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Cara ADUC

Lettera del consumatore

11 luglio 2006
Domanda 11 luglio 2006
Gentili signori, vorrei sapere come eventualmente procedere per segnalare il comportamento profondamente scorretto, nonche' totalmente illecito (a detta del mio notaio), del responsabile di una filiale di una Agenzia Immobiliare romana. Chiedo scusa se al momento non faccio il nome dell'Agenzia, ma non sono ancora certa di voler procedere per le vie legali (l'avvocato costa...)., e sono ancora legata a loro da un mandato per la vendita della mia casa fino alla fine di ottobre. Comunque tale agenzia e' di un certo nome a Roma e regolarmente iscritta alla Camera di commercio. Tuttavia, al termine del mandato, vorrei quantomeno poter denunciare questa persona, o segnalare cio' che di illecito ha commesso. Nella fattispecie: tramite loro avevo trovato un appartamento che mi piaceva e che decisi di acquistare (vendo la mia casa grande per acquistarne una piu' piccola). Ho firmato una "proposta unilaterale e irrevocabile di acquisto" e lasciato loro un assegno di 5.000 euro intestato al proprietario dell'appartamento (che non e' stato a lui consegnato ma trattenuto in agenzia). Tutto cio' avveniva il 29 maggio 2006. Secondo contratto il 1° luglio avevo il preliminare e il 30 settembre il rogito. Al 27 giugno ancora non avevo ricevuto il telegramma di prassi, ne' i documenti della casa e ne' una copia del preliminare, tutti documenti che il mio notaio voleva assolutamente visionare prima di farmi firmare il preliminare. Il 28 giugno mi convocano per darmi i documenti della casa; faccio loro notare che ormai non c'e' il tempo materiale per far visionare tali documenti al mio notaio entro il 1° luglio (che era sabato, e giovedi' 29 era festa). L'agente perde subito la pazienza e si inalbera. Chiamo il mio notaio al telefono il quale parla con l'agente e propone di spostare il preliminare dal 1° luglio al 3 luglio, per dargli modo di visionare i documenti. L'agente accetta, e si riserva di avvisarmi se i venditori non fossero d'accordo a rimandare il preliminare. Tutto cio' avveniva mercoledi' 28 giugno. Nei giorni successivi non ricevo nessuna comunicazione dall'agenzia. In realta' l'agente si guarda bene dall'avvisare i venditori e sabato 1° luglio, come prestabilito, i venditori si recano in agenzia per firmare il preliminare. Mentre io, ovviamente (!) non ero presente, in quanto ignara della cosa e tranquilla che il preliminare fosse stato spostato al 3 luglio. Durante l'attesa l'agente si premura di informare i venditori di quanto "poco affidabile" io sia e che "certamente non mi presentero'" ed altre varie diffamazioni sulla mia persona che non cito per brevita'. I venditori (ovviamente!) si infuriano con me per la mia assenza e decidono di rescindere il contratto per mio "dolo", ma di lasciarmi i 5.000 euro da me depositati. Appena usciti i venditori dall'agenzia l'agente mi chiama al telefono e mi informa che i venditori gli hanno TELEFONATO dicendo che hanno cambiato idea, che non vogliono piu' aspettare fino al 3 luglio e che rescindono il contratto. L'agente mi dice inoltre di recarmi immediatamente in agenzia per riprendermi l'assegno di 5.000 euro. Mi precipito inviperita in agenzia e l'agente, per ridarmi il mio assegno, mi intima di firmare una dichiarazione nella quale si dice che io rinuncio all'acquisto dell'appartamento. Ovviamente non ho firmato e ho lasciato loro l'assegno. Il lunedi' successivo il mio notaio mi dice di tornare in agenzia e di pretendere la restituzione dell'assegno a fronte di una semplice ricevuta, in caso di contestazioni avrei dovuto chiamare i carabinieri. Ed ho dovuto in effetti minacciare di farlo! L'agente non voleva ridarmi l'assegno se non firmavo che ero io a rinunciare all'appartamento! Ovviamente, dopo varie penose sceneggiate da parte sua, alla fine me lo restituisce dietro semplice ricevuta. Ho saputo tutta la storia poiche' domenica 2 luglio mi sono recata mesta ed avvilita presso l'abitazione che volevo acquistare per parlare con i proprietari e chiedergli perche' non avessero voluto aspettare 48 ore in piu'. Sicche' ci siamo parlati ed e' venuta fuori tutta la storia e tutto l'inganno. Loro avrebbero senz'altro aspettato 48 ore!! Si sono molto arrabbiati con l'agenzia e volevano accompagnarmi e protestare entrambi, mettendo in mezzo anche gli avvocati se necessario! Ma io li ho fermati... Non mi posso permettere un avvocato... E in piu' l'agenzia ha ancora in mano il contratto per la vendita della mia casa. A conti fatti pare che questo "Agente" volesse lo stesso incamerare le provvigioni da entrambi (venditore ed acquirente) poiche' la sua attivita' di mediazione era stata fatta, e non era colpa sua se le parti avevano poi litigato fra di loro. Cosa che per fortuna non e' potuta succedere, in quanto io e i venditori ci siamo parlati e chiariti. E soprattutto io non ho firmato quella dichiarazione per riprendermi l'assegno. Ma resta il danno (anche economico!) che tale "Agente" ha procurato ad entrambi! E soprattutto resta il fatto che io non posso piu' acquistare quell'appartamento perche' ne' io ne' tantomeno i venditori abbiamo intenzione di dare provvigioni all'agenzia, dopo il trattamento subito! E come ben si sa non possiamo metterci d'accordo fra di noi finche' siamo legati a questa agenzia. E comunque siamo stati frodati entrambi! Infine le prove: - i venditori hanno in mano una dichiarazione firmata dall'agente che il preliminare e' avvenuto il 1° luglio e che io non mi sono presentata al preliminare (l'agente sostiene che non si e' trattato di un preliminare, ma di un "semplice colloquio"!).
- io ho due testimoni: 1) il notaio che ha parlato con l'agente chiedendo la proroga di 48 ore, 2) una persona che ha assistito e ascoltato la telefonata fattami dall'agente il 1° luglio che dichiarava cio' di cui sopra.
Mi scuso vivamente per la lunghezza davvero eccessiva di questo scritto, ho cercato di sintetizzare il piu' possibile, ma era lunga da spiegare.
Spero in una vostra risposta. Grazie mille. Cordiali saluti Paola, da Roma
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P.S. Riguardo al mandato per la mia casa: non riusciranno a venderla poiche', per fortuna, alla stipula della "lettera di conferimento all'incarico di mediazione" ho imposto loro una cifra molto superiore al valore della casa (somma che poi avrebbe dovuto essere ampiamente trattabile) ma che ora ho preteso venga rispettata al centesimo. Cio', ovviamente, per non voler piu' avere niente a che fare con loro e non dovergli provvigioni. Non riusciranno a rispettare il mandato che giungera' a scadenza, ma intanto io sono bloccata fino al 30 ottobre.

Risposta ADUC
A parte "accogliere" il suo sfogo e la sua testimonianza non sapremmo cosa consigliarle, visto che premette fin da subito di non aver intenzione di andare in causa. Puo' certamente provare ad intimare formalmente all'agente di rimborsarle il danno, ma difficilimente lo otterra' senza una causa -o comunque un tentativo conciliativo presso il giudice di pace-. Riguardo le prove, che non siamo in grado di valutare a distanza, crediamo che siano importanti soprattutto quelle relative al nuovo accordo sulla data del preliminare, fermo restando che per essere sostanziale, tale accordo avrebbe dovuto essere scritto e coinvolgere la controparte. Puo' darsi che la sua decisione sia quindi saggia, e che rinunciare alla causa le eviti ulteriori spese e discreti rischi. Solo un consiglio: le prossime eventuali volte avesse necessita' di utilizzare un'agenzia immobiliare NON FIRMI NIENTE. Non e' obbligatorio e sia che si tratti di incarichi di vendita (magari esclusivi), sia che si tratti di impegni ad acquistare, non si puo' mai parlare di contratti convenienti, se non altro perche' limitano -ed impegnano- decisamente troppo.
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