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Cara ADUC

Lettera del consumatore

19 luglio 2005
Domanda 19 luglio 2005
Consenso alla cancellazione d'Ipoteca. Volevo chiedere un consiglio su cosa fare in merito a quanto segue: Nel mese di ottobre 2001 la ex Banca 121 (oggi Banca Personale - MPS) mi eroga un mutuo pari ad EURO 28.000 per la ristrutturazione di un fabbricato rurale di mia proprieta'. A fronte di questo concedo ipoteca volontaria di primo grado sul fabbricato oggetto di ristrutturazione piu' su altro fabbricato rurale adiacente, per un valore complessivo di euro 56.000. Nel corso di questi ultimi 3 anni (2002-2005) sul fabbricato oggetto di ristrutturazione eseguo numerosi e costosi altri lavori che lo portano a diventare un fabbricato uso civile classe A/7 (abitazione in villino) regolarmente accatastato dal valore commerciale pari ad euro 160.000. Qualche mese fa decido di mettere in vendita il secondo fabbricato rurale ipotecato insieme al terreno (non ipotecato) su cui insiste. Faccio presente che questo secondo fabbricato trattasi di un rudere rurale (una volta era una stalla) per oltre il 50% crollato il cui valore commerciale al momento e' pari a zero ma che secondo quanto previsto dal PRG del Comune in cui si trova potrebbe essere ristrutturato senza modificarne volumetria, posizione e disegno. A questo punto contatto la Direzione della Banca informandola delle mie intenzioni e chiedendo lumi sulle modalita' per ottenere la liberazione dal vincolo ipotecario del fabbricato da vendere in considerazione che la restante parte (cioe' quello ristrutturato) ipotecata garantiva abbondantemente l'importo dei crediti iscritti. La Banca mi faceva sapere che per ottenere il documento era necessaria una richiesta scritta corredata da documentazione fotografica degli immobili oltre che delle visure catastali. In data 09/05/2005 consegno la richiesta con la documentazione alla filiale di Cosenza (la sede generale della Banca e' a Lecce). Nella richiesta di consenso alla cancellazione d'ipoteca menziono gli articoli 39 comma 5 del TULB, art. 2872 e 2875 del Codice Civile che appunto in materia di restrizione ipotecaria sono chiari come la luce del sole. In particolare l'art. 39 comma 5 del TULB tra l'altro recita quanto segue: I debitori hanno inoltre il DIRITTO DI OTTENERE la parziale liberazione di uno o piu' immobili ipotecati quando, dai documenti prodotti o da perizie, risulti che per le somme ancora dovute i rimanenti beni vincolati costituiscono una garanzia sufficiente ai sensi dell'art. 38. La banca qualche giorno dopo mi comunicava che per ottenere il documento era necessaria una relazione tecnica estimativa prodotta da un perito da loro nominato (ma il cui onorario era a mio carico) che da li a qualche giorno mi avrebbe contattato. Nonostante i miei numerosi solleciti alla banca visto il ritardo il perito mi contattava dopo quasi un mese dalla mia richiesta ed eseguiva la perizia in data 11/06/2005 (ne posseggo la copia) che confermava quanto da me dichiarato al momento della richiesta (valore immobile da svincolare dall'ipoteca: nullo. valore immobile che rimane ipotecato a garanzia euro 162.000) rassicurandomi sul fatto che vista la situazione la banca in genere emetteva il documento dopo circa 5-10 giorni. Pertanto considerato che tutte le richieste della banca per il rilascio del documento erano da me state soddisfatte, visti gli articoli sopraccitati, considerato che ho anche gia pagato un quinto della somma a suo tempo mutuatami e accertato che la Banca ha ricevuto la Perizia in data 17 giugno 2005 in data 20 giugno 2005 sottoscrivevo un Preliminare di compravendita con degli acquirenti dell'immobile e del terreno su cui insiste con l'impegno di sottoscrivere l'Atto notarile entro il 31/luglio 2005. Oggi e' il 17 luglio 2005 (sono passati quasi due mesi e mezzo dalla richiesta ed oltre un mese dalla Perizia) ma il documento richiesto la Banca non me lo ha ancora rilasciato, nonostante i numerosi solleciti telefonici (ai quali rispondono con futili argomenti ad esempio: il Direttore che deve firmare il documento e' in riunione, siamo in assemblea, la collega ha le mestruazioni ed e' in malattia, etc. etc). ed un sollecito scritto consegnato alla filiale di Cosenza il 13/07/2005. Visto che la data di scadenza (indicata nel Preliminare) per redigere l'atto Notarile di compravendita e' ormai prossima e senza la liberatoria dell'immobile l'Atto non e' fattibile, se il ritardo della Banca dovesse protrarsi ulteriormente potrei subire un grave danno economico in quanto gli acquirenti potrebbero annullare il preliminare e costringermi a restituirgli il doppio della caparra versatami. A questo punto cosa mi consigliate di fare nei confronti della Banca per ottenere immediatamente il documento, prima che mi rechi tra qualche giorno a Lecce presso la Direzione a distruggergli gli uffici?
Francesco, da Cosenza

Risposta ADUC
Poteva muoversi un po' prima..... comunque faccia subito una messa in mora, dando pochi giorni per farle avere il dovuto. Qui una scheda su come compilarla:
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