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Cara ADUC

Lettera del consumatore

19 settembre 2005
Domanda 19 settembre 2005
Di seguito il testo della e-mail inviata il 16/09/2005 alla presidenza del consiglio dei ministri e p.c. Alla redazione del programma radiofonico zapping ed alle redazioni di diversi quotidiani di rilevanza nazionale. Alla Cortese Attenzione di Sua Eccellenza On. Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri. Onorevole Presidente, desidero sottoporre alla Sua Attenzione un problema che investe in maniera sempre piu' pesante la categoria degli automobilisti italiani, categoria alla quale, nonostante i miei 25 anni di patente senza alcun incidente, inizio a rammaricarmi d'appartenere. Noi automobilisti ci confrontiamo da sempre con un'infinita' di obblighi e divieti largamente assurdi, dovuti ad una politica dei gestori delle strade che, a scanso di contenziosi, hanno ben pensato di vietare anche l'impossibile. La cosa triste e' che a parlar di questi argomenti a volte si assiste ad una levata di scudi perche', per alcuni, nessuna critica puo' esser mossa contro chi opera in nome della sicurezza stradale. Ed allora apriti cielo se ti permetti di criticare un limite di velocita' di 30 Km/h su una strada larga, dritta e poco trafficata che potrebbe agevolmente consentirne almeno il doppio! Sosterranno che sei un pazzo sconsiderato, un irresponsabile, un amico dei pirati della strada o qualcosa del genere. Poi aggiungeranno che 'piu' si va piano meglio e', che sulle strade ci son troppi incidenti a causa della velocita', ecc. E' una forma d'integralismo che purtroppo ha trovato campo fertile nelle menti di vaste schiere di pubblici amministratori e di addetti ai lavori che non sanno o fanno finta di non sapere che un divieto deve razionalmente demarcare il confine tra la sicurezza ed il pericolo in modo da esser riconosciuto come "giusto" dai piu'. Il comportamento della maggior parte di persone (e ricordo che trattasi di persone di buon senso e non d'irresponsabili), tende naturalmente ad avvicinarsi a cio' che e' possibile fare senza che questo diventi un pericolo per se e per gli altri (anche a piedi, noi percorreremo piu' o meno speditamente una via in funzione dei pericoli che vi sono insiti: saremo piu' cauti in un vicolo buio e piu' spediti su un marciapiede ben illuminato). Un divieto eccessivamente ed inutilmente stringente rischia d'esser involontariamente infranto dalla maggior parte delle persone, mentre la loro diffusa presenza, innesca l'errata e dannosa convinzione che tutti i divieti sono assurdi. Se da un lato e' sacrosanto ricercare tutte le soluzioni che garantiscano ed accrescano la sicurezza stradale, dall'altro non e' possibile non tener conto delle esigenze di mobilita' tipiche dei nostri tempi. Insomma, un amministratore, un gestore delle strade, un esperto di viabilita', non puo' affidarsi al motto che 'piu' si va piano e meglio e'! In questo quadro a dir poco sconfortante, si e' calata a pie' pari la politica degli Enti che hanno facolta' di sanzionare le infrazioni al Codice della Strada e che, in buon numero, si sono adeguatamente attrezzate con ogni sorta di diavolerie elettroniche ben nascoste tra i cespugli o attentamente mimetizzate dentro i bidoni della spazzatura. Scattano foto, girano filmati, ci colpiscono con raggi laser, ci illuminano con i flash, ma pochissimi di questi appostamenti sono organizzati con l'intento di fermare chi infrange il divieto. Sembra proprio che l'interesse fondamentale sia quello di spillar quattrini agli automobilisti e che della prevenzione o comunque dell'interruzione di un comportamento, con grande enfasi definito pericoloso, non gliene importi niente a nessuno. Perche' nessuno ha il coraggio di gridare, veramente e con forza, allo scandalo? In televisione o sulla carta stampata, non si perde occasione (giustamente) per ricordarci i nostri doveri di automobilisti e si spendono fiumi di parole per parlare di sicurezza stradale, salvo poi imporre alle pattuglie di rimaner nascoste tra i cespugli, mentre gli autovelox scattano le foto ai trasgressori e sui verbali ci sara' scritto che non e' stato possibile procedere alla contestazione immediata dell'infrazione (magari prestampandolo e poi scandalizzandosi perche' i Giudici di Pace annullano le sanzioni!). C'e' una gran bella differenza tra l'accorgersi inaspettatamente di un'infrazione (dove non si puo' far altro che annotare il numero della targa ed inviar la multa a casa) ed un servizio pensato gia' in origine in questa singolare maniera. E' tollerabile che ad un incosciente che corre anche a 200 Km/h sia consentito di continuare tranquillamente la sua corsa?! Sui quotidiani e sulle riviste specializzate che trattano le problematiche legate al mondo dell'automobile, l'argomento e' ricorrente, ma i toni sono a volte incredibili. Si passa dal palese compiacimento per la quantita' di fotografie che un autovelox nascosto e' in grado di scattare, fino ad arrivare ad una blanda critica nei confronti del metodo in questione (forse non e' politically correct fare diversamente?). Di questi giorni e' la notizia del decreto legge con il quale il vice ministro Mario Tassoni introdurra' una multa da 2000 euro da infliggere ai "criminali" che non sapranno ricordare se quel dato giorno erano loro a guidare l'auto oppure la moglie oppure ancora, la figlia. Alcune considerazioni:
1) esiste il principio della commisurazione della sanzione all'infrazione; se iniziamo a venir meno a questo fondamentale principio di uno stato di diritto, potremmo iniziare a multare con un milione di euro chi passa con il rosso o con due milioni chi oltrepassa la linea continua; in nome di un integralismo repressivo si puo' arrivar a qualsiasi eccesso e pensare pure di trovarne giustificazione.
2) minacciandolo con sanzioni fuori da ogni logica, si tenta di scaricare sul cittadino parte del lavoro che dovrebbero svolgere le forze dell'ordine; l'identificazione del conducente troppo spesso non e' effettuata contestualmente alla rilevazione dell'infrazione, solo perche' le amministrazioni deputate ai controlli (per risparmiare sui costi operativi) organizzano gli appostamenti in modo da escludere a priori il fermo del veicolo. E per favore non ci raccontino che in determinate condizioni non e' possibile fermare in sicurezza un veicolo perche' cio', nella maggior parte delle situazioni, non e' assolutamente vero. In alcune parti d'Italia (poche).
ed in molti paesi esteri questo viene regolarmente fatto (anche in autostrada!).
3) l'imminente decreto legge sembra un'incredibile reazione isterica un'amministrazione (il Ministero dei Trasporti) che si e' vista togliere dalla Corte Costituzionale uno strumento che gia' essa sospettava illegittimo (lo ha incredibilmente affermato lo stesso ministro Lunardi) e che adesso cerca in tutti i modi di sostituirlo rincarando a dismisura la dose. Ma che fine ha fatto il senso della misura? Sempre nello stesso decreto legge sara' introdotto il sequestro dei ciclomotori per la guida senza casco o senza le mani sul manubrio, ecc. Da piu' parti questo provvedimento e' sembrato eccessivo ed interrogato in tal senso, sempre il ministro Lunardi (in una recentissima intervista televisiva), ha affermato che non esclude successivi interventi di "razionalizzazione" delle sanzioni. Razionalizzazione?! Intende forse che intanto permettera' il varo di un provvedimento con delle sanzioni probabilmente irrazionali? Cosi' come a suo tempo sospettava d'aver permesso una legge con un aspetto fortemente anticostituzionale?! Non ritengo sia questo il modo d'affrontare un tema di tale importanza e sono molto deluso dall'operato del Suo Governo che, per mezzo del Ministro Lunardi, permette un siffatto modus operandi. Recentemente ho letto un volantino (che gira via e-mail e fax) che tratta di questi temi. Invita gli automobilisti responsabili (ma tartassati) a protestare contro questa politica mediante la manifestazione di voto. Le confesso che, nonostante sia stato un suo convinto elettore ed apprezzi in larga misura l'operato del Suo Governo, sono molto tentato di seguire quel consiglio. Le sono grato per l'attenzione che avra' voluto dedicarmi e Le porgo i miei piu' Distinti Saluti.
Ettore, da Bagheria

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