Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

1 febbraio 2006
Domanda 1 febbraio 2006
Buonasera, mi chiamo Massimo il giorno 26.01.2005 mia moglie ha acquistato presso un negozio dalla zona in cui abito (Bollate-Mi) un paio di stivali in saldo a 50 euro ma le sono state erroneamente consegnate due calzature di differenti misure (37 e 38). La negoziante, pur riconoscendo l' errore e l' impossibilita' a reperire lo stivale mancante, mi ha invitato a usufruire di un buono di pari valore da spendere nella sua attivita'. Di fronte alle mia richiesta di risarcimento economico della cifra intera spesa si e' giustificata facendomi vedere un postit attaccato alla cassa dove vi era scritto che il suo esercizio era posto in liquidazione (pur non essendo questo evidenziato in vetrina), offrendomi anche il n. di telefono del proprio avvocato per ulteriori delucidazioni. Mia moglie sostiene inoltre che tale negoziante, gia' dopo l' estate 2004, le aveva venduto delle altre scarpe sostenendo di essere in liquidazione. Premesso che ho preso tempo per verificare la questione "risarcimento" di un articolo in saldo per gli esercizi in liquidazione, prima di accettare qualsiasi compromesso che non sia la restituzione totale della cifra spesa, volevo avere da voi un giudizio legale sulla questione. Vorrei altresi' chiedervi quali siano le autorita', qualora comprovata la mia tesi, preposte per casi di questo genere (vigili urbani, guardia di finanza, carabinieri, ecc.). Vi saluto cordialmente e vi ringrazio per la preziosissima opera che prestate ai cittadini ingiustamente ingannati.

Risposta ADUC
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