Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 dicembre 2000
Este li, 30 novembre 2000
Gentili operatori,
sono titolare di una piccola ditta di servizio, mi trovo a scriverVi per chiedere un Vostro parere su quanto mi sta succedendo a seguito dell'acquisto di un nuovo PC; cerchero’ di esporre i fatti in breve (la storia in effetti sarebbe molto piu’ lunga e complessa).
A seguito di precedenti peripezie mi trovo costretto ad acquistare un nuovo PC, per la precisione un PENTIUM III a 750 MHz con un disco fisso da 20 G.Byte, nel quale vengono trasferiti tutti i miei programmi, un pacchetto di software piuttosto pesante. La prima sofferenza consiste in un certo ritardo nella consegna, comunque inizio a lavorare e tutto fila liscio per circa tre mesi, dopo di che iniziano le prime avvisaglie di malfunzionamenti delle quali avverto immediatamente il fornitore; trascorsi alcuni giorni la macchina si ferma definitivamente. Sin dal primo controllo, effettuato dal loro tecnico presso la mia sede, risulta difettoso il disco fisso e pertanto mi ritirano il PC per le dovute riparazioni; a parte il disagio nel rimanere nuovamente fermo non mi preoccupo piu’ di tanto perche’ sicuro d'essere ancora ampiamente coperto dalla garanzia. Dopo due giorni vengo avvertito che la macchina e’ pronta; recatomi al loro negozio per il ritiro, avviano il PC per farmi controllare che tutto funziona correttamente, firmo il rapportino di lavoro e mentre sto per uscire mi accorgo che sulla mia copia, tra parentesi, vi e’ la seguente dicitura "ore di lavoro 12 x 50.000" chiedo immediatamente spiegazioni al titolare il quale mi dice "caro signore quando ha acquistato il PC non ha voluto firmare il contratto d'assistenza annuale e pertanto noi le abbiamo sostituito il disco fisso in conto garanzia ma la lei ci deve la manodopera per la reinstallazione del software"; cosa della quale non ero stato avvertito prima della riparazione, e trovatomi di fronte a questa nuova realta’ decido di non ritirare la macchina, che peraltro mi necessita per svolgere la mia attivita’ imprenditoriale, per decidere sul da farsi.
Gia’ da alcuni giorni rimurgino sul "da farsi" non trovando una giusta soluzione, anche in funzione delle seguenti assillanti considerazioni:
Ricordando che l'acquisto del nuovo elaboratore (totalmente pagato) era gia’ stata una forzatura per risolvere una precedente situazione critica, ed essendo cliente di questo fornitore da ben 14 anni, mi sento fortemente offeso e preso in giro.
Valutando inoltre il bilancio, gia’ duramente provato per l'imprevisto acquisto del nuovo PC, non posso permettermi di spendere le ulteriori 600.000 lire.
Altra irritante considerazione sta nel fatto che il contratto d'assistenza puo’ diventare una discriminante sull'acquisto dei componenti hardware, mi e’ lecito pensare che per quei clienti coperti da contratto d'assistenza vengano acquistati componenti di grande affidabilita’, mentre ai clienti che non si possono permettere tale assistenza venga acquistata una componentistica meno affidabile, peraltro risparmiando qualche lira a loro beneficio; ne consegue che il contratto d'assistenza non e’ piu’ una libera scelta ma una costrizione, "basta attendere ed il gioco e’ fatto".
Essendo tutt'ora molto rammaricato e non conoscendo quali siano i miei diritti e doveri, chiedo cortesemente un Vostro aiuto e consiglio, al fine di poter individuare la giusta condotta da tenersi.
Ringraziando sin d'ora per la Vostra disponibilita’, rimango in attesa di una risposta quanto prima.
Gentili operatori,
sono titolare di una piccola ditta di servizio, mi trovo a scriverVi per chiedere un Vostro parere su quanto mi sta succedendo a seguito dell'acquisto di un nuovo PC; cerchero’ di esporre i fatti in breve (la storia in effetti sarebbe molto piu’ lunga e complessa).
A seguito di precedenti peripezie mi trovo costretto ad acquistare un nuovo PC, per la precisione un PENTIUM III a 750 MHz con un disco fisso da 20 G.Byte, nel quale vengono trasferiti tutti i miei programmi, un pacchetto di software piuttosto pesante. La prima sofferenza consiste in un certo ritardo nella consegna, comunque inizio a lavorare e tutto fila liscio per circa tre mesi, dopo di che iniziano le prime avvisaglie di malfunzionamenti delle quali avverto immediatamente il fornitore; trascorsi alcuni giorni la macchina si ferma definitivamente. Sin dal primo controllo, effettuato dal loro tecnico presso la mia sede, risulta difettoso il disco fisso e pertanto mi ritirano il PC per le dovute riparazioni; a parte il disagio nel rimanere nuovamente fermo non mi preoccupo piu’ di tanto perche’ sicuro d'essere ancora ampiamente coperto dalla garanzia. Dopo due giorni vengo avvertito che la macchina e’ pronta; recatomi al loro negozio per il ritiro, avviano il PC per farmi controllare che tutto funziona correttamente, firmo il rapportino di lavoro e mentre sto per uscire mi accorgo che sulla mia copia, tra parentesi, vi e’ la seguente dicitura "ore di lavoro 12 x 50.000" chiedo immediatamente spiegazioni al titolare il quale mi dice "caro signore quando ha acquistato il PC non ha voluto firmare il contratto d'assistenza annuale e pertanto noi le abbiamo sostituito il disco fisso in conto garanzia ma la lei ci deve la manodopera per la reinstallazione del software"; cosa della quale non ero stato avvertito prima della riparazione, e trovatomi di fronte a questa nuova realta’ decido di non ritirare la macchina, che peraltro mi necessita per svolgere la mia attivita’ imprenditoriale, per decidere sul da farsi.
Gia’ da alcuni giorni rimurgino sul "da farsi" non trovando una giusta soluzione, anche in funzione delle seguenti assillanti considerazioni:
Ricordando che l'acquisto del nuovo elaboratore (totalmente pagato) era gia’ stata una forzatura per risolvere una precedente situazione critica, ed essendo cliente di questo fornitore da ben 14 anni, mi sento fortemente offeso e preso in giro.
Valutando inoltre il bilancio, gia’ duramente provato per l'imprevisto acquisto del nuovo PC, non posso permettermi di spendere le ulteriori 600.000 lire.
Altra irritante considerazione sta nel fatto che il contratto d'assistenza puo’ diventare una discriminante sull'acquisto dei componenti hardware, mi e’ lecito pensare che per quei clienti coperti da contratto d'assistenza vengano acquistati componenti di grande affidabilita’, mentre ai clienti che non si possono permettere tale assistenza venga acquistata una componentistica meno affidabile, peraltro risparmiando qualche lira a loro beneficio; ne consegue che il contratto d'assistenza non e’ piu’ una libera scelta ma una costrizione, "basta attendere ed il gioco e’ fatto".
Essendo tutt'ora molto rammaricato e non conoscendo quali siano i miei diritti e doveri, chiedo cortesemente un Vostro aiuto e consiglio, al fine di poter individuare la giusta condotta da tenersi.
Ringraziando sin d'ora per la Vostra disponibilita’, rimango in attesa di una risposta quanto prima.
Risposta ADUC
A parte ogni altra considerazione, il punto e' che, se siamo di fronte ad un vizio di produzione, ha diritto alla riparazione o sostituzione del computer senza nessuna spesa. Nel caso contrario, dovrebbe pagare. La difficolta' e' nel dimostrare il vizio. Le consigliamo di inviare una raccomandata A/R di contestazione del difetto di produzione (dandolo per il momento per scontato), dettando un termine entro cui comunicare l'accettazione della gratuita' dell'intervento, specificando che in caso contrario gli fara' causa per danni, considerando risolto il contratto. In assenza di risultati, puo' tentare una conciliazione in Camera di Commercio. Passo successivo, il giudice di pace: prima in conciliazione e poi in contenzioso. Tenga presente che in quest'ultimo caso, potrebbe essere necessaria una perizia (poiche' deve essere certo di cio' che fa).
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