Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
30 novembre 2005
Salve, vorrei avere un vostro parere in merito ad un problema, a mio avviso molto grave, sorto in seguito all'acquisto del mio appartamento. Circa due anni fa, infatti, ho acquistato una casa in costruzione, che prevedeva l'ingresso in un soggiorno con angolo cottura. E fin qui niente di strano. A tempo debito, mi recai alla ditta di infissi per la scelta di porte interne ed esterne previste dal capitolato ed in questa occasione scelsi anche il portone blindato per la porta d'ingresso. Passato del tempo (quantificabile approssimativamente in un paio di mesi), pero', venni avvertito dalla ditta edile responsabile dei lavori di costruzione e dalla societa' costruttrice del fatto che la porta blindata d'ingresso sarebbe stata sostituita da una normale portafinestra con avvolgibile scorrevole comandato elettricamente, all'esterno con la chiave ed all'interno con un pulsante. Questo, mi fu detto, era stata una scelta coatta dal momento che, non avendo la casa un disimpegno all'ingresso, non rispettava i requisiti di abitabilita' in fatto di "luminosita' minima" dell'ambiente; o meglio: con una porta blindata quell'ambiente (il soggiorno) non sarebbe stato abbastanza luminoso per poter dichiarare la casa "abitabile". Spiazzato dalla notizia e, ammetto, del tutto ignorante in materia, mi affidai ai "consigli" dell'"equipe di tecnici". La casa mi e' stata consegnata a Maggio 2005 e li' abito da Luglio dello stesso anno. Inutile dire i numerosi disagi quotidiani che questa "porta" - che e' praticamente una saracinesca proprio come quelle che utilizzano i negozi!!! - mi provoca, a cominciare dalla perdita di tempo che causa ogni qualvolta si deve entrare ed uscire di casa, per non parlare del fastidioso rumore che produce durante l'utilizzo, che, credo, a lungo andare, stancherebbe anche il condomino piu' pacifico! Non e' trascurabile neanche, a mio parere, il fatto che questa "porta" non e' assolutamente una garanzia di sicurezza contro "esterni", in quanto e' facile capire che sarebbe di ben facile accesso per i ladri, trattandosi di un avvolgibile in plastica e di una porta finestra di normalissimo vetro. Ma la cosa ben piu' grave e' quello che e' successo alla mia fidanzata qualche giorno fa, rimasta letteralmente intrappolata in casa per ben 5 ore (con la conseguente perdita della giornata lavorativa!) durante un temporale che aveva fatto saltare la corrente elettrica e che, di conseguenza, aveva reso impossibile anche l'utilizzo della suddetta "saracinesca"! Vorrei sapere da Voi se questo tipo di "soluzione" e' a norma di legge e se realmente esistono dei vincoli di abitabilita' in fatto di luminosita' ed in che termini si pongono. Tra l'altro, la porta d'ingresso si affaccia, all'esterno, sulla corte condominiale e quindi sono comunque costretto a tenere la saracinesca sempre quasi totalmente abbassata per evitare che le persone che passano vedano dentro casa!!! Come capite, quindi, la stanza riceve ugualmente ben poca luce da quella saracinesca! Inoltre, nel soggiorno e' presente anche un'altra grande porta finestra che, a mio avviso, illumina piu' che sufficientemente l'ambiente. La mia intenzione sarebbe quella di denunciare la societa' costruttrice e, se possibile, obbligarla alla sostituzione a loro spese della saracinesca con una porta blindata - come era previsto originariamente - eventualmente con inserti di vetro che lascino filtrare la luce ma che garantiscano anche privacy e, soprattutto, sicurezza. E' possibile ottenere tutto questo? Come devo muovermi per tutelare i miei interessi? Vi ringrazio anticipatamente per la disponibilita' che, sono certo, mi dimostrerete.
Emanuele, da Livorno
Emanuele, da Livorno
Risposta ADUC
Speriamo che si renda conto che quanto ci chiede non e' un consiglio che possiamo darle attraverso questo servizio. Perche' bisogna conoscere le norme e le consuetudini dello specifico Comune, la configurazione e l'ubicazione dell'appartamento... insomma tutta una serie di norme che non sono in generale uguali e precise per tutte, ma relative al contesto. Per cui avra' bisogno di una relazione di un tecnico (geometra, architetto o ingegnere) con cui dovra' dimostrare che a suo tempo le era stato detto il falso (si ricordi che lei aveva accettato comunque la soluzione che le era stata proposta, e questo sposta la questione anche su un possibile risvolto penale: il dolo del costruttore nell'occultarle la realta' per imporre una propria soluzione), e con questa mettere in mora il costruttore: clicca qui
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