Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 dicembre 2000
Domanda 29 dicembre 2000
Salve,
vivo a Novellara, cittadina di circa dodicimila abitanti situata in provincia di Reggio Emilia.
Scrivo queste righe con lo scopo di denunciare quello che, a mio parere, rappresenta un chiaro esempio di abuso e di assoluta prevaricazione, svolto dalla pubblica amministrazione locale, nei confronti degli utenti di uno dei tanti servizi che essa promuove e gestisce: la scuola materna.
Nella nostra citta’ esistono, ed operano attualmente, tre strutture predisposte a tale servizio: una comunale, una statale ed una privata (gestita da religiose).
All'inizio di ogni nuovo ciclo scolastico quindi, i genitori di bambini in eta’ pre-scolare (io appartengo a tale categoria in quanto ho due figli piccoli: di 5 anni e di 1 anno) possono operare le loro scelte in assoluta autonomia ed inoltrare le domande di ammissione agli uffici competenti di ciascuna delle tre strutture presenti sulla piazza.
Purtroppo, pero’, ad ogni inizio di ciclo scolastico si verifica sempre lo stesso inconveniente: tutti i genitori vorrebbero iscrivere i propri figli alla scuola materna comunale, ma la graduatoria che determina l'assegnazione dei pochi posti disponibili molto spesso costringe gli esclusi a rivolgersi presso le alternative rimanenti.
E cosi’, io e mia moglie S****, nel 1998 abbiamo deciso di iscrivere L**** (oggi sta frequentando l'ultimo anno) alla Scuola Materna Statale "Il Girasole".
Devo ammettere che inizialmente eravamo un po' perplessi e diffidenti, in quanto ritenevamo, anche in virtu’ di alcune dicerie preconcette e caratterizzate da una forte superficialita’, che il livello pedagogico fosse decisamente inferiore rispetto quello della scuola comunale, ma molto presto siamo rimasti favorevolmente colpiti dalla professionalita’ dimostrata dalle insegnanti e dal gradimento dimostrato da L*** e dalle altre bambine sue coetanee.
Veniamo pero’ ora al punto dolente di tutta questa storia.
La Scuola Materna Statale "Il Girasole" e’ fisicamente ricavata all'interno di un immobile di proprieta’ del comune di Novellara, immobile nel quale si trovano anche l'asilo nido e la cucina.
All'interno di quest'ultima lavorano quattro bravissime cuoche (dipendenti comunali) che, dimostrando, nei fatti, amore, competenza e passione per il proprio lavoro, ogni giorno preparano i pasti sia per i nostri bambini (della scuola statale) che per quelli della scuola comunale, la quale si trova in un altro edificio che dista circa un chilometro.
Ultimamente, pero’, in seguito alla richiesta di pre-pensionamento di una di queste cuoche, il comune ha deliberato che dall'inizio del 2001 non provvedera’ alla sua sostituzione ma, in modo totalmente arbitrario e senza nemmeno consultare preventivamente noi genitori, effettuera’ la scelta di appaltare il servizio di gestione mensa ad una struttura privata (la CIR di Fabbrico, comune limitrofo al nostro).
Dopo alcuni momenti di discussione e di confronto spontaneo sviluppatisi tra alcuni genitori, che si sono poi naturalmente trasformati in richieste di verifica presso gli uffici comunali, gli uffici comunali stessi hanno pensato bene di organizzare un incontro per spiegare i motivi di tale decisione e soprattutto per illustrare la metodologia operativa della nuova gestione (cerchero’ di riassumerla brevemente):
1. La cucina interna rimarra in funzione ma sara’ gestita dalla CIR e servira’ alla cottura, sul posto, dei soli primi piatti, per tutti i bambini delle due scuole (sia comunale che statale).
2. I secondi piatti, invece, saranno cucinati sul posto per i soli bambini della scuola comunale, mentre quelli per i bambini della statale saranno fatti pervenire direttamente dalla mensa centralizzata (circa otto chilometri di distanza).
Ora, io personalmente, e sono convinto che anche molti degli altri genitori possano concordare con me, penso che in tale decisione si possano identificare quantomeno delle scorrettezze di tipo amministrativo nei confronti dei genitori utenti del servizio, ma soprattutto dei veri e propri soprusi nei confronti dei bambini i quali, volenti o nolenti, questo servizio lo debbono, loro malgrado, pur sempre subire.
Volendo quindi a questo punto elencare schematicamente quanto espresso al precedente capoverso:
1. La presenza della cucina interna alla scuola materna statale e’ sempre stata considerata elemento di estrema importanza nella scelta qualitativa, da parte dei genitori-utenti, del tipo di servizio all'infanzia proposto (infatti io ho scelto per mia figlia la scuola statale, anche in virtu’ di cio’). Per tale motivo ritengo che non sia corretto, da parte dell'amministrazione comunale, cambiare questo tipo di gestione in corso d'anno senza avere dato la possibilita’ a noi genitori di ricercare per tempo soluzioni alternative.
2. Ritengo altresi’ non corretto che la pubblica amministrazione possa prendere una decisione di tale importanza senza prima consultare i genitori-utenti del servizio: in altre occasioni (ad es. nel 1995 al comune di Poggio Berni - Forli’) prima di cambiare le modalita’ del servizio mensa scolastica sono stati effettuati sondaggi e interviste tra i genitori (e anche grazie a questi la cucina interna non e’ stata chiusa o non ha cambiato gestione).
3. Nella nostra zona la CIR e’ comunque gia’ conosciuta in quanto gestisce numerose mense interaziendali e scolastiche (da noi e’ gia’ presente, purtroppo, alle scuole elementari), e proprio per questo motivo ritengo che, mentre per persone adulte consumare un pasto "confezionato" e cotto qualche ora prima, possa risultare quantomeno tollerabile, per bambini di tre anni certamente no.
4. In questa mia denuncia poi, non voglio certamente trascurare l'aspetto diseducativo associato alla scelta effettuata dall'amministrazione comunale: e’ forse da considerarsi normale che i nostri figli, gia’ all'eta’ di tre anni, crescano con l'idea che il cibo che viene loro proposto, si trovi gia’ pronto all'interno di vaschette anonime e plastificate piuttosto che preparato con amore e competenza da persone vere in carne ed ossa? Non e’ forse vero che al giorno d'oggi, la maggior parte dei bambini crede che le zucchine e le carote nascano direttamente dai banchi del supermercato, anziche’ dalla terra?
5. A che cosa si deve poi la diversita’ di trattamento tra i bambini delle due scuole? Perche’ devono essere penalizzati solamente i bambini della scuola statale?
6. Infine, l'amministrazione comunale, forse anche dopo le vibrate proteste di alcuni genitori e per indorare loro un po' la pillola, ha preso l'impegno di sperimentare nella nostra scuola, insieme alla ditta CIR neo appaltatrice del servizio mensa, l'utilizzo di alcuni prodotti biologici (pomodoro, pane, ecc.). Sperimentare???? ma a mio parere l'utilizzo di prodotti biologici, soprattutto per bambini piccoli, dovrebbe essere un sano obiettivo da raggiungere per migliorare la qualita’ di vita di tutti, altro che esperimento.
In conclusione, ringraziando anticipatamente (anche da parte degli altri genitori) per l'attenzione che vorrete dedicare a questo caso, vi chiederei, qualora possano essere riscontrati gli estremi per una azione di qualsiasi tipo, volta alla difesa e alla tutela del nostro diritto di genitori-utenti del servizio in questione (come genitori abbiamo anche in programma di organizzare momenti di protesta democratica che possano dare quantomeno "visibilita’" al caso), di consigliarmi sulle iniziative da intraprendere.

Risposta ADUC
Un cambio di addetti alle cucine o di preparazione del cibo non puo' essere considerata in alcun modo "scelta qualitativa o caratteristica" della scuola. La vostra pretesa potrebbe avere fondamento nei confronti di un corso di studi, o di un menu' vegetariano arbitrariamente sostituito in pasto carneo, o se comunque la finalita' dell'iscrizione non fosse la cura e l'educazione dei ragazzi ma la loro alimentazione -cosa che sicuramente non e'.
Tuttavia, poiche' e' probabile che il Comune sia disposto a venire incontro alle vostre pretese (pur se giuridicamente infondate), e' probabile che vi convenga appoggiarvi al Difensore Civico Regionale, tramite il quale potrete "premere" nei confronti del Comune.
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