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Cara ADUC

Fastweb e consegna apparati

21 giugno 2008
Domanda 21 giugno 2008
In data 14/10/2005, sottoscrivo il contratto Base. Il servizio è efficiente e conforme alle mie esigenze.
In data 9/7/2007 chiedo il trasferimento alla mia nuova abitazione.
In data 20/7 mi trasferisco ed in data 23/7, non avendo avuto alcuna comunicazione in merito, chiamo il call center al 192 193.
L'operatore mi dice che non è possibile il trasferimento (non più di 500 mt. dalla vecchia abitazione) e mi richiedono quindi la rescissione dal contratto.
In stessa data recedo, chiedendo la rimozione degli apparati e il ripristino della linea (erano intervenuti sulla presa "SIP" a muro) entro il 30/9 ultima data di disponibilità della vecchia abitazione.
Non ho più alcuna comunicazione, nonostante in data 30/7 abbia provveduto alla variazione del recapito/residenza dal portale FASTWEB (MyFastPage) quale utente attivo e che tale variazione mi sia stata confermata con SMS sul mio cellulare (3 volte).
In data 7/1/2008 ricevo una NC di 4,90 euro a rimborso canone non usufruito e una FA di 110 euro per mancato restituzione degli apparati. In particolare si fa riferimento al "Decreto Bersani" e la richiesta è per copertura costi sostenuti a seguito del recesso fatto "entro un anno dall'attivazione" (NB il contratto è del 14/10/2005 il recesso del 23/7/2007 non sono più di 365 giorni??)
In data 09/01/2008 invio reclamo adducendo le seguenti obiezioni:
1- Il contratto è stato rescisso oltre l'anno di attivazione, quindi la motivazione richiamata in fattura non è applicabile.
2- Il recesso dal contratto è stata una loro richiesta per impossibilità tecnica al trasferimento (art. 23 del contratto in mio possesso: Impossibilità Sopravvenuta).
3- Le norme contrattuali art.6.4 inibiscono qualsiasi intervento sugli apparati. Non ho quindi titolo per rimuoverli.
Chiedo lo storno della FA per palesi ed infondate motivazioni.
Non ho alcun riscontro da loro fino al giorno 14/06/2008 in cui vengo contattato, sull'utenza cellulare di mia moglie, da una società di gestione rischi tale Ge.Ri. S.r.l. Via Lago di Nemi, 25 - 20142 MI, che reclama il pagamento della fattura di 110 euro al netto della NC sopra richiamata e di altra del 12/1/2008 di 8,90 di cui io non ho alcuna evidenza (NB tutte le altre hanno come recapito la vecchia residenza, nonostante la mia variazione, confermata, del 30/7/07) e gravata di 11,54 euro di spese.
Contesto all'operatore l'addebito e l'inapplicabilità della mora per mancanza di clausole contrattuali.
A tale rilievo egli mi fa presente che sulla FA relativa al periodo 5-7/2006 è indicato un addendum contrattuale che introduce tale clausola vessatoria. Obbietto che tale clausola doveva essere da me controfirmata ed egli riporta che è previsto il consenso tacito entro 30 gg o l'opzione recesso.
Da una verifica della stessa, rilevo che nell'area comunicazioni, senza nessuna particolare evidenza, è effettivamente riportata tale clausola.
L'area di esposizione è quella normalmente destinata alle comunicazioni, per lo più commerciali, ritengo quindi che la mancanza di particolare evidenza contrasti con quanto previsto dall'all'art. 5, comma 3 del Codice del Consumo, ".da chiunque provengano, devono essere adeguate alla tecnica di comunicazione impiegata ed espresse in modo chiaro e comprensibile, tenuto anche conto delle modalità di conclusione del contratto o delle caratteristiche del settore, tali da assicurare la consapevolezza del consumatore".
Sembra che tale comportamento sia stata la prassi per Fastweb, i forum sono pieni di tali lamentele, tant'è che l'antitrust ha aperto un'istruttoria sull'argomento (vedi "Mi Manda Rai3 del 4/4/2008).
Lo spazio è tiranno e ci sarebbe ancora moto da dire.
Ritenete che le mie ragioni siano valide che una semplice DIFFIDA sia sufficiente? C'è lo spazio per ricorrere al CORECOM e quindi al Giudice di Pace? E' previsto un vostro patrocinio, ovviamente studiando la documentazione?
Grazie e buon Lavoro
Leonardo, da Firenze (FI)

Risposta ADUC
concordiamo con le sue deduzioni. Si', la diffida per il momento e' sufficiente. Nel caso in cui proseguano richieste di pagamento formali (notificate con raccomandata a/r), attivi il Corecom della sua regione, ed in seguito - eventualmente - adisca il Giudice di Pace:
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