Cara ADUC
Derubata dei risparmi tramite la banca
Domanda
21 marzo 2009
Sono cliente della Cassa di Risparmio di Prato, lo sono dal 1992, ho sempre accordato piena fiducia alla mia banca e questo almeno fino alla metà del dicembre scorso, quando sono stata derubata di circa 8000 Euro tramite Homebanking. Una domenica mi collego al mio Conto Corrente e vedo che qualcuno ha eseguito a mio nome ben tre bonifici bancari ravvicinati, di quasi 3000 Euro l'uno, a favore di un conto della Banca di Credito Cooperativo intestato ad uno sconosciuto di Mazara del Vallo. Corro alla filiale di Cariprato e parlo dell'accaduto con il Direttore che mi fa sottoscrivere subito una lettera di disconoscimento delle operazioni alla sede centrale, dichiarando che quei bonifici non sono miei. Poi mi reco alla Questura e denuncio il fatto raccontandolo per filo e per segno. Più o meno 24 ore dopo, la sede centrale della Banca Popolare di Vicenza (Capogruppo a cui fa riferimento Cariprato) risponde con un email informale di non ritenersi in difetto e quindi sostanzialmente di lavarsene le mani.
Tramite colloqui tra direttori di filiali (di Prato e di Mazara del Vallo) veniamo a sapere che lo sconosciuto beneficiario (che esiste davvero e non è un fantasma) afferma di aver ricevuto effettivamente quelle somme ma ritiene di non doverle restituire. Dapprima il direttore siciliano assicura che il proprio correntista sia un uomo dabbene e che sicuramente la faccenda verrà risolta. Poi si scopre che questo individuo pretende che io ritiri la denuncia fatta alla questura in cambio della restituzione del denaro. Io rifiuto categoricamente malgrado perfino gli impiegati di cariprato mi propongano più o meno velatamente di ritirare la denuncia.
Successivamente il direttore della mia filiale mi confessa che, contemporaneamente al mio, si sono verificate altre due truffe a correntisti della stessa filiale: stesse modalità, stessi orari, quasi lo stesso importo dei bonifici fatti a banche nel mezzogiorno. Mi rivolgo allora al mio avvocato e faccio una seconda denuncia in cui nomino con nome e cognome tutte le persone coinvolte e tutte le manovre poco chiare che ho subito durante la settimana.
La Banca Popolare di Vicenza, capogruppo bancario afferma testualmente: "... di non avere riscontrato carenze nel sistema di sicurezza del servizio di multicanalità offerto da Cariprato S.p.a., essendo l'operazione regolarmente autenticata con le credenziali gestite autonomamente dalla SS. VV.... " e aggiunge poi "... preme rammentare che il contratto di multicanalità prevede l'espressa responsabilità dell'utente in ordine alla custodia del sistema di identificazione con la massima cura e riservatezza (art. 4 comma 7) e all'utilizzo, da chiunque effettuato, del servizio di multicanalità per tutte le operazioni eseguite tramite il proprio sistema di identificazione (art. 4 comma 1) ".
Queste clausole sono vessatorie? Come è possibile che basti questo per non riconoscere alcuna tutela da parte della banca al correntista defraudato dei suoi risparmi?
Elisa, da Prato (PO)
Tramite colloqui tra direttori di filiali (di Prato e di Mazara del Vallo) veniamo a sapere che lo sconosciuto beneficiario (che esiste davvero e non è un fantasma) afferma di aver ricevuto effettivamente quelle somme ma ritiene di non doverle restituire. Dapprima il direttore siciliano assicura che il proprio correntista sia un uomo dabbene e che sicuramente la faccenda verrà risolta. Poi si scopre che questo individuo pretende che io ritiri la denuncia fatta alla questura in cambio della restituzione del denaro. Io rifiuto categoricamente malgrado perfino gli impiegati di cariprato mi propongano più o meno velatamente di ritirare la denuncia.
Successivamente il direttore della mia filiale mi confessa che, contemporaneamente al mio, si sono verificate altre due truffe a correntisti della stessa filiale: stesse modalità, stessi orari, quasi lo stesso importo dei bonifici fatti a banche nel mezzogiorno. Mi rivolgo allora al mio avvocato e faccio una seconda denuncia in cui nomino con nome e cognome tutte le persone coinvolte e tutte le manovre poco chiare che ho subito durante la settimana.
La Banca Popolare di Vicenza, capogruppo bancario afferma testualmente: "... di non avere riscontrato carenze nel sistema di sicurezza del servizio di multicanalità offerto da Cariprato S.p.a., essendo l'operazione regolarmente autenticata con le credenziali gestite autonomamente dalla SS. VV.... " e aggiunge poi "... preme rammentare che il contratto di multicanalità prevede l'espressa responsabilità dell'utente in ordine alla custodia del sistema di identificazione con la massima cura e riservatezza (art. 4 comma 7) e all'utilizzo, da chiunque effettuato, del servizio di multicanalità per tutte le operazioni eseguite tramite il proprio sistema di identificazione (art. 4 comma 1) ".
Queste clausole sono vessatorie? Come è possibile che basti questo per non riconoscere alcuna tutela da parte della banca al correntista defraudato dei suoi risparmi?
Elisa, da Prato (PO)
Risposta ADUC
La ringraziamo della lettera che ci ha inviato e che pubblichiamo su Cara Aduc.
Immaginiamo che sappia che dove procedere giudizialmente, non tanto verso la banca, che, almeno da quanto ci dice, sembra estranea, ma contro quegli ignoti che si sono introdotti nel suo sistema per effettuare il bonifico, di cui c'e' traccia e riconoscimento di non-proprieta' da parte del ricevente.
Immaginiamo che sappia che dove procedere giudizialmente, non tanto verso la banca, che, almeno da quanto ci dice, sembra estranea, ma contro quegli ignoti che si sono introdotti nel suo sistema per effettuare il bonifico, di cui c'e' traccia e riconoscimento di non-proprieta' da parte del ricevente.
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