Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
17 ottobre 2005
Buongiorno, vi scrivo per avere un parere su una sentenza emanata oggi dal GDP di Torino. Ho ricevuto 2 cartelle per multe del 2001 e 2002, che ho impugnato poiche' da verifica con il comando dei vigili risultavano notificate a mezzo affissione all'albo. Ho chiesto pertanto la sospensione ricorrendo al GDP. In sede di udienza mi sono invece state mostrate le ricevute di ritorno di entrambi i verbali. La prima portava la mia firma, la seconda la firma illeggibile e comunque non riconducibile a me. Poiche' ho la patente dal 1989 e ho subito meno di 10 contravvenzioni, regolarmente saldate, ho chiesto al giudice di poter verificare se almeno quella con mia firma non fosse stata pagata. Mi e' stata concessa proroga e fortunatamente ho trovato la prova dell'avvenuto pagamento, ottenendo quindi la cancellazione della cartella. Per la seconda multa invece, il GDP ha ritenuto di dover rigettare il mio ricorso, visto che la cartolina della ricevuta di ritorno della raccomandata con cui il messo notificatore avvisava di aver depositato un atto c/o la Casa Comunale, porta una firma di ricevimento (anche se illegibile e palesemente non mia). Mi e' stato spiegato che e' meglio pagare la cartella di 60 euro, piuttosto che disconoscere la firma e innescare l'automatica nomina di un perito calligrafico da parte del GDP, con relativi costi ben superiori ai 60 euro. Ho fatto presente che ritengo di non essere stata trattata in modo corretto, visto che ho dimostrato la mia diligenza in presenza di provvedimenti precedenti, ma inutilmente. Posto che ovviamente paghero' la cartella, vorrei veramente sapere se questa sentenza e' da considerarsi corretta e come possa essere possibile che un qualsiasi scarabocchio potenzialmente apposto da chiunque possa far si' che io debba pagare una multa invece mai ricevuta. Grazie per l'attenzione. Cordiali saluti.
Luigia, da Torino
Luigia, da Torino
Risposta ADUC
Ovviamente noi non abbiamo gli elementi per dirle se cio' che le e' accaduto sia corretto, ma possiamo confermarle che, fino a prova contraria, quanto asseriscono le autorita' e' veritiero. Per cui -come lei del resto gia' sa- per contestare quella firma dovrebbe disconoscerla... e tutto il resto. Questa e' la procedura, e se non contestata dimostrando poi il contrario, la sentenza e' da ritenersi corretta. Ci faccia una riflessione, perche' e' importante: le sentenze di un giudice non hanno un valore assoluto come, per esempio, potrebbe essere il nostro senso di giustizia per noi stessi, ma relativo; e spetta a giudici e convenuti in giustizia orientarle in un modo o nell'altro rispetto a cio' che sono in grado di dimostrare.
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