Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 dicembre 2000
Carissimi,
di recente avete scritto:
"Il Tribunale di Pisa ha fatto chiudere un sito dove si faceva propaganda ad idee antisemite, e nessuno, tranne noi e qualcuno a ruota, si e' fatto sentire per manifestare il suo disappunto su un atto censorio della liberta' d'informazione. Non solo, ma ilSole24Ore, in un articolo ha parlato della nostra posizione con queste parole: "Ma per l'Aduc la liberta' di pensiero deve essere difesa anche quando e' mal utilizzata"... che ovviamente non abbiamo espresso, ma che cosi' ha capito il giornalista che le ha lette e riportate, perche' il concetto di "liberta' di pensiero mal utilizzata" ci e' decisamente estraneo ed ostico."
Mi dispiace contraddirvi! Finche’ si tratta di combattere i monopoli e le corruzioni, sono dalla vostra parte e combatto insieme a voi, ma quando si parla di ideali come l'antisemitismo, mi dispiace, ma non mi trovate d'accordo nel difendere chi li diffonde. Questa non e’ informazione. L'informazione serve e deve servire la lotta contro il male, contro la violenza di ogni tipo; deve accrescere la cultura dell'uomo e crescere l'uomo nella democrazia.
Questa e’ democrazia, sapere che la mia liberta’ confina con la liberta’ dell'altro e che oltre questo confine, ne’ con le parole ne’ tanto meno con i fatti, non posso andare. E' l'informazione che avvicina le idee e gli uomini che deve essere difesa e i lettori, come consumatori, devono essere difesi da voi quando qualcuno, tramite una ingiusta informazione, cerca di mettere nelle loro teste idee che, oggi piu’ che mai, non hanno motivo di esistere.
In poche parole, non trasformiamo la liberta’ di parola e di informazione con il diritto ad offendere. Ricordiamo che certi ideali, che con molto dispiacere e paura vedo pian piano riprendere campo nelle idee degli uomini, hanno portato negli anni passati - e continuano a portare morte e orrore; questi ideali non hanno piu’ diritto di esistere e non hanno diritto gli uomini a divulgarle.
di recente avete scritto:
"Il Tribunale di Pisa ha fatto chiudere un sito dove si faceva propaganda ad idee antisemite, e nessuno, tranne noi e qualcuno a ruota, si e' fatto sentire per manifestare il suo disappunto su un atto censorio della liberta' d'informazione. Non solo, ma ilSole24Ore, in un articolo ha parlato della nostra posizione con queste parole: "Ma per l'Aduc la liberta' di pensiero deve essere difesa anche quando e' mal utilizzata"... che ovviamente non abbiamo espresso, ma che cosi' ha capito il giornalista che le ha lette e riportate, perche' il concetto di "liberta' di pensiero mal utilizzata" ci e' decisamente estraneo ed ostico."
Mi dispiace contraddirvi! Finche’ si tratta di combattere i monopoli e le corruzioni, sono dalla vostra parte e combatto insieme a voi, ma quando si parla di ideali come l'antisemitismo, mi dispiace, ma non mi trovate d'accordo nel difendere chi li diffonde. Questa non e’ informazione. L'informazione serve e deve servire la lotta contro il male, contro la violenza di ogni tipo; deve accrescere la cultura dell'uomo e crescere l'uomo nella democrazia.
Questa e’ democrazia, sapere che la mia liberta’ confina con la liberta’ dell'altro e che oltre questo confine, ne’ con le parole ne’ tanto meno con i fatti, non posso andare. E' l'informazione che avvicina le idee e gli uomini che deve essere difesa e i lettori, come consumatori, devono essere difesi da voi quando qualcuno, tramite una ingiusta informazione, cerca di mettere nelle loro teste idee che, oggi piu’ che mai, non hanno motivo di esistere.
In poche parole, non trasformiamo la liberta’ di parola e di informazione con il diritto ad offendere. Ricordiamo che certi ideali, che con molto dispiacere e paura vedo pian piano riprendere campo nelle idee degli uomini, hanno portato negli anni passati - e continuano a portare morte e orrore; questi ideali non hanno piu’ diritto di esistere e non hanno diritto gli uomini a divulgarle.
Risposta ADUC
Noi non vogliamo che lei sia necessariamente d'accordo: abbiamo espresso un'opinione per una serie di motivi. Il primo e' che se si inizia a vietare non si sa dove si possa finire, rischiando di mettere a rischio tutte le idee che non siano gradite a qualcuno. In secondo luogo, riteniamo doveroso, per la societa', contestare, ma non proibire. E' dannoso lasciare che simili idee fermentino in segreto: e' bene che si scontrino con la realta', dimostrandone la gravita'. Non e' questione di ideali in se' -sapra' ovviamente che tutto cio' che c'era sul sito era in totale contraddizione e opposizione con quanto sosteniamo noi in tutto e per tutto- ma di timore nei confronti di un diritto che, messo nelle mani di soggetti specifici, gli stessi possano decidere arbitrariamente cosa sia divulgabile o meno. Un'idea si puo' controbattere, ma il silenzio obbligato, come si supera?
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