Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

2 febbraio 2006
Domanda 2 febbraio 2006
Gentile Aduc, le scrivo in merito ad una questione sollevata tempo fa circa le tessere sconto che vengono consegnata da tale azienda Promocos con sede a Villorba di Treviso. Posso confermare a mie "spese" quanto e' stato detto, ossia della assoluta NON gratuita' della tessera che comporta una spesa piuttosto ingente! La mia storia in soldoni e' questa: una mattina del 12 gennaio 2006 vengo contattata telefonicamente da una signorina, che con fare gentile mi dice che nella mia zona, ossia Stra, stanno aprendo un nuovo centro che vende articoli per la casa all'ingrosso di grandi marche, e se sono interessata ad una tessera che mi permetta di usufruire di sconti presso quell'azienda. Io le chiedo se questa tessera ha un costo, lei mi assicura di no due volte, dopodiche' mi informa che un loro incaricato passera' in zona il giorno dopo per parlarmi nel dettaglio dell'offerta. Il mattino dopo, puntuale, si presenta un ragazzo che inizia a spiegarmi la faccenda: questa tessera, mi dice all'inizio, non obbliga a nessun acquisto, io gli dico" quindi se io in 5 anni decidessi di non acquistare nulla non ci sono problemi, vero?", al che lui mi risponde prima con un no, ma poi si corregge dicendomi che " l'azienda comunque sostiene delle spese per fare queste tessere e prenderti come socia, che si aggireranno intorno ai 130-200 euro quindi puoi capire che quando diamo queste tessere dobbiamo in un certo senso essere sicuri di riprendere per lo meno il costo della tessera in se'"...a questo punto quindi gli chiedo se c'e' un acquisto obbligatorio da fare, lui mi risponde che si, almeno uno lo devi fare, dice che non c'e' una soglia minima di spesa, posso spendere anche 100¤, ma almeno uno devo farne...poi mi spiega che ho una soglia massima di acquisto pari a 2600¤, con sconti dal 30% al 50%, mi mostra il catalogo e mi porta in casa due valigie con all'interno lenzuola e set bagno lui-lei. Alquanto stupita gli chiedo se non debba poi pagare quella merce, altrimenti poteva ben tenersela, ma lui mi spiega sempre con fare cortese che quello e' semplicemente campionario che altre ragazze tempo prima avevano fatto richiesta di avere come esempio della merce che veniva venduta nel negozio. Mi risponde che non e' assolutamente da pagare, "questa la tieni tu finche' vuoi", e convinta dalle condizioni (un acquisto anche di poco in cinque anni sono convinta di farlo, perche' comunque penso anch'io con il mio ragazzo ad un futuro assieme, quindi magari qualcosa puo' sempre servirci, poi con questi sconti, meglio di cosi'?) firmo il contratto. Tutto questo e' successo in data 13.01.06. Prima di andarsene mi avvisa che a giorni verro' contattata da un ispettore della Promocos, il quale mi fissera' un appuntamente per passare da me e "caricare" la tessera (sue testuali parole, scritte anche nel contratto che a breve vi mandero' via mail) e consegnarmela con i miei dati su scritti. La domenica di quella settimana, ossia il 22, leggo per caso un articolo che mia cognata, insospettita dalle valigie che mi avevano lasciato in consegna e per niente convinta che fossero gratis, aveva trovato sul gazzettino e che si riferiva proprio all'azienda Promocos! Subito ho capito in che guaio mi fossi cacciata, ma siccome la raccomandata era da spedire entro 10gg per recedere dal contratto, non ero convinta che spedendola anche solo il 23 cioe' il lunedi seguente, sarebbe arrivata giusta. Cosi' ho deciso di aspettare e parlare a quattr'occhi direttamente con l'ispettore, che si e' presentato in casa mia il 24 (!!) quindi esattamente un giorno dopo la scadenza del termine per recedere, oltretutto alle 21.30 di sera! Lui ha iniziato a spiegarmi il tutto, dicendomi poi (ed ecco uscire la verita') che la merce che trattano loro va da un minimo di valore di 1500¤ e che quindi non avrei mai potuto fare acquisti da 300 o 500¤!! e che inoltre dovevo scegliere in quel momento stesso dal catalogo con lui un prodotto e l'avrei pagato SOLO 1800¤, mentre se sceglievo di aspettare ed andare a vedere la merce in negozio avrei pagato tutti i 2600¤ in quanto dal mese seguente sarebbero partiti dei bollettini postali per farmi pagare, in 5 anni, tutti i 2600¤!!!! A sentire questo subito mi sono arrabbiata e gli ho detto chiaro e tondo che il suo collega non l'aveva certo messa sotto quei termini, e quando lui mi ha detto "allora, cosa vogliamo fare ora?" gli ho risposto chiaramente che intendevo recedere perche' non era possibile un accordo del genere, se l'avessi saputo ptima non avrei mai firmato e il suo collega aveva mentito spudoratamente. Lui mi spiega con sorrisetto ironico che il termine per recere era il giorno prima, ormai non si poteva piu' fare niente: a quel punto sono andata su tutte le furie e gli ho mostrato l'articolo di giornale che parlava proprio di loro, lui ha cambiato completamente espressione e con atteggiamento assai diverso mi dice di aspettare un attimo, avrebbe provato a chiamare un suo superiore e sentire se era possibile fare qualcosa.....dopo una telefonata molto breve, mi dice che d'accordo, il contratto e' annullato...e aggiunge "ma come minimo dovresti fare una telefonata di ringraziamento al mio capo, queste cose non le facciamo sempre, sei un'eccezione"!!!! Una telefonata di ringraziamento?? Dopo che sono stata presa in giro e raggirata da lui e il suo collega?? Al culmine della rabbia gli ho ridato indietro i suoi due scatoloni col vivo augurio che non si facesse mai piu' vivo, ma ho salvato il suo numero di cellulare col quale mi aveva chiamato poco prima l'aitante Alessandro per farsi spiegare dove abitavo. Vi racconto tutto questo per portare la mia testimonianza, e dire che aziende del genere potrebbero per lo meno scegliere agenti un po' piu' furbi e piu' bravi a recitare, invece di incompetenti che non sanno nemmeno fare il loro lavoro.

Risposta ADUC
La ringraziamo della sua segnalazione (non la prima sull'argomento: clicca qui) che sara' pubblicata sul nostro sito tra le lettere di Cara Aduc. Ci lasci dire che siamo molto scettici riguardo il promesso annullamento del contratto, concessole "eccezionalmente" (ed a voce, scommettiamo). NON SI FIDI, non continui a fare errori senza farne tesoro. Il fatto e' che non esercitando il recesso lei ha perso l'unica occasione certa per tirarsi fuori -praticamente indenne- dal ginepraio in cui si e' infilata. Occasione, peraltro, che le si era presentata quando ancora era in tempo per agire (vale la data in cui si invia la raccomandata e la merce, non quella in cui viene ricevuta). A meno che non abbia in mano qualcosa di scritto non potra' in alcun modo farsi annullare il contratto, a meno che non paghi una penale (che potrebbe arrivare fino al 30% dell'importo per cui si e' impegnata). Cio' rescindendo anticipatamente tramite invio di una raccomandata a/r, magari di messa in mora: clicca qui. Sarebbe bene, in ogni caso, riferirsi ad eventuali clausole contrattuali in merito. Successivamente potrebbe essere opportuno un tentativo conciliativo presso il giudice di pace o la locale camera di commercio.

L'azienda chiamata in causa da chi ci scrive ci ha chiesto di pubblicare una propria risposta al quesito postoci, e volentieri concediamo questo spazio:
<< Con la riserva di ogni opportuna azione giudiziaria a tutela della Promocos e del titolare nei confronti dell'autore della lettera pubblicata, va evidenziato come anche in questo caso il contratto risulta essere stato annullato immediatamente, a richiesta della cliente, pur dopo la scadenza dei termini di legge. Si evidenzia come la Promocos S.n.c. commercializza da anni articoli per la casa di alta qualità a prezzi vantaggiosi. La società si rivolge ad un target di persone rientrante nella fascia tra i 20 ed i 40 anni (e quindi si presume persone mature in grado di ascoltare, leggere, informarsi). Nel modulo che viene lasciato al cliente in carattere MAIUSCOLO GRASSETTO c'è scritto bene in rilievo CONDIZIONI DI PAGAMENTO, vi è l'indicazione di IMPORTO SPESA, non si parla di proposta o altro termine che potrebbe trarre eventualmente in inganno ma è indicato il termine CONTRATTO. Inoltre, anche nelle condizioni generali di vendita (che parimenti vengono lasciate al cliente) si usa espressamente il termine ACQUISTO, PAGAMENTO, ACQUIRENTE in tutti gli articoli dal numero 1 al numero 11 compresi, oltre che nelle AVVERTENZE alle lettere A), B) e C). La società ha deciso, da tempo, autonomamente, di accettare anche quei recessi effettuati qualche giorno oltre i termini di cd "ripensamento", e ciò a dimostrazione della serietà ed integrità morale dell'amministratore. La volontà è sempre quella di venire incontro ai clienti. E a chi ha esercitato il diritto di recesso nessun problema è mai stato sollevato >>.
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