo ipoteca e mandato all'asta l'appartamento che avevo comprato con il lavoro di tanti anni. Che un'attrezzatura per il quale si e' preteso e si pretende pagamento di ? 99.000,00 e' stata venduta dalla societa' a ? 250,00 Che la banca che aveva concesso il mutuo per l'acquisto dell'immobile saputo quanto stava succedendo e non vedendosi pagare le rate iniziava la sua azione legale. Gli avvocati ai quali mi sono rivolta nonostante abbiano preteso diecimila ?, (senza fattura ma con prove di pagamento) pretendendone altri novemila minacciando azione legale non sono riusciti a tirarmi fuori da quella che per me adesso e' diventata una tragedia alla quale non so piu' come far fronte. Mi ritrovo a 40 anni dopo aver lavorato come un somaro per 20 anni senza niente con l'inps che pretende i contributi l'Inail e quant'altro. Senza un lavoro con un figlio e senza piu' certezza della mia casa. Spinta da un mio amico mi sono rivolta ad un' altro legale, ma come faccio a sopravvivere fino a quando se saro' fortunata forse riusciro' a riavere qualcosa che mi spetta.. Io pensavo che la legge fosse uguale per tutti ma... Se avrete un'idea un modo e voglia di aiutarmi non so come e non so perche' io saro' qui ad aspettarvi.
Risposta ADUC
Vicenda toccante la sua, ma questa e' un'associazione di consumatori, e quindi di quei clienti che lei ha perso. Come le ha suggerito il suo amico, un buon avvocato di cui lei si puo' fidare e' il percorso piu' indicato. Per quanto ci riguarda, possiamo solo pubblicare la sua lettera e augurarsi che qualcuno raccolga il suo appello.
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