Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
28 novembre 2005
Spett.le Aduc, vorrei raccontarVi un episodio che mi e' accaduto presso l'UCI Cinemas Meridiana di Casalecchio di Reno (Bo). E' una cosa che sembra da nulla, ma ho bisogno di un consiglio, per favore - per tutelarmi in qualche modo, se e' possibile. Sembra quasi un caso di mobbing, anche se non si tratta di lavoro, ma di rapporti personali. Quando e' uscito "Star Wars III - the Revenge of the Sith", sono andata a vederlo. Mi e' piaciuto tanto che dopo un po' ho deciso di vederlo fino all'uscita dalla programmazione. Cosi' ho fatto, e il Direttore, un certo Alessandro (non conosco il cognome) e' stato cosi' gentile da farmi avere, dietro mia domanda, l'ultimo manifesto del film. Un ragazzo gentilissimo, di poche parole, ma che veniva sempre a darmi un saluto, quando scendeva dall'ufficio per andare a vedere se era tutto OK in biglietteria, e spesso, quando c'era molta gente, a dare una mano a fare i biglietti. Io l'ho invitato a mangiare una pizza, e lui mi ha gelato, dicendo testualmente: "io non faccio queste cose". (QUALI cose?) Tempo dopo, l'ho invitato a cena a casa mia, e lui giu' con la stessa frase. Io gli ho detto che abito con i miei, e quindi non c'era pericolo di avances! Era solo una cena, un normalissimo invito fra amici. Lui niente, ha rifiutato. OK, niente di male, come non detto, no? Qualche giorno dopo gli ho detto che mi ero presa una cotta per lui. Ed era vero, mi bastava solo vederlo per sentirmi sulle nuvole! I suoi occhi verde prato, luminosi, i capelli neri, tirati indietro, la sua camminata leggera, mi hanno preso l'anima. Ma se avesse solo voluto essere un amico per me, OK, nessun problema, si sarebbe fermato tutto li'. Io non provoco, sono solo abituata a dire le cose come sono. Su certe cose, e' l'uomo che deve decidere se accettare o no, se dire subito che a lui non interessa, se fare l'eventuale prima mossa o tirarsi indietro. Io l'ho solo messo al corrente dei miei sentimenti. Per dovere di onesta', e per sapere, dalla sua risposta, come regolarmi. Ah, dimenticavo di dire che io gli avevo gia' chiesto in precedenza se era fidanzato, impegnato o sposato, e lui mi aveva detto di essere libero. Per questo mi ero decisa a comunicargli il mio sentimento, altrimenti mi sarei tirata indietro!! La sua risposta e' stata: "di me? No!" (sorridendo, come a dire, ma no, che dici mai?) Poi mi ha detto che doveva andare, e io l'ho salutato. Quando e' uscito "Romanzo Criminale", mi e' piaciuto talmente tanto che non mi sono persa una replica! Quando ho rivisto Alessandro gli ho chiesto se poteva tenermi un manifesto. Lui ha chiesto: "Cartonato o manifesto?" Io: "Qualunque cosa ti rimanga in magazzino, non ti preoccupare." OK. Lui lo vedevo sempre meno, ovviamente essendo il Direttore aveva una mole immensa di lavoro da sbrigare, contabilita' cui rendere conto a Milano. Strano che dopo mesi che ci si conosceva, quando faceva il turno di chiusura (di solito nel week end) veniva sempre giu' intorno alle 22.10, per dare una mano ai ragazzi in biglietteria, e passando, almeno un veloce "ciao!" riusciva a darmelo, Ale. Circa una settimana dopo la fine della programmazione del film, lo vedo in biglietteria e gli chiedo se potevo gia' ritirare il poster. Lui: "Mi dispiace, non mi e' rimasto niente." Io ci sono rimasta malissimo. L'altro film glielo avevo chiesto quasi due mesi dopo che non veniva piu' proiettato, e lui era riuscito a trovarmi qualcosa. Stavolta mi ero prenotata con larghissimo anticipo, addirittura mi aveva dato una scelta, e dopo mi dice che aveva dato via tutto!? Da quel momento, per un intero mese, non si e' piu' fatto vedere, una volta ho fatto l'errore di aspettarlo per piu' di un'ora, anche dopo che tutti erano entrati nelle sale (l'UCI Cinemas Merdiana ne ha 9!!!), e chiedere di lui. Alla fine una ragazza esce dalla porta che conduce agli uffici, dicendo che "Mi dispiace, Ale ti manda a dire che e' occupatissimo." Beh, grazie tante, avrei voluto vedere il contrario!! Entro in sala. Cinque minuti e sento di avere sete. Esco, lo vedo proprio in quel momento uscire dalla porta. Lo chiamo, si volta imbarazzatissimo. "Ciao, come va?" E lui balbetta un "Tutto bene, ciao, devo scappare." e via. Non c'era assolutamente nessuno, oltre ai ragazzi che portavano via l'immondizia e spazzavano, e due in biglietteria. Tutto OK, prendo una bottiglietta di acqua e torno a vedere la pubblicita' e i trailer che precedono il film (20 / 25 minuti, di norma). Un'altra sera l'ho aspettato, lui ha fatto ridire di essere occupatissimo. Lo so che sono una rompiballe, ma gli volevo solo domandare il perche' di questo improvviso cambio di comportamento. Ma niente, non sarebbe piu' venuto a salutarmi, cosi', senza una spiegazione, dall'amicizia alla non sopportazione, di colpo, senza una parola. E io che gli avevo portato una torta Margherita (per i ragazzi in sala) e una per lui ai pinoli e ripieno di crema al limone, entrambe fatte da mia madre!! Poi ho scoperto che lui ha dato la torta che avevo fatto per lui ai dipendenti, che cosi' se ne sono mangiate due. Tengo a precisare che le mie le hanno nascoste subito ("non farle vedere, che se ci beccano quelli dei controlli fanno storie!") e una settimana dopo vedo una di loro che fa vedere a tutti, uno ad uno i dipendenti del cinema, girando a destra e a manca, una torta Margherita portata a mano, benissimo in vista, che spandeva un profumo per un chilometro!! Quella non si nasconde, eh? Solo quelle che porto io si nascondono. Qualche giorno fa aspetto di vederlo, arrivo sempre una mezz'ora prima dello spettacolo. Lui non scende, e quando esco dopo il film, alle 23 (per una volta avevo visto quello delle 20.40), saluto la ragazza in biglietteria e dico: "Peccato, Ale non l'ho visto". E lei "Strano, e' stato tanto qui con noi, fino a poco fa, a parlare..." Mi sono sentita triste e delusa. Due sere fa, esasperata, chiedo a una ragazza che so collaboratrice stretta di Ale, alla quale affida compiti di controllo, se e' successo qualcosa, perche' lui non mi vuole piu' vedere, o quantomeno salutare. Lei e' stata crudelissima, giuro che volevo piangere. Mi ha fatto sentire una di quelle!!! Mi ha detto che lui si era stancato di vedere come gli giravo intorno, che lui e' molto, molto riservato, e queste cose gli danno fastidio - perche' (testuali parole) "sappiamo bene tutte e due che cosa vuoi, vero? Vuoi metterti con lui, e' questo che cerchi di fare, lo sappiamo!" Era incavolatissima, con gli occhi sbarrati, sembrava una isterica. Io gli ho detto che non era vero, lui aveva detto di essermi amico. Lei e' andata via tutta indispettita. Ora, io chiedo: che diritto ha di trattarmi cosi', una persona che io non conosco? Io sono una persona normale, come si permettono di trattarmi come una che ci prova? Io ad Ale avevo detto di essermi presa una cotta, non di "volermelo fare", come si e' permessa di dire quella. Mi ha dato fastidio anche il fatto che Alessandro non mi reputasse degna di saperlo da lui che non mi voleva piu' vedere ne' salutare, ma me lo facesse dire, oltretutto in maniera cosi' umiliante e cattiva. C'e' un'altra cosa: gli ultimi giorni prima di quella "rivelazione", avevo notato che un paio di ragazzi venivano a vedere dove mi ero seduta in sala, poi a film iniziato uscivano e non li vedevo piu'. Lo so perche' il personale veste di giallo, e si vedono anche in penombra. Si mettevano dalla porta, guardavano le persone sedute, appena mi vedevano prendevano il telefono interno che hanno tutti per comunicare fra loro, parlavano un po' e appoggiando la schiena al muro guardavano lo schermo, me, di nuovo lo schermo, di nuovo me, poi il film iniziava, e guardando ancora me, uscivano. Cosi' per cinque, sei volte di seguito. L'ultima volta sono venuti per due volte. Io ero, contrariamente al solito, in alto, in fondo. Di solito si fermavano alla porta di ingresso, comunque mai piu' di due o tre file oltre (la porta di ingresso da' a meta' sala, dove c'e' lo scorrimano). Quella volta sono venuti fino a dove ero io, hanno visto dove ero e SOLO ALLORA sono usciti, di corsa. Per tre volte, una volta anche durante il film. Entrata, fermata a due passi da me, occhiata e ritorno veloce con uscita. Nell'ultima settimana, era venuto in sala addirittura un uomo della sicurezza, con tanto di cartellino con nome al collo, un uomo massiccio e dall'aria incavolatissima. Stesso atteggiamento, solo che questo non ha guardato lo schermo: e' stato tutto il tempo a guardare me! E in sala eravamo pochissimi!! Non ha staccato lo sguardo da me, braccia conserte ed espressione cupa, non mi sentivo tanto tranquilla, a dire il vero ho pensato "Oddio, e questo che ha da fissarmi?" E quando e' iniziato il film e' uscito. La sera nella quale quella ragazza mi ha detto quelle cose, io ho lasciato un foglietto da consegnare ad Alessandro, con scritto che il suo comportamento mi aveva amareggiato, e di andarsene a quel paese (senza parolacce, solo a quel paese), con un "p.s.: certe cose un vero uomo le risolve da solo". Stasera sono tornata all'UCI Cinemas a vedere un film. Solo in due mi hanno salutato, un vicedirettore mi ha salutato scocciatissimo, nessuno mi ha voluto fare il caffe', io sono restata venti minuti di fronte all'entrata in sala ad aspettare che facessero entrare, perche' ero arrivata in anticipo. Ho passato quei 20 minuti leggendo una rivista che avevo in borsa. Quando ho fatto il biglietto, l'uomo della sicurezza e' entrato e si e' fermato a un metro da me. Ci ho messo dieci minuti buoni a fare il biglietto. Costui e' rimasto li' tutto il tempo parlando al telefonino e fissandomi. Quando sono andata ad aspettare che facessero entrare in sala, me lo sono ritrovato di fronte, con un gomito appoggiato al bancone dove fanno le pizze, con il telefonino all'orecchio. Ogni tanto alzavo lo sguardo dalla rivista, e quello guardava sempre me. Era solo un marpione o l'uomo della sicurezza che mi teneva d'occhio? Io non sono un pericolo pubblico! Se ho aspettato varie volte Ale era perche' lui mi aveva dato corda, e anche se non lo avesse fatto, mi piaceva cosi' tanto quando lui scendeva per un saluto, brevissimo o per quattro chiacchiere. Che c'era di male? Perche' se lo fa lui va bene e se io lo aspetto, sono una poco di buono o un pericolo??? Che razza di persone sono? Beh, io ho nella tessera ancora due ingressi infrasettimanali, e ho tutto il diritto di usarli. Percio' li' dentro ci torno quando e quante volte voglio, io pago! E loro non li vedro' proprio. Ah, dimenticavo una cosa importante: quando facevano "Romanzo Criminale", una volta mi ha aspettato alla fine dello spettacolo. E' stato bellissimo!!!! Anche se non c'e' stato altro di una chiacchierata. Lo avevo sempre visto in completo grigio scuro, elegantissimo, da ufficio. Quella volta mi ha aspettato in maglione blu, informale e bellissimo. Un sorriso favoloso, bella voce, e quegli occhi verde chiaro... mi tremavano le gambe, e mi sembrava di volare dalla gioia, giuro!!! Che bello. Purtroppo ho avuto la malaugurata idea di chiedergli: "Andiamo a bere qualcosa, quando hai finito? Ti aspetto?" (preciso che io NON frequento locali) E lui: "No, non faccio queste cose" (e tre...!!) Poi abbiamo parlato io del mio lavoro di attrice, lui delle sue beghe contabili, e tutto e' finito li'. Lui e' tornato in ufficio, io sono tornata a casa. Ora, io dico: se non intendeva darmi corda, conoscendo i miei sentimenti, perche' mi ha aspettato quando anche i dipendenti erano andati a casa? Non c'era nessuno. Solo pochi spettatori, usciti in fretta. Si aspettava che io lo baciassi?? Quante volte ho sperato che si ripetesse, di trovarlo dopo uno spettacolo. Non lo ha piu' fatto. E ora sono malvista li'. Ma io ho il diritto di scegliere il cinema, e se mi piace andare li' ogni tanto, non intendo rinunciarvi perche' qualcuno si e' permesso di fare su di me delle considerazioni quanto mai criticabili. Io sono una persona come tante, con un lavoro onesto, che pensava di essere rispettata quel minimo che si deve a tutti. Sapete che una volta che ho detto a una ragazza gentilissima che lavora li': "non so perche' Ale non si fa vedere, diceva che eravamo amici - tu sai qualcosa?", lei mi ha chiesto: "Ma tu non hai amici? Eppure ti ho vista con un'amica, un paio di volte." In pratica mi ha detto: "possibile che tu debba rompere le scatole a noi? Trovateli altrove gli amici." Per favore, ditemi come posso difendermi, per un momento ho avuto paura che mi obbligassero ad andare fuori. Ma hanno il diritto di farlo? In base a cosa? Non ho fatto altro di male se non aspettare un saluto da una persona che mi aveva abituato ad aspettarmi un saluto. A me bastava vederlo, un ciao anche solo con la mano. Gli voglio bene, ma se e' questo che vuole, anche se lo vedessi non gli sorriderei nemmeno. Farei finta di non vederlo. Quanto mi costera'!!!! Ho perso un amico, e non so perche'. Ma se mi fanno seguire dalla sicurezza, devo sentirmi umiliata senza fare niente? Che potete dirmi? Lo so che vi sto parlando di una sciocchezza, con tutte le cose ben piu' serie e gravi che ci sono al mondo, ma vi prego, ditemi qualcosa. Un bacione e BUON LAVORO.
Fabiana, da Noli
Fabiana, da Noli
Risposta ADUC
La ringraziamo del chilometrico messaggio che ci ha inviato, ma continuiamo a chiederci perche' abbia scritto a noi, associazione di consumatori, e non ad una delle numerose rubriche che quasi tutti i giornali hanno sulla posta del cuore. Comunque un consiglio pratico glielo diamo: non scriva cosi' tanto, specialmente se chiede un consiglio o un conforto, perche' si perde il nocciolo del problema. Glielo diciamo nel suo interesse. Pubblichiamo la sua lettera.
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