Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
31 dicembre 2005
Ho altri modi per farmi giustizia da solo? Insegnatemelo, cari signori facendomi conoscere un avvocato che ami piu' la giustizia della deontologia.
Giampiero
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Oggi, giovedi' 29 dicembre, invio quanto e' oggetto di mia personale trattativa col mio ex-Istituto onde definire e spero chiudere una pratica che difficilmente la Giustizia e' - al momento - in grado di valutare. Non intendo certamente offendere ne' Lei, signor Procuratore e ne' Lei Signor Giudice, entrambi avete in mano un libro di venti pagine che in origine era di cento, pagine che il Monte dei Paschi non e' stato in grado di fornirvi per intero, non so se per errore o per dolo, ma cio' in questa fase e' del tutto irrilevante e qualora Voi, dopo un'attenta e serena valutazione dell'intero caso, riteneste la presentazione del tutto fornita dal MPS insufficiente, alla banca dovreste rivolgervi e non a me. Da parte mia, ritenendomi piu' volte frodato, offeso, maltrattato, ingiuriato, mandato in galera con evento truccato e purtroppo con la Vostra collaborazione, sicuramente in buona fede, ma ugualmente doloso, devo per forza di cose non essere ipocrita e giurare sulla Bibbia e davanti alla Legge che tutto cio' che scrivo ed ho scritto e fatto e' pura e semplice verita', Vi ho fornito le prove, se non avete intenzione di leggerle non e' un problema mio. Dopo questo breve scritto che inviero' al Monte dei Paschi tra pochi minuti, qualora tutto dovesse ulteriormente passare sotto silenzio e senza risultati, sara' mia cura inserire nuovi dettagli on line sul mio sito, compreso tale scritto. Al Monte dei Paschi offro la possibilita' di chiudere tale caso con ritiro di tutte le denunce fatte e ricevute, con la cancellazione on line di tutti gli scritti e/o documenti, cancellazione a vita ovviamente con il mio impegno di non menzionare mai, in futuro, il nome della suddetta banca e ne' scriverlo e mai piu' parlare e/o scrivere in pubblico tutto cio' che e' stato oggetto dei nostri rapporti fino ad ora. Faccio presente che l'importo richiesto che avrebbe dovuto essere valutato nel corso del processo che avrebbe dovuto tenersi nel settembre 2004 era di 900.000 euro, non frutto di elucubrazioni mentali come scritto da Lei Giudice Beluzzi ma da calcoli approntati da tecnici sindacali competenti di emolumenti di personale impiegatizio bancario e da esperti psicofisici dell'ospedale Clinica del Lavoro specializzato in persone mobbizzate. Inoltre lo stesso importo prendeva in esame anche la mia esclusione dal Lavoro futuro che un'ammissione di colpa in tribunale da parte del Mps lo avrebbe costretto a riassumermi. Ne' intendo entrare in merito, ma lo faro' se costretto in internet se ne avessi bisogno, di un caso che avrebbe dovuto restare di competenza nel Civile e non entrare nel Penale, cosa che con la mia piccola intelligenza ho sempre cercato di evitare, cosa che con la grande intelligenza del direttore Bottoli, rappresentante del Monte dei Paschi in Piacenza e' avvenuta. Ricordo infine, prima di motivare quanto richiedo al MPS Banca, al signor Giudice Dr. Beluzzi d'avergli gia' inviato, alcuni mesi fa, una dettagliata analisi (non credo da persona incapace d'intendere o volere) del Suo scritto che e' affisso nel mio cuore e sulla mia persona il giorno della mia uscita dal carcere, io posso contestarlo nuovamente ora perche' tocca quel poco che ho d'efficiente nella mia persona: "La mia intelligenza e capacita' intellettuale). La' mi ero messo a disposizione - comunque - per una nuova valutazione psichiatrica e mi rimetto nuovamente a disposizione, sempre che tale valutazione, ammetto pure la macchina della verita' per essere all'avanguardia coi tempi, venisse fatta anche ai miei accusatori. Il 17 gennaio saro' costretto, con le Forze dell'Ordine presenti, a sgomberare la mia ex-casa, venduta all'asta dal Monte dei Paschi, ma mi atterro' alla Legge, non ho diritto di prendermela in alcun modo e rispetto i nuovi legittimi proprietari che devono entrarne in possesso, ma al Monte chiedo:
1) Pensione piena con 35 anni di anzianita', contributi versati dal Monte a rispetto delle Leggi che regolano queste controversie, il Monte nel falso e violento accordo subito nel luglio 2004 ha pagato con i 203.000 soltanto gli arretrati di stipendi (ecco il vero calcolo testimoniato dal modulo CUD redatto all'uopo dalla Banca) fino al 2004, senza versare i legittimi contributi; e l'importo di euro 250.000 che mi servono a riacquistare una casa per la mia famiglia.
2) al posto dei 250.000 che comprendono anche i veri stipendi dal 2000 ad oggi piu' il logico reintegro sul posto di lavoro, chiedo 100.000 versamento in anticipo piu' una casa da affittarsi in Cremona e a spese del MPS fino alla data della mia morte. Credo che quanto chiedo e' minima cosa date le mie ragioni che non ho mai potuto portare in un'aula di tribunale non per mia scelta, ma per la vilta', la mancata deontologia degli avvocati che hanno sempre rifiutato l'incarico di difendermi senza vendermi, cio' a dimostrazione di quanto ho gia' sottoscritto davanti al Giudice Beluzzi e nuovamente risottoscrivo, al contrario di quanto si e' cercato di far trapelare anche sui mass-media nei miei confronti: "Tentava di farsi giustizia da se'". Si signor Procuratore e signor Giudice, allora non tentavo di farmi giustizia da solo ed e' anche ridicolo l'importo di 10.000 euro richiesti nella fantomatica estorsione, colto in flagranza, con l'oggetto del reato in mano, lo avreste potuto dire se nella busta ci fossero stati minimo duecentocinquantamila euro e se non avessi avvertito sempre ed in anticipo la Procura delle mie mosse. Ora e' vero che intendo farmi giustizia da solo, infatti sono solo e nessun avvocato vuole fare cio' che serve, ecco la mia vera giustizia da solo, scrivervi di continuo e mettervi davanti alle vostre responsabilita' di Operatori di Giustizia che non vogliono vedere cio' che e' logico, normale davanti ai propri occhi, e da cio' anche i miei itineranti e faticosi spostamenti verso altre Procure a denunciare la Vostra lentezza, miopia, mentre sto ripetutamente a chiederVi di leggere soltanto l'evidenza, togliermi l'etichetta di mostro che non merito e credo di dimostrarvi abbastanza coraggio dal criticarvi pubblicamente perche' non ho altro mezzo, e' la latitanza della Legge e della Giustizia che dovete colpire, insieme ai veri mandanti di questa condanna a vita che vorrebbero affibbiarmi. Sempre a Vs. disposizione e con tutto il rispetto che Vi devo, sempre che desideriate meritarvelo. Io sono un piccolo uomo che combatte affinche' non sia distrutta la mia famiglia, spero non Vogliate cancellare o sostituire la sacra parola "Famiglia" con sudditanza nei confronti del potere che altri usano per cancellare la parola Giustizia. In verita' e senza ipocrisia ripeto di restare a Vs. disposizione.
Giampiero
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Oggi, giovedi' 29 dicembre, invio quanto e' oggetto di mia personale trattativa col mio ex-Istituto onde definire e spero chiudere una pratica che difficilmente la Giustizia e' - al momento - in grado di valutare. Non intendo certamente offendere ne' Lei, signor Procuratore e ne' Lei Signor Giudice, entrambi avete in mano un libro di venti pagine che in origine era di cento, pagine che il Monte dei Paschi non e' stato in grado di fornirvi per intero, non so se per errore o per dolo, ma cio' in questa fase e' del tutto irrilevante e qualora Voi, dopo un'attenta e serena valutazione dell'intero caso, riteneste la presentazione del tutto fornita dal MPS insufficiente, alla banca dovreste rivolgervi e non a me. Da parte mia, ritenendomi piu' volte frodato, offeso, maltrattato, ingiuriato, mandato in galera con evento truccato e purtroppo con la Vostra collaborazione, sicuramente in buona fede, ma ugualmente doloso, devo per forza di cose non essere ipocrita e giurare sulla Bibbia e davanti alla Legge che tutto cio' che scrivo ed ho scritto e fatto e' pura e semplice verita', Vi ho fornito le prove, se non avete intenzione di leggerle non e' un problema mio. Dopo questo breve scritto che inviero' al Monte dei Paschi tra pochi minuti, qualora tutto dovesse ulteriormente passare sotto silenzio e senza risultati, sara' mia cura inserire nuovi dettagli on line sul mio sito, compreso tale scritto. Al Monte dei Paschi offro la possibilita' di chiudere tale caso con ritiro di tutte le denunce fatte e ricevute, con la cancellazione on line di tutti gli scritti e/o documenti, cancellazione a vita ovviamente con il mio impegno di non menzionare mai, in futuro, il nome della suddetta banca e ne' scriverlo e mai piu' parlare e/o scrivere in pubblico tutto cio' che e' stato oggetto dei nostri rapporti fino ad ora. Faccio presente che l'importo richiesto che avrebbe dovuto essere valutato nel corso del processo che avrebbe dovuto tenersi nel settembre 2004 era di 900.000 euro, non frutto di elucubrazioni mentali come scritto da Lei Giudice Beluzzi ma da calcoli approntati da tecnici sindacali competenti di emolumenti di personale impiegatizio bancario e da esperti psicofisici dell'ospedale Clinica del Lavoro specializzato in persone mobbizzate. Inoltre lo stesso importo prendeva in esame anche la mia esclusione dal Lavoro futuro che un'ammissione di colpa in tribunale da parte del Mps lo avrebbe costretto a riassumermi. Ne' intendo entrare in merito, ma lo faro' se costretto in internet se ne avessi bisogno, di un caso che avrebbe dovuto restare di competenza nel Civile e non entrare nel Penale, cosa che con la mia piccola intelligenza ho sempre cercato di evitare, cosa che con la grande intelligenza del direttore Bottoli, rappresentante del Monte dei Paschi in Piacenza e' avvenuta. Ricordo infine, prima di motivare quanto richiedo al MPS Banca, al signor Giudice Dr. Beluzzi d'avergli gia' inviato, alcuni mesi fa, una dettagliata analisi (non credo da persona incapace d'intendere o volere) del Suo scritto che e' affisso nel mio cuore e sulla mia persona il giorno della mia uscita dal carcere, io posso contestarlo nuovamente ora perche' tocca quel poco che ho d'efficiente nella mia persona: "La mia intelligenza e capacita' intellettuale). La' mi ero messo a disposizione - comunque - per una nuova valutazione psichiatrica e mi rimetto nuovamente a disposizione, sempre che tale valutazione, ammetto pure la macchina della verita' per essere all'avanguardia coi tempi, venisse fatta anche ai miei accusatori. Il 17 gennaio saro' costretto, con le Forze dell'Ordine presenti, a sgomberare la mia ex-casa, venduta all'asta dal Monte dei Paschi, ma mi atterro' alla Legge, non ho diritto di prendermela in alcun modo e rispetto i nuovi legittimi proprietari che devono entrarne in possesso, ma al Monte chiedo:
1) Pensione piena con 35 anni di anzianita', contributi versati dal Monte a rispetto delle Leggi che regolano queste controversie, il Monte nel falso e violento accordo subito nel luglio 2004 ha pagato con i 203.000 soltanto gli arretrati di stipendi (ecco il vero calcolo testimoniato dal modulo CUD redatto all'uopo dalla Banca) fino al 2004, senza versare i legittimi contributi; e l'importo di euro 250.000 che mi servono a riacquistare una casa per la mia famiglia.
2) al posto dei 250.000 che comprendono anche i veri stipendi dal 2000 ad oggi piu' il logico reintegro sul posto di lavoro, chiedo 100.000 versamento in anticipo piu' una casa da affittarsi in Cremona e a spese del MPS fino alla data della mia morte. Credo che quanto chiedo e' minima cosa date le mie ragioni che non ho mai potuto portare in un'aula di tribunale non per mia scelta, ma per la vilta', la mancata deontologia degli avvocati che hanno sempre rifiutato l'incarico di difendermi senza vendermi, cio' a dimostrazione di quanto ho gia' sottoscritto davanti al Giudice Beluzzi e nuovamente risottoscrivo, al contrario di quanto si e' cercato di far trapelare anche sui mass-media nei miei confronti: "Tentava di farsi giustizia da se'". Si signor Procuratore e signor Giudice, allora non tentavo di farmi giustizia da solo ed e' anche ridicolo l'importo di 10.000 euro richiesti nella fantomatica estorsione, colto in flagranza, con l'oggetto del reato in mano, lo avreste potuto dire se nella busta ci fossero stati minimo duecentocinquantamila euro e se non avessi avvertito sempre ed in anticipo la Procura delle mie mosse. Ora e' vero che intendo farmi giustizia da solo, infatti sono solo e nessun avvocato vuole fare cio' che serve, ecco la mia vera giustizia da solo, scrivervi di continuo e mettervi davanti alle vostre responsabilita' di Operatori di Giustizia che non vogliono vedere cio' che e' logico, normale davanti ai propri occhi, e da cio' anche i miei itineranti e faticosi spostamenti verso altre Procure a denunciare la Vostra lentezza, miopia, mentre sto ripetutamente a chiederVi di leggere soltanto l'evidenza, togliermi l'etichetta di mostro che non merito e credo di dimostrarvi abbastanza coraggio dal criticarvi pubblicamente perche' non ho altro mezzo, e' la latitanza della Legge e della Giustizia che dovete colpire, insieme ai veri mandanti di questa condanna a vita che vorrebbero affibbiarmi. Sempre a Vs. disposizione e con tutto il rispetto che Vi devo, sempre che desideriate meritarvelo. Io sono un piccolo uomo che combatte affinche' non sia distrutta la mia famiglia, spero non Vogliate cancellare o sostituire la sacra parola "Famiglia" con sudditanza nei confronti del potere che altri usano per cancellare la parola Giustizia. In verita' e senza ipocrisia ripeto di restare a Vs. disposizione.
Risposta ADUC
Ci sembra di capire, leggendo la lettera che ci ha inviato per conoscenza, che la questione riguardi un (ex) rapporto di lavoro con il Monte dei Paschi. Non ci occupiamo, in quanto associazione di consumatori, di queste materie ne' possiamo consigliarle alcun legale.
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