Cara ADUC
Fallimento Gandalf
Domanda
9 marzo 2004
Mi chiamo Gian Piero e sono un giovane investitore che ha nel proprio portafoglio numerose azioni della Gandalf, una societa' quotata in borsa che nei giorni scorsi ha preso la decisione di depositare presso il Tribunale di Parma una istanza di fallimento in proprio e che il Tribunale di Parma ha avallato il giorno 28 febbraio 2004.
Detto che questa decisione mi ha colto di sorpresa, come peraltro mi ha stupito il Tribunale di Parma che ha accettato tale fallimento nonostante alcune societa' si fossero presentate in Tribunale per rilevare l'azienda, ci terrei a riepilogare brevemente alcuni punti salienti:.
a) - Alla vigilia di un'assemblea molto importante per deliberare l'aumento di capitale necessario al salvataggio dell'azienda, quasi tutti i piu' grossi azionisti vendono le proprie azioni e fra le altre, l'"Union & Power sa", che tramite la "General Trade spa", e' scesa nel giro di pochi giorni dal 9, 21% a sotto il 2% (da notare che la consob lo rivela con quasi un mese di ritardo!). Guarda caso non si raggiunge (per poco) il quorum necessario, pertanto l'assemblea non e' considerata valida.
b) - Il cda comunica che per evitare il fallimento e' necessario porre l'azienda in vendita e sottolinea il nome di molte societa' che, anche dopo aver constatato la posizione ahime' piuttosto negativa della Gandalf Air, si sono comunque dichiarate interessate ad acquisirla.
c) - Il Giudice fallimentare stesso, conferma l'esistenza di alcune trattative in corso e concede il tempo a queste societa' di poter formulare la migliore offerta.
d) - Improvvisamente (non e' ancora chiaro il motivo) si viene a conoscenza che l'unica offerta concreta presa in considerazione dal Tribunale di Parma consiste nell'affitto dell'azienda per un anno, con la relativa sottoscrizione di un impegno irrevocabile di acquisto alla scadenza.
e) - Al momento di ratificare il tutto presso lo stesso Tribunale di Parma, svanisce nel nulla (mistero piu' assoluto...) anche questa ultima proposta.
Ora Vi chiedo gentilmente di rispondere a questi miei quesiti:.
1) - Considerato che alla societa' Gandalf e' stato attribuito un debito ufficiale di "soli" 14 milioni, che tutte le banche creditrici si sono rese disponibili a ridurre notevolmente i loro crediti (anche del 50%) e che piu' di una societa' era ufficialmente interessata a rilevarne i debiti, perche' non si e' fatto il possibile per salvarla dal fallimento?
2) - e' possibile che la Consob non sia mai intervenuta se non per una richiesta di maggiore chiarezza del bilancio 2002 e soprattutto che non abbia aperto almeno una inchiesta seria su questa Societa'?
3) - e' possibile che nessun organo di controllo abbia messo gli investitori in allerta sul fatto che la Gandalf fosse in condizioni di estrema sofferenza, probabilmente anche oltre il limite consentito?
4) - Considerato che alla Gandalf lavorano circa 200 dipendenti, perche' nessun mass-media, nessun sindacato, nessuna associazione ha messo in risalto questa notizia? E nessuno ha organizzato proteste per evitare tale fallimento?
5) - Che possibilita' abbiamo ora noi piccoli azionisti di essere risarciti?
Io rappresento oltre venti piccoli azionisti disposti ad intraprendere eventuali azioni legali nel caso esistesse qualche possibilita' di recuperare, almeno in parte, i nostri risparmi.
Possiamo rivolgerci a Voi per eventuali azioni?
Esiste davvero qualche speranza?
In attesa di ricevere dalla Vostra stimata Associazione una risposta ai miei quesiti, invio i piu' cordiali saluti.
Gian Piero, da Camporosso
Detto che questa decisione mi ha colto di sorpresa, come peraltro mi ha stupito il Tribunale di Parma che ha accettato tale fallimento nonostante alcune societa' si fossero presentate in Tribunale per rilevare l'azienda, ci terrei a riepilogare brevemente alcuni punti salienti:.
a) - Alla vigilia di un'assemblea molto importante per deliberare l'aumento di capitale necessario al salvataggio dell'azienda, quasi tutti i piu' grossi azionisti vendono le proprie azioni e fra le altre, l'"Union & Power sa", che tramite la "General Trade spa", e' scesa nel giro di pochi giorni dal 9, 21% a sotto il 2% (da notare che la consob lo rivela con quasi un mese di ritardo!). Guarda caso non si raggiunge (per poco) il quorum necessario, pertanto l'assemblea non e' considerata valida.
b) - Il cda comunica che per evitare il fallimento e' necessario porre l'azienda in vendita e sottolinea il nome di molte societa' che, anche dopo aver constatato la posizione ahime' piuttosto negativa della Gandalf Air, si sono comunque dichiarate interessate ad acquisirla.
c) - Il Giudice fallimentare stesso, conferma l'esistenza di alcune trattative in corso e concede il tempo a queste societa' di poter formulare la migliore offerta.
d) - Improvvisamente (non e' ancora chiaro il motivo) si viene a conoscenza che l'unica offerta concreta presa in considerazione dal Tribunale di Parma consiste nell'affitto dell'azienda per un anno, con la relativa sottoscrizione di un impegno irrevocabile di acquisto alla scadenza.
e) - Al momento di ratificare il tutto presso lo stesso Tribunale di Parma, svanisce nel nulla (mistero piu' assoluto...) anche questa ultima proposta.
Ora Vi chiedo gentilmente di rispondere a questi miei quesiti:.
1) - Considerato che alla societa' Gandalf e' stato attribuito un debito ufficiale di "soli" 14 milioni, che tutte le banche creditrici si sono rese disponibili a ridurre notevolmente i loro crediti (anche del 50%) e che piu' di una societa' era ufficialmente interessata a rilevarne i debiti, perche' non si e' fatto il possibile per salvarla dal fallimento?
2) - e' possibile che la Consob non sia mai intervenuta se non per una richiesta di maggiore chiarezza del bilancio 2002 e soprattutto che non abbia aperto almeno una inchiesta seria su questa Societa'?
3) - e' possibile che nessun organo di controllo abbia messo gli investitori in allerta sul fatto che la Gandalf fosse in condizioni di estrema sofferenza, probabilmente anche oltre il limite consentito?
4) - Considerato che alla Gandalf lavorano circa 200 dipendenti, perche' nessun mass-media, nessun sindacato, nessuna associazione ha messo in risalto questa notizia? E nessuno ha organizzato proteste per evitare tale fallimento?
5) - Che possibilita' abbiamo ora noi piccoli azionisti di essere risarciti?
Io rappresento oltre venti piccoli azionisti disposti ad intraprendere eventuali azioni legali nel caso esistesse qualche possibilita' di recuperare, almeno in parte, i nostri risparmi.
Possiamo rivolgerci a Voi per eventuali azioni?
Esiste davvero qualche speranza?
In attesa di ricevere dalla Vostra stimata Associazione una risposta ai miei quesiti, invio i piu' cordiali saluti.
Gian Piero, da Camporosso
Risposta ADUC
Gandalf e' un caso di "sano" fallimento, nel senso che l'aver portato i libri in Tribunale e' l'ultimo atto di una crisi societaria, soprattutto finanziaria, che si trascinava da oltre due anni. Ripetuti aumenti di capitale, stralci di crediti da parte delle banche, azionisti che rilevavano quote societarie salvo poi venderle anche dopo breve tempo. A
cio' si aggiunge un business, quello dei voli di qualita', che ha dovuto fronteggiare anche l'espandersi dei voli a bassissimo costo. Quanto all'ultimo, tempestoso, periodo:
- Se anche l'aumento di capitale fosse andato in porto, era certo che si sarebbero dovuti effettuare altri due aumenti di capitale nei due anni successivi, come si poteva leggere nelle relazioni degli amministratori.
- Le vere offerte ricevute da imprenditori, qualcuno anche dal passato non limpidissimo, non erano corredate da sufficienti garanzie
finanziarie.
- Non solo alla vigilia dell'ultima assemblea, ma l'intera storia di Gandalf parla di grandi azionisti che vendono le azioni al pubblico dei piccoli, come lo storico delle comunicazioni alla Consob dimostra.
Quanto al fatto che "Nessun organo di controllo abbia messo gli investitori in allerta" bisogna tenere ben presente che non e' certo loro compito analizzare la struttura finanziaria delle societa' quotate ed emanare avvisi sulla loro rischiosita'. Ci sono analisi ed organi di informazione, che non sempre svolgono bene il proprio lavoro ma, nel caso di Gandalf, non possono certamente essere chiamati in causa. Ad esempio ricordo, nel luglio 2002, IlSole24Ore intitolare "Gandalf vola verso il fallimento", ma gia' nel corso dell'anno precedente la
situazione si faceva molto pesante. Infine: qualunque sia il metodo utilizzato, esiste uno strumento potentissimo che permette di evitare il verificarsi di simili situazioni: lo stop loss. Basta stabilire in partenza quale sia la maggior perdita sopportabile su un'operazione e, al raggiungimento della stessa, chiudere la posizione SENZA SE E SENZA MA. E' proprio in casi come Gandalf che la si apprezza maggiormente: le motivazioni di acquisto si sono rivelate sbagliate, e puo' capitare a chiunque, ma uscire in perdita limitata sarebbe stato molto meglio che vedere il capitale azzerato. Dispiace certamente per i tanti possessori di azioni ed obbligazioni di societa' fallite, ma sono proprio casi del genere che devono far comprendere come investire il proprio danaro, ancora di piu' su singoli strumenti, sia un vero e proprio lavoro che necessita di preparazione e di tempo: i mercati finanziari sono il luogo meno adatto per dilettantismi. Se non si e' in grado di farlo, per mancanza di preparazione o di tempo, e' bene affidarsi ad un professionista del settore.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
clicca qui
cio' si aggiunge un business, quello dei voli di qualita', che ha dovuto fronteggiare anche l'espandersi dei voli a bassissimo costo. Quanto all'ultimo, tempestoso, periodo:
- Se anche l'aumento di capitale fosse andato in porto, era certo che si sarebbero dovuti effettuare altri due aumenti di capitale nei due anni successivi, come si poteva leggere nelle relazioni degli amministratori.
- Le vere offerte ricevute da imprenditori, qualcuno anche dal passato non limpidissimo, non erano corredate da sufficienti garanzie
finanziarie.
- Non solo alla vigilia dell'ultima assemblea, ma l'intera storia di Gandalf parla di grandi azionisti che vendono le azioni al pubblico dei piccoli, come lo storico delle comunicazioni alla Consob dimostra.
Quanto al fatto che "Nessun organo di controllo abbia messo gli investitori in allerta" bisogna tenere ben presente che non e' certo loro compito analizzare la struttura finanziaria delle societa' quotate ed emanare avvisi sulla loro rischiosita'. Ci sono analisi ed organi di informazione, che non sempre svolgono bene il proprio lavoro ma, nel caso di Gandalf, non possono certamente essere chiamati in causa. Ad esempio ricordo, nel luglio 2002, IlSole24Ore intitolare "Gandalf vola verso il fallimento", ma gia' nel corso dell'anno precedente la
situazione si faceva molto pesante. Infine: qualunque sia il metodo utilizzato, esiste uno strumento potentissimo che permette di evitare il verificarsi di simili situazioni: lo stop loss. Basta stabilire in partenza quale sia la maggior perdita sopportabile su un'operazione e, al raggiungimento della stessa, chiudere la posizione SENZA SE E SENZA MA. E' proprio in casi come Gandalf che la si apprezza maggiormente: le motivazioni di acquisto si sono rivelate sbagliate, e puo' capitare a chiunque, ma uscire in perdita limitata sarebbe stato molto meglio che vedere il capitale azzerato. Dispiace certamente per i tanti possessori di azioni ed obbligazioni di societa' fallite, ma sono proprio casi del genere che devono far comprendere come investire il proprio danaro, ancora di piu' su singoli strumenti, sia un vero e proprio lavoro che necessita di preparazione e di tempo: i mercati finanziari sono il luogo meno adatto per dilettantismi. Se non si e' in grado di farlo, per mancanza di preparazione o di tempo, e' bene affidarsi ad un professionista del settore.
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