Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
7 febbraio 2006
Mi rivolgo a voi perche' vorrei porvi il seguente quesito, in data 02 feb 2006 ho pagato l'ormai odiato canone rai, operazione che per comodita' ho effettuato alla tabaccheria sotto casa, visto che la stessa era munita dell'apposita lottomatica. Ammetto la mia mancanza avendo pagato con pochi giorni di ritardo, ma la cosa che piu' mi ha infastidito e' stato quando mi sono visto applicare una mora di euro 3.90, (l'ascio a voi il calcolo degli interessi) che a mio avviso sono da strozzinaggio. Approfitto della presente per avere delucidazioni in merito alle voci che compongono la tassa (canone rai), ovvero in base al decreto del 22/12/2003 pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 26/01/2004 IL CANONE DI ABBONAMENTO ALLA TELEVISIONE e' composto da: CANONE euro 0,22 TASSA DI CONCESSIONE GOVERNATIVA euro 4,13 per l'intero anno, SOVAPPREZZO (che e' quello che aggiunge la RAI) euro 91.58, a questi aggiungiamo euro 3,67 I.V.A. ed ecco che si arriva al conto finale di euro; 99,60. La mia domanda e' questa, posso io cittadino pagare solamente l'importo relativo alla concessione governativa ed il canone, escludendo il sovrapprezzo che viene caricato dalla rai? E se cio' fosse possibile a chi va inviato il versamento? Dico questo perche' rimango della convinzione che, una volta pagata la parte che va all'erario, alla rai verrebbero meno le basi per potermi perseguire legalmente. A questo punto se l'azienda rai non intende privilegiarmi della visione dei suoi programmi potrebbe benissimo criptare il segnale e renderlo visibile solo ai clienti paganti. cosa ne pensate voi. concludo scusandomi per il momentaneo sfogo che mi a portato a scrivere d'impulso cio' che penso. in attesa di un vostro riscontro vi auguro un buon lavoro e vi invio i piu' cordiali saluti.
Salvatore, da Rimini
Salvatore, da Rimini
Risposta ADUC
La ringraziamo delle sue riflessioni, che' ci danno occasione per ribadire che, stante l'attuale situazione, in materia non puo' essera fatto altro che pressione nei confronti del legislatore perche' modifichi le attuali norme (clicca qui). Il suo ragionamento non ha basi per due motivi: la Rai e' esattore unico d'imposta a tutti gli effetti, per cui non puo' essere scavalcato. Ed e' esattore non di un importo che dovrebbe essere canone/abbonamento (nonostante cosi' venga chiamato) ma di una tassa che tutti devono pagare per il solo fatto che possiedono un apparecchio atto a ricevere trasmissioni tv, quindi anche se non si guardano i programmi Rai o se la tv fosse utilizzata solo come monitor per vedersi il filmato del matrimonio.
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