Cara ADUC
Finemiro
Domanda
10 dicembre 2008
Spett.le Aduc
l' 8 Marzo 2005 vi scrissi per risolvere un contenzioso con la FINEMIRO s.p.a., il cui mancato rispetto di un contratto di finanziamento stipulato con la mia famiglia aveva causato non pochi problemi. Come suggeritomi ho provveduto ad inviare alla suddetta società con una A/R copia delle ricevute dei pagamenti già effettuati e la richiesta dell'immediata comunicazione delle modalità con cui saldare le rate restanti, pena il ricorso in giudizio;purtroppo la mia lettera non ha ottenuto risposta né telefonica né cartacea, nonostante ripetuti tentativi effettuati durante il 2005. Ieri 4 Dicembre 2008, dopo ben 3 anni e 1/2 si è presentato alla porta un giovane, con tanto di biglietto da visita intestato a: "Studio Piras : contenziosi bancari, finanziari e commerciali" dicendo di essere il presidente di questa società e di essere stato incaricato dalla società Advancing Trade di Bergamo - la stessa società alla quale apparteneva l'uomo che mi minacciò nel 2005-, di provvedere al recupero del credito che la Finemiro vanta nei miei confronti. Sono riuscita a trattenerlo nell'androne del palazzo per più di un ora esponendogli la situazione nei minimi dettagli, dal giorno della stipula del contratto alle minacce, informandolo anche della A/R che avevo inviato e della mancata risposta da parte della FINEMIRO. A questo punto si dice sorpreso della mia "ignoranza": la pratica era stata ceduta dalla FINEMIRO subito dopo la sottoscrizione da parte di mia madre, per una distrazione degli impiegati, e da allora aveva viaggiato in tutta Italia attraverso tutte le agenzie di recupero crediti, naturalmente senza che nessuno mi avvisasse. La FINEMIRO non è mai stata responsabile diretta della pratica perciò, a suo dire, non era tenuta a rispondere alla mia lettera, lui era venuto per il recupero totale ed immediato della somma, che nel frattempo è raddoppiata superando anche la cifra erogata, e quando gli ho risposto di non possedere tutto quel denaro contante ma di essere disposta ad un dilazione mensile tramite c/c postale o bonifico bancario, come presente nelle condizioni del contratto stipulato all'epoca, mi risponde che il contratto non è mai esistito e che per i procedimenti stragiudiziali come il mio l'unico mezzo di pagamento sono le cambiali. Approfittando del mio sgomento insiste per entrare in casa, al caldo e lontano da occhi indiscreti, e notando la mia riluttanza e quella di mia madre nel firmare imbastisce un discorso di ben 3 ore sulle sue capacità lavorative, sulle persone che lui ha aiutato a togliere da queste situazioni sconvenienti etc. Alla fine mia madre esausta ha firmato, sebbene con malavoglia e profondamente irritata; 56 cambiali di 150 euro ciascuna a decorrere dal 20 -3-2009 fino al 20 -9 -2013, in più ha preteso un acconto di 300 euro in contanti, 200 per dimostrare all'ADVANCING TRADE la nostra lealtà nei loro confronti, e 100 euro per i bolli che andranno apposti sulle cambiali. Mentre mia madre firmava ho notato che lui si limitava ad apporre la cifra in lettere ed in numeri, ma non ad indicare il nominativo del traente così, non sapendo che fare, ho inventato che non avevamo contanti in casa e che se voleva l'acconto avrebbe dovuto aspettare una settimana. Ha accettato e promesso di ripassare il 19 Dicembre. Una volta andato via però spinte dal disagio e dalla rabbia io e mia madre siamo state assalite dal dubbio che forse quanto successo non sia la procedura esatta per un recupero crediti, e che dietro queste cambiali si possa nascondere qualcosa di poco chiaro; infatti, alla domanda se fosse stato possibile modificare la cifra del pagamento, pagare due effetti insieme od addirittura saldare anticipatamente l'individuo si è caldamente raccomandato di non farlo. So di essere stata una stupida ad accettare ma non sapevo come liberarmi di lui. Vorrei sapere se la procedura adottata è legale o se c'è sotto qualcosa di losco, e debbo cercarmi un avvocato. Grazie infinite
Ilaria, da Torino (TO)
l' 8 Marzo 2005 vi scrissi per risolvere un contenzioso con la FINEMIRO s.p.a., il cui mancato rispetto di un contratto di finanziamento stipulato con la mia famiglia aveva causato non pochi problemi. Come suggeritomi ho provveduto ad inviare alla suddetta società con una A/R copia delle ricevute dei pagamenti già effettuati e la richiesta dell'immediata comunicazione delle modalità con cui saldare le rate restanti, pena il ricorso in giudizio;purtroppo la mia lettera non ha ottenuto risposta né telefonica né cartacea, nonostante ripetuti tentativi effettuati durante il 2005. Ieri 4 Dicembre 2008, dopo ben 3 anni e 1/2 si è presentato alla porta un giovane, con tanto di biglietto da visita intestato a: "Studio Piras : contenziosi bancari, finanziari e commerciali" dicendo di essere il presidente di questa società e di essere stato incaricato dalla società Advancing Trade di Bergamo - la stessa società alla quale apparteneva l'uomo che mi minacciò nel 2005-, di provvedere al recupero del credito che la Finemiro vanta nei miei confronti. Sono riuscita a trattenerlo nell'androne del palazzo per più di un ora esponendogli la situazione nei minimi dettagli, dal giorno della stipula del contratto alle minacce, informandolo anche della A/R che avevo inviato e della mancata risposta da parte della FINEMIRO. A questo punto si dice sorpreso della mia "ignoranza": la pratica era stata ceduta dalla FINEMIRO subito dopo la sottoscrizione da parte di mia madre, per una distrazione degli impiegati, e da allora aveva viaggiato in tutta Italia attraverso tutte le agenzie di recupero crediti, naturalmente senza che nessuno mi avvisasse. La FINEMIRO non è mai stata responsabile diretta della pratica perciò, a suo dire, non era tenuta a rispondere alla mia lettera, lui era venuto per il recupero totale ed immediato della somma, che nel frattempo è raddoppiata superando anche la cifra erogata, e quando gli ho risposto di non possedere tutto quel denaro contante ma di essere disposta ad un dilazione mensile tramite c/c postale o bonifico bancario, come presente nelle condizioni del contratto stipulato all'epoca, mi risponde che il contratto non è mai esistito e che per i procedimenti stragiudiziali come il mio l'unico mezzo di pagamento sono le cambiali. Approfittando del mio sgomento insiste per entrare in casa, al caldo e lontano da occhi indiscreti, e notando la mia riluttanza e quella di mia madre nel firmare imbastisce un discorso di ben 3 ore sulle sue capacità lavorative, sulle persone che lui ha aiutato a togliere da queste situazioni sconvenienti etc. Alla fine mia madre esausta ha firmato, sebbene con malavoglia e profondamente irritata; 56 cambiali di 150 euro ciascuna a decorrere dal 20 -3-2009 fino al 20 -9 -2013, in più ha preteso un acconto di 300 euro in contanti, 200 per dimostrare all'ADVANCING TRADE la nostra lealtà nei loro confronti, e 100 euro per i bolli che andranno apposti sulle cambiali. Mentre mia madre firmava ho notato che lui si limitava ad apporre la cifra in lettere ed in numeri, ma non ad indicare il nominativo del traente così, non sapendo che fare, ho inventato che non avevamo contanti in casa e che se voleva l'acconto avrebbe dovuto aspettare una settimana. Ha accettato e promesso di ripassare il 19 Dicembre. Una volta andato via però spinte dal disagio e dalla rabbia io e mia madre siamo state assalite dal dubbio che forse quanto successo non sia la procedura esatta per un recupero crediti, e che dietro queste cambiali si possa nascondere qualcosa di poco chiaro; infatti, alla domanda se fosse stato possibile modificare la cifra del pagamento, pagare due effetti insieme od addirittura saldare anticipatamente l'individuo si è caldamente raccomandato di non farlo. So di essere stata una stupida ad accettare ma non sapevo come liberarmi di lui. Vorrei sapere se la procedura adottata è legale o se c'è sotto qualcosa di losco, e debbo cercarmi un avvocato. Grazie infinite
Ilaria, da Torino (TO)
Risposta ADUC
crediamo che la complessita' della vicenda meriti l'esame attento di un legale, non siamo in grado di darle un consiglio senza visionare la documentazione.
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