Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

18 maggio 2006
Domanda 18 maggio 2006
Cara Aduc, Ho mio padre (in Italia) il quale da giovane e' caduto dal 3° piano e si e' salvato per miracolo dalla sedia a rotelle grazie alla formazione, durante la sua convalescenza, di una stenosi alla colonna vertebrale (giuntura di alcune vertebre in un unico pezzo) ed una sorella con la sclerosi multipla (in francia). Entrambi sono stati vittima dello stesso sopruso di onnipotenza da parte di medici. Mio padre ha 72 anni e la stenosi che lo ha precedentemente salvato e' quella che ora lo sta bloccando con forti spasmi e blocchi motori della schiena. Il suo ortopdico (chirurgo) gli ha detto che l'unica possibilita' e' l'intervento, ma che ci sarebbe la forte possibilita' di rimanere paralizzati a causa dell'incidente avvenuto tanti anni prima. Di conseguenza mio padre rifiuta quest'intervento. Ha pero' fatto richiesta di potersi sottoporre a fisioterapie per poter contrastare quanto puo' il dolore ed i blocchi. Il suo ortopedico gliele rifiuta, dicendo che l'unica cosa che autorizzera' e' l'intervento. Questo no e' forse un ricatto bell' e buono? Ha diritto un ortopedico di rifiutare la richiesta di un malato che non vuole rischiare la proprio stile di vita (gia' provato) e la vita stessa sotto i ferri (soffre anche di cuore e durante un precedente intervento ci ha quasi rimesso le penne per arresto cardiaco). Per mia sorella (32 anni), e' stato molto simile. Lei da 4 anni rifiuta l'interferone che OGNI volta il suo neurologo tenta di imporle (l'interferone NON e' une cura ed ha effetti collaterali disastrosi, ma in compenso fa guadagnare all'ospedale 50.000€ l'anno per ogni paziente affetto da questa malattia..). Un mese fa, mia sorella ha richiesto di poter fare a distanza di 6 mesi dei nuovi esami per vedere lo sviluppo della malattia. Il neurologo le rifiuta ormai ogni esame di diagnosi se non si pieghera' all'utilizzo dell'interferone... Lei e' ora qui in Italia da ieri per farsi gli esami. Il viaggio in treno di 800km per un malato di sclerosi e' estenuante ed infatti arrivata a Roma, e' svenuta a causa di una crisi (forse provocata dallo stress e dal caldo), e' stata portata d'urgenza al San Giovanni dove hanno diagnosticato 2 fratture allo zigomo dovute alla caduta... e tutto questo per la cupidigia di medici ricattatori... Vi chiedo dunque se PER FAVORE conoscete un qualche decreto legge europeo al quale potremmo appellarci per obbligare questi signori a dare le dovute prestazioni per le quali tra l'altro sono pagati con i soldi di noi contribuenti! Cosa deve fare un paziente per vedersi riconoscere i propri diritti? Ringraziandovi in anticipo per qualunque informazione utile, vi porgo i miei piu' distinti saluti. Sabine, da Casteggio

Risposta ADUC
Se le soluzioni proposte dal suo ortopedico non la convincono non le resta che sentire il parere di un altro medico.
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