Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

9 settembre 2005
Domanda 9 settembre 2005
Sono un vostro associato, ed ho per voi una questione: ho spinto la mia fidanzata a chiedere a Telecom il rimborso per le spese di spedizione fattura, come suggerito dalle associazioni di consumatori, in base alla Legge sull'IVA, e a 2 recenti sentenze del Giudice di Pace. Telecom ha risposto che non restituira' tale somma perche':
- e' legittima in base all'art. 21 ultimo comma delle Legge IVA.
- e' conforme alle norme e condizioni di abbonamento ai servizi telefonici di cui al DM 197/97.
- e' conforme all'art. 14 delle Condizioni Generali di Abbonamento ai servizi telefonici, in vigore dal mese di luglio 2001.
Inoltre dicono che "la sentenza del Giudice di Pace da lei messe in evidenza non esplica i suoi effetti sulla totalita' dei clienti, ma esclusivamente tra le parti in causa". Mi consigliate comunque di presentare ricorso al Giudice di Pace? Io credo che le condizioni generali di abbonamento non contano, perche' la clausola e' vessatoria. Le norme di abbonamento ai servizi telefonici non le conosco. La legge sull'IVA dice che le spese di spedizione fattura sono a carico di chi emette la fattura. Che mi dite?
Simone, da Siena

Risposta ADUC
Il decreto sull'Iva specifica che non possano essere a carico del cliente le spese di emissione delle fatture, non quelle di spedizione. L'emissione non e' la spedizione, e ci risulta che sulle bollette vengano esplicitamente addebitate quelle di spedizione. Riteniamo che il giudice abbia talvolta interpretato estensivamente la parola, ma e' una sua interpretazione in quanto emettere fattura vuol dire stilarla, stamparla e renderla disponibile, non spedirla (si ricordi, un tempo occorreva andare a prendersela all'ufficio del gestore). Motivo per cui noi non ce la sentiamo di consigliarle di agire in giudizio per un'interpretazione ardita di un giudice di pace che puo' poi anche decidere secondo equita'. Rimane una possibilita' interpretativa e quindi se lei ha voglia di tentare un'azione fa benissimo a provare, purche' non si aspetti che sicuramente la pronuncia del "suo" giudice sia la medesima.
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