Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 gennaio 2006
Gentile Aduc, mi chiamo Alessandro e vi scrivo da S. Maria Maddalena (RO). E' con un forte sentimento di rabbia e frustrazione che mi appresto a raccontarvi di quanto mi e' e mi sta succedendo. A volte capita di non andare molto fieri del paese di appartenenza. Sono quelle volte in cui le circostanze ed i fatti, ci ricordano che forse l'etichetta virgolettata "all'italiana " non e' solo una leggenda metropolitana, magari inscenata dal solito esterofilo. Succede cosi' che la vigilia di Natale, mia moglie si rechi dalla parrucchiera e che per farlo usi la nostra nuovissima Ford Focus, immatricolata alla fine di Giugno di quest'anno. La parcheggia praticamente di fronte al negozio, sotto un lampione ed ad una finestra illuminata. Ci si stava preparando per una bellissima serata se non fosse che qualcuno aveva pensato di lasciarci un ricordo tangibile di se' frantumando il vetro anteriore lato passeggero dell'auto per strappare l'autoradio assieme al supporto. L'autoradio non era quella Ford dedicata con specifiche dimensionali DIN2, ma una comunissima autoradio con dimensioni DIN1. Da qui' l'esigenza di uno specifico supporto. Con mia grande soddisfazione, potevo finalmente passare un bellissimo pomeriggio in una caserma dei carabinieri a sporgere la dovuta denuncia. E' chiaro che il senso e' puramente ironico. Tra l'altro nell'occasione ho trovato personale cordiale e professionale. Fin qui', tra alti e bassi, tutto si e' trascinato secondo la norma. Quello che proprio mi ha fatto imbestialire e' quanto successo in seguito. Il giorno 27 Dicembre, al mattino, ho telefonato alla sede centrale della mia assicurazione (Fondiaria - SAI) per informarla dei fatti e per chiedere consigli su come muovermi per sistemare la faccenda il prima possibile. Avendo inoltre la macchina in garanzia, mi preoccupo del fatto di non incorrere in qualche trappola burocratica che me la possa invalidare, qualora mi fossi rivolto ad officine estranee all'area Ford. L'assicuratore tenta di tranquilizzarmi in tal senso, sostenendo che non essendo il danno imputabile a difetti di fabbrica, chiunque avrebbe potuto porvi rimedio e che la mia agenzia assicurativa di riferimento avrebbe aperto quello stesso pomeriggio e che quindi avrei potuto consegnare la denuncia. Per niente tranquillo ho telefonato subito alla concessionaria Ford che mi aveva venduto l'auto (Automotors di Rovigo). Qui' riesco a parlare con il capofficina il quale mi conferma quanto sostenuto dall'assicuratore. Probabilmente spinto da una sorta di sesto senso provo ad insistere sulla possibilita' di portare da loro la vettura per la riparazione e quasi riesco ad ottenere un appuntamento quando mi viene riferito che non c'era certezza di potermi assicurare un'auto sostitutiva. Siccome io abito ad oltre 30 chilometri dal concessionario, mi convinco che rivolgermi ad una carrozzeria locale e' la cosa migliore da fare. Quindi nel pomeriggio, dopo aver consegnato la denuncia all'assicurazione ed aver in cambio ottenuto i dati relativi al perito da contattare per la perizia del danno, porto l'auto in carrozzeria. Qui' vengo a sapere che tutti i magazzini Ford dell'Emilia-Romagna sono chiusi per inventario e che quindi c'era l'impossibilita' di reperire i pezzi.. Stupito di cio', pongo l'Automotors di Rovigo come alternativa dato che ci avevo parlato quella stessa mattina e quindi mi appresto a richiamarla. Lo stupore a questo punto raggiunge lo Zenith. Mi risponde la segretaria dell'officina e mi dice chiaramente che sono chiusi per inventario. Alche', un tantino logoro della situazione, m'inalbero e ribadisco di aver parlato con il capofficina poche ore prima e che da quella conversazione nulla era trapelato in tal senso. Mi viene risposto che e' impossibile e che sono chiusi per motivi di cui sopra. Alla domanda diretta se era giusto che una macchina di 20.000 € dovesse rimanere ferma per 15 giorni per un vetro rotto ho ricevuto in risposta che - giusto o no lei non sapeva cosa poter fare - e dopo aver bofonchiato un po' m'interrompe la comunicazione. A quel punto mi e' salita una rabbia che se avessi potuto mangiare il telefono lo avrei fatto. Offeso, indignato, quasi deriso dalla Ford. Questa era ed e' la mia attuale convinzione. Una volta rincasato provo a chiamare l'ufficio relazioni con il pubblico della Ford a Roma. La musica non cambia. Loro non sono responsabili della gestione delle Loro agenzie di vendita. Un po' come se io non fossi responsabile di mio figlio. E' il solito gioco dello scarica barile. Un gioco tutto italiano, che ci ha dato tanta popolarita' nel mondo ma che alla gente comune non piace e, suo malgrado e' costretta a condividerne i frutti per colpa di quei pochi - che contano - che lo promuovono. Complimenti alla Ford per l'assistenza post vendita degna di nota. Prima della firma sono tutti sorrisi e belle parole, dopo sei solo una scocciatura. L'unico pregio che ha, e non e' certo dovuto all'organizzazione italiana, e' quello di fare auto che piacciono. Tanti auguri di un buon fine ed inizio d'anno (se non altro meglio del mio).
Alessandro, da Occhiobello
Alessandro, da Occhiobello
Risposta ADUC
Ringraziamo del racconto della sua vicenda che pubblichiamo in Cara Aduc.
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