Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
17 novembre 2000
Spett.le Associazione,
Vi scrivo questa mia per sottoporre alla vostra attenzione la vicenda nella quale sono stato coinvolto, nella speranza di poter ricevere, da parte vostra, alcune indicazioni su come dovermi comportare. Cerchero’ di riassumere brevemente l'accaduto al fine di fornirvi tutti i dettagli necessari ad una vostra valutazione del problema.
A Giugno di quest'anno, mi sono rivolto ad un installatore d'impianti GPL per trasformare la mia autovettura di nuova immatricolazione (Hyundai Accent 1.3i). Dopo aver concordato prezzo e tempi per l'installazione, ho versato un acconto di lire 800.000 necessario per l'ordinazione di tutti i componenti dell'impianto i quali, a dire dell'installatore, sarebbero stati ordinati facendo riferimento ai dati contenuti nel libretto di circolazione (di cui avevo fornito copia) e quindi specifici per il modello in questione.
Dopo circa 10 giorni l'impianto viene installato e l'autovettura mi viene consegnata previo versamento del saldo pattuito (1.200.000 lire).
Purtroppo, da questo momento in poi cominciano i problemi. A distanza di neanche un giorno, infatti, sono costretto a recarmi nuovamente dall'installatore, poiche’ l'autovettura lamenta dei malfunzionamenti al motore con conseguente accensione di alcune spie sul pannello strumenti. Tuttavia, l'intervento effettuato non e’ risolutivo, tant'e’ che devo riportargliela per la seconda volta.
A questo punto, dopo una lunga telefonata con la casa produttrice dell'impianto, l'installatore mi comunica che uno dei componenti (definito Emulatore), non e’ ancora disponibile sul mercato, in quanto tale modello di autovettura presenta delle caratteristiche diverse dalla versione precedente (in altre parole rispetta la nuova normativa antinquinamento definita "Euro 3"). Ad ogni modo, mi viene garantito che il tutto si sarebbe risolto nel giro di 2/3mesi. A questo punto, sorge la prima domanda: "A cosa e’ servito il libretto?".
Da questo momento in poi, ho iniziato a telefonare periodicamente al mio installatore, nella speranza che questi sollecitasse a sua volta il produttore con lo scopo di abbreviare il piu’ possibile i tempi d'attesa. Dopo innumerevoli tentativi, oramai esasperato per le risposte che l'installatore non era in grado di darmi (puntualmente mi rispondeva: "Mi dispiace, non ci sono novita’. Il pezzo e’ ancora in fase di progettazione"; senza fornirmi nemmeno una previsione), ho deciso di contattare di persona (via e-mail) il produttore, che con mio stupore mi ha risposto affermando che l'Emulatore e’ disponibile (non da molto, ma disponibile) e che potevo rivolgermi al mio installatore per il montaggio.
Cosi’, a distanza di 3 giorni dal ricevimento della risposta dall'azienda produttrice, mi sono recato dall'installatore in questione che, imperterrito ha continuato a darmi la stessa risposta di cui sopra. Solamente dopo avergli presentato copia dell'e-mail ricevuta, ha preso atto della situazione e finalmente lunedi’ 20/11 p.v. procedera’ al montaggio di questo fatidico componente.
Seconda domanda: "Com'e’ possibile che io, modesto cliente, sono riuscito ad ottenere delle risposte e lui no?".
Terza domanda: "Se non avessi pagato, le cose sarebbero andate nello stesso modo?".
Concludendo, nonostante le assicurazioni fornitemi in fase di contrattazione, sono stato costretto a circolare per circa 5 mesi con un impianto di fatto non utilizzabile, oltretutto gia’ pagato (a saldo). Inoltre, non ho ottenuto dal mio installatore nemmeno quelle risposte che sono stato costretto a cercarmi da solo. Scusate il mio sfogo, ma personalmente mi sento preso in giro.
A questo punto vi chiedo se in tutta questa vicenda esistono gli estremi per esigere da codesto installatore un qualsiasi tipo di risarcimento o se devo considerare il tutto come una vicenda di sfortuna personale da un lato e poca professionalita’ dall'altro.
Ad esempio, posso ipotizzare di chiedere il rimborso degli interessi che i 2.000.000 di lire potevano fruttarmi se, da professionista quale si e’ definito non avesse effettuato l'installazione, vista la mancata disponibilita’ del componente? (ovviamente per interessi non intendo quelli bancari, che ad oggi sono praticamente nulli, ma quelli derivanti da altre forme d'investimento piu’ redditizie).
Oppure, visto che l'errore e’ stato suo, posso ipotizzare di chiedere il 50% del delta-costo da me sostenuto per circolare i questi 5 mesi con un'autovettura alimentata a benzina piuttosto che a gas?
A proposito, quasi dimenticavo di citare due particolari, secondo me importanti, e cioe’:
a) nell'arco dei tre giorni durante i quali l'autovettura e’ rimasta presso l'officina per l'installazione dell'impianto, sono stati percorsi 90 Km, che a mio parere mi sembrano un po' troppi per testare un impianto GPL.
b) al momento del ritiro dell'autovettura, il motore presentava una rumorosita’ decisamente superiore a prima, tant'e’ che sono stato costretto a portarla presso la concessionaria, la quale, nonostante abbia effettuato un intervento alle valvole (fortunatamente in garanzia), non e’ riuscita a ripristinare l'originale livello di rumorosita’. Purtroppo non e’ stato possibile stabilire se l'anomalia e’ imputabile all'impianto GPL non idoneo o a noncuranza nell'utilizzo della vettura. (Forse e’ una coincidenza?? Mah!).
Questo e’ quanto (purtroppo).
Vi scrivo questa mia per sottoporre alla vostra attenzione la vicenda nella quale sono stato coinvolto, nella speranza di poter ricevere, da parte vostra, alcune indicazioni su come dovermi comportare. Cerchero’ di riassumere brevemente l'accaduto al fine di fornirvi tutti i dettagli necessari ad una vostra valutazione del problema.
A Giugno di quest'anno, mi sono rivolto ad un installatore d'impianti GPL per trasformare la mia autovettura di nuova immatricolazione (Hyundai Accent 1.3i). Dopo aver concordato prezzo e tempi per l'installazione, ho versato un acconto di lire 800.000 necessario per l'ordinazione di tutti i componenti dell'impianto i quali, a dire dell'installatore, sarebbero stati ordinati facendo riferimento ai dati contenuti nel libretto di circolazione (di cui avevo fornito copia) e quindi specifici per il modello in questione.
Dopo circa 10 giorni l'impianto viene installato e l'autovettura mi viene consegnata previo versamento del saldo pattuito (1.200.000 lire).
Purtroppo, da questo momento in poi cominciano i problemi. A distanza di neanche un giorno, infatti, sono costretto a recarmi nuovamente dall'installatore, poiche’ l'autovettura lamenta dei malfunzionamenti al motore con conseguente accensione di alcune spie sul pannello strumenti. Tuttavia, l'intervento effettuato non e’ risolutivo, tant'e’ che devo riportargliela per la seconda volta.
A questo punto, dopo una lunga telefonata con la casa produttrice dell'impianto, l'installatore mi comunica che uno dei componenti (definito Emulatore), non e’ ancora disponibile sul mercato, in quanto tale modello di autovettura presenta delle caratteristiche diverse dalla versione precedente (in altre parole rispetta la nuova normativa antinquinamento definita "Euro 3"). Ad ogni modo, mi viene garantito che il tutto si sarebbe risolto nel giro di 2/3mesi. A questo punto, sorge la prima domanda: "A cosa e’ servito il libretto?".
Da questo momento in poi, ho iniziato a telefonare periodicamente al mio installatore, nella speranza che questi sollecitasse a sua volta il produttore con lo scopo di abbreviare il piu’ possibile i tempi d'attesa. Dopo innumerevoli tentativi, oramai esasperato per le risposte che l'installatore non era in grado di darmi (puntualmente mi rispondeva: "Mi dispiace, non ci sono novita’. Il pezzo e’ ancora in fase di progettazione"; senza fornirmi nemmeno una previsione), ho deciso di contattare di persona (via e-mail) il produttore, che con mio stupore mi ha risposto affermando che l'Emulatore e’ disponibile (non da molto, ma disponibile) e che potevo rivolgermi al mio installatore per il montaggio.
Cosi’, a distanza di 3 giorni dal ricevimento della risposta dall'azienda produttrice, mi sono recato dall'installatore in questione che, imperterrito ha continuato a darmi la stessa risposta di cui sopra. Solamente dopo avergli presentato copia dell'e-mail ricevuta, ha preso atto della situazione e finalmente lunedi’ 20/11 p.v. procedera’ al montaggio di questo fatidico componente.
Seconda domanda: "Com'e’ possibile che io, modesto cliente, sono riuscito ad ottenere delle risposte e lui no?".
Terza domanda: "Se non avessi pagato, le cose sarebbero andate nello stesso modo?".
Concludendo, nonostante le assicurazioni fornitemi in fase di contrattazione, sono stato costretto a circolare per circa 5 mesi con un impianto di fatto non utilizzabile, oltretutto gia’ pagato (a saldo). Inoltre, non ho ottenuto dal mio installatore nemmeno quelle risposte che sono stato costretto a cercarmi da solo. Scusate il mio sfogo, ma personalmente mi sento preso in giro.
A questo punto vi chiedo se in tutta questa vicenda esistono gli estremi per esigere da codesto installatore un qualsiasi tipo di risarcimento o se devo considerare il tutto come una vicenda di sfortuna personale da un lato e poca professionalita’ dall'altro.
Ad esempio, posso ipotizzare di chiedere il rimborso degli interessi che i 2.000.000 di lire potevano fruttarmi se, da professionista quale si e’ definito non avesse effettuato l'installazione, vista la mancata disponibilita’ del componente? (ovviamente per interessi non intendo quelli bancari, che ad oggi sono praticamente nulli, ma quelli derivanti da altre forme d'investimento piu’ redditizie).
Oppure, visto che l'errore e’ stato suo, posso ipotizzare di chiedere il 50% del delta-costo da me sostenuto per circolare i questi 5 mesi con un'autovettura alimentata a benzina piuttosto che a gas?
A proposito, quasi dimenticavo di citare due particolari, secondo me importanti, e cioe’:
a) nell'arco dei tre giorni durante i quali l'autovettura e’ rimasta presso l'officina per l'installazione dell'impianto, sono stati percorsi 90 Km, che a mio parere mi sembrano un po' troppi per testare un impianto GPL.
b) al momento del ritiro dell'autovettura, il motore presentava una rumorosita’ decisamente superiore a prima, tant'e’ che sono stato costretto a portarla presso la concessionaria, la quale, nonostante abbia effettuato un intervento alle valvole (fortunatamente in garanzia), non e’ riuscita a ripristinare l'originale livello di rumorosita’. Purtroppo non e’ stato possibile stabilire se l'anomalia e’ imputabile all'impianto GPL non idoneo o a noncuranza nell'utilizzo della vettura. (Forse e’ una coincidenza?? Mah!).
Questo e’ quanto (purtroppo).
Risposta ADUC
Verifichi cosa c'e' scritto sul libretto, quali siano i dati desumibili in merito alle installazioni di impiantistica Gpl (verificando cosi' se la responsabilita' sia del tecnico e non della casa costruttrice). Se la responsabilita' fosse dell'installatore, invii una raccomandata A/R, in cui contesta la prima installazione, in quanto non adeguata e -di conseguenza- forse addirittura pericolosa, citando inoltre, ma in via secondaria, anche la sua successiva incompetenza nella ricerca ed installazione del pezzo, (della seconda volta). Quantifichi i danni subiti, detti un termine entro cui ricevere risposta, trascorso il quale adira' vie legali. Nello specifico tentera' in primo luogo una conciliazione al Giudice di Pace. Tenga presente che -in caso di successivo contenzioso- si puo' andare davanti al Giudice di Pace per cifre entro i 5 milioni.
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