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Cara ADUC

Lettera del consumatore

27 giugno 2006
Domanda 27 giugno 2006
Ci sono tre obbiettivi principali che vengono realizzati dalla "politica della tolleranza" e la regolamentazione dei coffee-shop: evitare il consumo di droghe leggere da parte di giovani sotto i 18 anni ridurre problemi di ordine pubblico derivanti dal consumo delle droghe leggere il divieto piu' assoluto imposto sulle droghe pesanti La separazione tra droghe leggere e pesanti vuole evitare che i consumatori di droghe leggere entrino a contatto con droghe piu' pesanti e il circuito criminale in cui queste vengono distribuite. La finalita' principale della politica olandese in materia di stupefacenti e' far diminuire la domanda e l'offerta di droga (infatti il numero di coffee-shop si e' ridotto del 36% tra il 1997 e il 2003, da 1179 a 754) e ridurre i rischi che l'uso di stupefacenti comporta, sia per i consumatori (altrimenti costretti a muoversi in ambienti dominati dalla criminalita') che per la societa' nel suo complesso In questa ottica le droghe leggere richiedono un diverso approccio delle droghe pesanti. In molti paesi non viene formalizzata la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, ma essa e' di fatto applicata. Aspetti legali Il possesso di droghe leggere per uso personale non viene considerato reato ma solo infrazione. La vendita di droghe leggere nei coffee-shop non viene perseguita se avviene a determinate condizioni decretate dal governo. Ad esempio i coffee-shop: devono essere discreti devono proibire l'accesso ai minori di 18 anni non possono vendere piu' di 5 grammi di marijuana per persona al giorno non possono vendere alcool e droghe nella stessa transazione non possono assolutamente vendere droghe pesanti di alcun tipo il "magazzino" non puo' eccedere i 500 grammi di marijuana Oltre a questo ci sono ulteriori regole stabilite dai vari comuni a livello locale che possono restringere ad esempio l'ubicazione dei coffee-shop, rimuovendoli dal centro della citta' o dalla vicinanza di scuole. Contrariamente a quanto comunemente si crede, le droghe trovate dalla polizia devono essere confiscate per legge, sia che si tratti di droghe pesanti sia che si tratti di droghe leggere, anche se sono piccole quantita' destinate all'uso personale. In base alla "legge sull'oppio", infatti, le droghe leggere rimangono illegali, e ne sono ufficialmente proibite la coltivazione e la produzione, vendita o compera, importazione o esportazione, e il possesso. La "politica della tolleranza" pero' porta ad una de-criminalizzazione de facto, dove il reato nella pratica non viene mai perseguito nei casi singoli. Quindi il possesso e la vendita autorizzata di quantita' inferiori ai 5 grammi vengono di norma consentiti, mentre la produzione o l'acquisto su larga scala vengono attivamente perseguitati. Droghe leggere. La vendita di droghe leggere puo' sempre essere sempre punita; tuttavia, la priorita' viene data alla lotta alle droghe pesanti, per cui: La quantita' venduta e' importante. Non viene attivamente indagata la vendita di una quantita' massima di 5 grammi in coffee-shop autorizzati, mentre la vendita di quantita' superiori (spesso legata all'esportazione) viene colpita duramente. La vendita di quantita' superiori ai 5 grammi, sia essa effettuata in bar, caffe', ristoranti o sulla strada, viene perseguitata attivamente. La teoria che sta dietro questa pratica e' che la vendita di piccole quantita' di droghe leggere per uso personale causa minore rischio sociale e personale rispetto l'uso e la vendita delle droghe pesanti. La politica olandese mira a prevenire e contenere i rischi per l'individuo e la collettivita' associati all'uso di stupefacenti. In questa ottica viene offerto ai tossicodipendenti aiuto per disintossicarsi e per migliorare la propria condizione fisica, psicologica e sociale. Di fatto, la richiesta di assistenza e' piu' frequente se i consumatori di stupefacenti non devono temere di essere perseguiti penalmente o di inficiare la propria la fedina penale. Nei Paesi Bassi il consumo di droga non e' comunque un fenomeno ne' incoraggiato, ne' accettato: esso viene scoraggiato grazie ad attivita' d'informazione che si svolgono nelle scuole e a campagne finalizzate a far conoscere i rischi connessi all'uso di sostanze che creano dipendenza. Nonostante la politica tendenzialmente permissiva riguardo alle droghe leggere, soltanto una piccola parte di consumatori di quest'ultime passa alle droghe pesanti. Nei Paesi Bassi si svolgono regolarmente ricerche sulla diffusione dell'uso di droghe; dall'ultima ricerca e' emerso che negli Stati Uniti le persone che fanno uso regolare di cannabis sono piu' del doppio (in percentuale) di quelle olandesi; la differenza e' ancor piu' marcata quando si considerano le droghe pesanti. Droghe pesanti Il possesso di droghe pesanti e' un reato; esso tuttavia viene solitamente perseguito specificamente quando la quantita' posseduta supera i 0,5 grammi. Invece la vendita di droghe pesanti, indipendentemente dalla quantita', e' un reato per il quale le indagini ed i processi hanno la massima priorita'; esso viene punito con pene severe. Turismo della droga. Essendo questa politica sulle droghe vigente nei Paesi Bassi fin dal 1975, si sviluppato e' col passare del tempo un cosiddetto turismo della droga. In questa forma di turismo le droghe leggere ed i coffee shop rappresentano un'attrattiva per consumatori provenienti da quelle nazioni in cui il consumo o il possesso sono illegali. In molti coffee shop state introdotte telecamere al banco di acquisto collegate con la polizia, per evitare aggressioni o rapine. Il governo olandese non tassa i proventi dei coffee shop ma richiede comunque di tener nota delle transazioni effettuate. La quantita' vendibile nei coffee-shop e' al massimo di 5 grammi per persona per giorno; inoltre l'esportazione di tutti i tipi di droghe, anche in piccola quantita', e' sempre punibile. A partire da meta' degli anni '90, con l'affermazione tra i giovani di sostanze quali l'ecstasy, si e' cominciato a sviluppare un nuovo turismo, detto turismo della droga sintetica. Molte persone trascorrono appositamente le vacanze nei Paesi Bassi per prelevare le droghe e portarle illegalmente nel proprio paese. I risultati del modello Olandese. Il numero di decessi collegati all'uso di droghe in Olanda e' il piu' basso in Europa. Il governo Olandese riesce a supportare circa il 90% dei tossicodipendenti con i programmi di disintossicazione. I risparmi di tempo e denaro connessi alla tolleranza controllata delle droghe leggere, ha consentito di concentrarsi effettivamente sulla lotta alle droghe pesanti. La politica della tolleranza non ha portato ad un maggior consumo di droghe leggere: in Olanda il 9.7% dei giovani ragazzi consuma droghe leggere una volta al mese, paragonabile al livello in Italia (10.9%) e Germania (9.9%) ed inferiore a quelli del Regno Unito (15.8%) e Spagna (16.4%) Queste percentuali si ripetono riguardo alle statistiche sulle droghe pesanti: in Olanda ci sono 2,5 tossicodipendenti per ogni mille abitanti, in Belgio 3,0, in Francia circa 3,9, in Spagna 4,9, in Italia 6,4 (si veda [3]). La tolleranza ha portato la societa' ad accettare il fenomeno dello "spinello", cosi' come anche il consumo di alcol e' accettato. Per la legislazione olandese ognuno rimane responsabile delle proprie azioni anche sotto influenza di droghe: percio' e' responsabile per i reati o danni compiuti. In Olanda si contano circa 28.000 tossicodipendenti, ma oltre 300.000 alcolisti e oltre 650.000 assuntori cronici di sonniferi e calmanti. L'uso di droghe leggere e' da considerarsi percio', in termini di diffusione sociale, un problema minoritario. Portare il consumo di sostanze stupefacenti alla luce del sole, infatti, permette un certo controllo sociale che limita danni e rischi non solo alla societa' stessa, ma anche ai singoli consumatori, che possono documentarsi preventivamente sui rischi e decidere autonomamente se fare uso di droghe o meno.
Gino, da Andora
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p.s con questo volevo presentarmi e dare una mano a far capire ai miei connazionali che siamo ancora fermi all'eta' della pietra! questa mail l'ho spedita anche al Min. Ferrero, svegliamoci, ridicolizziamo i seguaci della "Fini-Giovanardi" veramente assurdo. ma come fanno a negare anche l'esistenza di queste vere tabelle,questi sono punti di riferimento non le loro ridicole1 tabelle FATTE CON IL CONTRIBUTO DI CHI VIVE CON LE SOVVENZIONI STATALI(VEDI MUCCIOLI). E' GIUSTO CHE TUTTI SAPPIANO. AGGIUNGO CHE QUALCUNO ASCOLTI.

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