Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

13 marzo 2006
Domanda 13 marzo 2006
Vi scrivo per chiedervi un aiuto e per cercare di risolvere quella che io ritengo sia una ingiustizia fatta dall'Enel nei miei confronti. Infatti, il 19/03/03 ho ricevuto la fattura Enel, ma con mia sorpresa, l'importo era di 6.326.57 euro. Nella fattura veniva specificato che tale importo era stato calcolato prendendo come punto di riferimento il periodo che va dal 25/02/98 (penultima lettura) al 24/02/03 (ultima lettura) e per tale periodo venivano calcolati 39.544 scatti. Sempre nella fattura l'Enel specificava che in tale periodo mi avevano addebitato solo 9.784 scatti pari ad un importo di 706.88 euro, restando cosi' da pagare ancora 29.760 scatti pari a 5.751,43euro + 575,14 di IVA = 6.326,57 (importo fattura). Vi preciso che il mio contratto e' per uso domestico, per abitazione di residenza con tariffa D2. Pero' nel periodo (98/03) l'Enel mandava regolarmente i suoi dipendenti a prendere la lettura del contatore per poi effettuare il conguaglio sui reali consumi, ma dopo tale bolletta devo supporre che tale letture non sono state prese in considerazione visto che per cinque anni hanno continuato a inviare bollette con importi calcolati su presunti consumi. Chiedendo spiegazioni all'Enel mi veniva detto che sicuramente c'erano stati degli errori da parte loro e per questo avrebbero adottato un trattamento particolare il quale consisteva nel pagamento della fattura in 36 rate pari ad un importo mensile addebitato nelle successive fatture di euro 175,74 calcolando anche gli interessi sorti per tale dilatazione. In conclusione, ancora oggi mi ritrovo addebitati in fattura bimestrale 175,74+175,74. Per questo vi chiedo, non era dell'Enel la responsabilita' per non aver provveduto ad addebitare regolarmente le letture fatte nei cinque anni, anziche' continuare per tutto questo tempo a calcolare consumi ipotetici? Posso intraprendere azioni giudiziarie per aver subito questo grave danno economico che ha compromesso la stabilita' economica della mia famiglia?! In attesa di una vostra risposta Vi porgo i miei piu' cordiali saluti.

Risposta ADUC
Le richieste del gestore sono legittime se effettuate entro cinque anni e senza aggravio di spese. Queste ultime, invece, sono a loro volta legittime per un dilazionamento del pagamento dal momento in cui viene effettuata la richiesta. E ci sembra che sia quello che le e' accaduto. Se aveva delle contestazioni sugli importi avrebbe dovuto rilevarle a suo tempo, mentre, avendo accettato il pagamento dilazionato, ha in qualche modo legittimato e accettato la loro richiesta. A meno che non siano intervenuti dei fatti nuovi e diversi da quanto ci ha riportato, non ci sembra ci siano gli estremi per avanzare una richiesta di rimborso.
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