Cara ADUC
Immobile ereditato
Domanda
27 febbraio 2019
Salve
Con la presente gradirei avere un Vs. consiglio relativamente ad una problematica occorsami.
Ho ereditato, unitamente a mia madre ed ai miei 2 fratelli, un immobile che, circa 20 mesi fa mio padre aveva concesso in locazione, inizialmente a titolo verbale ad un soggetto. Contestualmente a tale data, a mio padre veniva diagnosticata una gravissima forma di neoplasia che richiedeva diversi giorni di degenza sia in ospedale che a casa, fino alla morte avvenuta presso un Hospice. Problematiche che hanno di fatto reso impossibile la stesura di un contratto regolarmente registrato. A seguito del decesso noi eredi ci rendevamo immediatamente disponibili a regolarizzare la posizione locatoria, ma il soggetto in questione, adducendo pretese per noi inaccettabili (un canone di locazione basso, una durata del contratto di almeno 10 anni e da ultimo la pretesa di voler aprire un secondo cancello lungo il muro perimetrale per poter accedere all'interno della proprietà con il proprio camper), rendeva di fatto impossibile addivenire ad un accordo. Sulla base di quanto esposto, chiedevamo la liberazione della proprietà. Davanti al suo rifiuto, procedevamo al distacco dell'energia elettrica in quanto il contratto con il gestore era intestato a ns. padre. A fronte di tale circostanza il soggetto, da me querelato presso la Stazione dei Carabinieri per occupazione abusiva, si rivolgeva, al gestore ENI per il subentro della corrente. L'Eni, contravvenendo a quanto disposto dalla Legge n. 80 del 23/05/2014 art. 5 comma 1, attivava l'utenza a nome del soggetto, nonostante lo stesso non possedesse alcun contratto di locazione o di comodato come previsto dalla normativa vigente. Sulla base di quanto enunciato, gradirei sapere se sussistono gli elementi per contestare ad ENI il suo comportamento con una eventuale citazione in giudizio, in quanto, senza rilevare l'idoneità ed il titolo prescritto per Legge, ha attivato la fornitura della corrente all'immobile oggetto del contendere. Certo di una Vs. risposta, porgo cordiali saluti.
Giovanni, dalla provincia di TR
Con la presente gradirei avere un Vs. consiglio relativamente ad una problematica occorsami.
Ho ereditato, unitamente a mia madre ed ai miei 2 fratelli, un immobile che, circa 20 mesi fa mio padre aveva concesso in locazione, inizialmente a titolo verbale ad un soggetto. Contestualmente a tale data, a mio padre veniva diagnosticata una gravissima forma di neoplasia che richiedeva diversi giorni di degenza sia in ospedale che a casa, fino alla morte avvenuta presso un Hospice. Problematiche che hanno di fatto reso impossibile la stesura di un contratto regolarmente registrato. A seguito del decesso noi eredi ci rendevamo immediatamente disponibili a regolarizzare la posizione locatoria, ma il soggetto in questione, adducendo pretese per noi inaccettabili (un canone di locazione basso, una durata del contratto di almeno 10 anni e da ultimo la pretesa di voler aprire un secondo cancello lungo il muro perimetrale per poter accedere all'interno della proprietà con il proprio camper), rendeva di fatto impossibile addivenire ad un accordo. Sulla base di quanto esposto, chiedevamo la liberazione della proprietà. Davanti al suo rifiuto, procedevamo al distacco dell'energia elettrica in quanto il contratto con il gestore era intestato a ns. padre. A fronte di tale circostanza il soggetto, da me querelato presso la Stazione dei Carabinieri per occupazione abusiva, si rivolgeva, al gestore ENI per il subentro della corrente. L'Eni, contravvenendo a quanto disposto dalla Legge n. 80 del 23/05/2014 art. 5 comma 1, attivava l'utenza a nome del soggetto, nonostante lo stesso non possedesse alcun contratto di locazione o di comodato come previsto dalla normativa vigente. Sulla base di quanto enunciato, gradirei sapere se sussistono gli elementi per contestare ad ENI il suo comportamento con una eventuale citazione in giudizio, in quanto, senza rilevare l'idoneità ed il titolo prescritto per Legge, ha attivato la fornitura della corrente all'immobile oggetto del contendere. Certo di una Vs. risposta, porgo cordiali saluti.
Giovanni, dalla provincia di TR
Risposta ADUC
il gestore dell'energia può accettare il subentro anche sulla base di una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà che affermi il diritto al possesso dell'immobile, fermo restando l'ipotesi del reato di atto falso del dichiarante (art. 76 DPR 445/2000). Occorre perciò accertare, in giudizio, la illegittimità dell'occupazione dell'immobile e chiederne di conseguenza il rilascio.
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