Cara ADUC
Disservizi H3G
Domanda
29 giugno 2018
Salve, ho firmato un contratto ALL-IN Prime Summer con WindTre con vincolo 12 mesi in data 11/02/2018 fornendo un metodo di pagamento (Postepay) dapprima accettato come valido e successivamente ritenuto non valido, comunicando successivamente le coordinate del mio conto corrente ma puntualmente le fatture non vengono pagate mediante RID (in quanto l'azienda non ha nemmeno attivato il mandato SDD), costringendomi così al pagamento tramite bollettino postale con perdita di tempo e pagamento di ulteriori oneri bancari. Preciso che il servizio attivato da WindTre sul mio telefonino risulta del tutto insufficiente rispetto all'offerta sottoscritta, in quanto il più delle volte le telefonate vengono interrotte per mancanza di copertura (ciò nonostante
vivo in una zona densamente popolata: quella di Chieti - Pescara); inoltre, il servizio mobile dati risulta totalmente assente, perfino con opzione 4G LTE attiva a pagamento (1€ in più ogni mese). Chiedo dunque se esiste una strada per poter recedere dal contratto, passando ad altro operatore, senza il pagamento delle penali di mancato rispetto vincolo.
Fernando, dalla provincia di CH
Fernando, dalla provincia di CH
Risposta ADUC
il recesso anticipato non ha bisogno di essere motivato e non comporta alcun costo. Infatti La legge Bersani del 2007 ha abolito le "penali" per recesso anticipato dei contratti di telecomunicazione (telefonia, pay-tv, etc.), ed ha eliminato i termini di durata dei contratti.
La stessa legge ha tenuto però una “porta aperta” ai gestori telefonici precisando che sono addebitabili le “spese di disattivazione”, a patto che siano giustificate.
Negli anni l’Autorità garante si è espressa in molti modi al riguardo, così come il Tar e il Consiglio di stato, considerando che molto spesso i gestori hanno camuffato le penali sotto forma di spese. Il succo è che le spese sono dovute se quantificate dal contratto (piano tariffario) e/o dalla carta dei servizi del gestore e approvate dall'AGCOM.
La richiesta di portabilita'del numero va fatta al nuovo gestore che si prendera' carico di tutte le attivita' di passaggio comunicando quanto dovuto al vecchio gestore, compresa la disdetta del vecchio contratto.
Nella domanda di portabilita', infatti, l'utente redige una sorta di disdetta, dichiarando di voler interrompere il rapporto con il vecchio gestore per attivarne uno con il nuovo gestore.
La stessa legge ha tenuto però una “porta aperta” ai gestori telefonici precisando che sono addebitabili le “spese di disattivazione”, a patto che siano giustificate.
Negli anni l’Autorità garante si è espressa in molti modi al riguardo, così come il Tar e il Consiglio di stato, considerando che molto spesso i gestori hanno camuffato le penali sotto forma di spese. Il succo è che le spese sono dovute se quantificate dal contratto (piano tariffario) e/o dalla carta dei servizi del gestore e approvate dall'AGCOM.
La richiesta di portabilita'del numero va fatta al nuovo gestore che si prendera' carico di tutte le attivita' di passaggio comunicando quanto dovuto al vecchio gestore, compresa la disdetta del vecchio contratto.
Nella domanda di portabilita', infatti, l'utente redige una sorta di disdetta, dichiarando di voler interrompere il rapporto con il vecchio gestore per attivarne uno con il nuovo gestore.
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