Cara ADUC
Coop Voce: nuovi operatori entrano sul mercato e gia' hanno tutti i difetti dei vecchi
Domanda
11 luglio 2007
Nuovi operatori entrano sul mercato e gia' hanno tutti i difetti dei loro fratelli maggiori. Guardate un po' l'art. 5.1.2 della carta dei servizi e l'art. 2.19 delle condizioni generali di contratto di Coop Italia per la fornitura del servizio di comunicazione elettronica radiomobile "Coop Voce" (trovate tutto all'URL http://www.e-coop.it/portalWeb/portlets/ssbRicarica/documento.jsp?ambiente= =3DCOOP&oggetto=3DcoopVoce_documenti&titoloFinestra=3DDocumenti%20CoopVoce&= ory=3Dno) e ammirate voi stessi la vessatorieta' delle clausole, nulle a prescindere dal codice del consumano, dacche' (per quanto nella formulazione sembrerebbero dovute a particolari normative non meglio specificate) violano una precisa disposizione di legge, quella contenuta nell'art. 1 del decreto Bersani-bis, secondo cui, come convertito dalla legge 40/2007, e vietato fissare limiti temporali di utilizzo non solo del traffico, ma anche del servizio acquistato. In seguito all'entrata in vigore del decreto Bersani, l'unica compagnia che ha eliminato le date di scadenza delle carte SIM prepagate e' stata H3G, e lo ha fatto prima degli emendamenti apportati dalla legge di conversione, a causa, evidentemente, di un'interpretazione estensiva del testo da parte dei legali dell'azienda. Quando il decreto e' stato convertito in legge, a quanto nessuno degli altri si e' accorto della modifica che obbligava tutti a comportarsi come H3G. E non se ne sono accorti neanche gli operatori virtuali, entrati sul mercato successivamente (speriamo che se ne accorgera' Poste italiane). Questo, nel tentativo di avviare un procedimento di la scheda poiche' trascorsi 12 mesi dall'ultima ricarica (gia', nonostante l'importo prepagato contenuto, me l'ha disabilitata al traffico uscente, compreso quello verso i numeri verdi, i servizi interni di rete gratuiti e persino il servizio assistenza clienti 190), il CoReCom Emilia-Romagna mi ha risposto che l'operatore ha ragione, invitandomi a modificare l'oggetto della conciliazione: non posso pretendere che mi riattivino la scheda, ma che mi diano indietro i soldi senza applicare gli 8 euro che, invece, richiedono. A Bologna hanno un modo tutto particolare di interpretare i testi normativi, dal momento che il decreto Bersani, cosi' come corretto dalla legge di modifica, e' chiarissimo (come avete avuto modo di osservare voi stessi) da un lato a stabilire che le schede non hanno scadenza, dall'altro a consentire agli operatori di applicare delle trattenute agli importi rimborsati ai clienti, qualora legittimate da costi vivi effettivamente sostenuti e documentabili. La conciliatrice del CoReCom mi ha detto che in linea di principio e' d'accordo con me (anche se poi caduta in contraddizione rispetto ad altre esternazioni), ma che dell'AGCom, secondo cui il servizio la ricarica acquistate. A quanto pare anche queste ultime sono soggette a un'interpretazione tutta personale... Per il momento, nel gentile colloquio telefonico intercorso ho intimato, seppur con molto garbo, di mandare avanti la procedura, poiche' senza il verbale di conciliazione non posso adire l'autorita' giudiziaria. Ma a quanto pare la conciliatrice del CoReCom non sara' dalla mia parte... quindi sara' costretto ad andare dal giudice di pace. Vi fara' sapere come andra' a finire...
Francesco, da Afragola
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E parenti/affini di un socio e che si richieda o meno la portabilita' del numero di altro operatore), per due volte in quanto la modulistica e' in duplice copia non carbonata (una copia rimane al punto vendita, che credo la trasmetta alla cooperativa di appartenenza, e l'altra va a Coop Italia). Quindi almeno 12 firme in totale! Ho dovuto letteralmente litigare presso l'IperCoop di Afragola per ottenere una copia di uno dei miei ben due contratti (il promoter non me l'aveva voluta rilasciare) - addirittura mi sono sentito dire da un operatore del 188 che per le carte prepagate non c'e' alcun contratto, e quella che avevo firmato era solo un'informativa per i dati altri elementi, mi fa essere certo del mio iniziale sospetto: Coop ha affidato alla divisione mobile di Telecom Italia, ex TIM, anche la gestione del call center!) - e quando finalmente hanno riconosciuto le mie ragioni (dopo aver scomodato la sede centrale della cooperativa, a Vignale-Riotorto, frazione di Piombino) i miei contratti erano entrambi spariti; non si trovavano piu' e quindi mi hanno rilasciato il contratto di un'altra persona. Io stesso dissi loro che non volevo vedere i dati personali di costui (anche se era presente, e non manifestava dissenso) e quindi feci togliere la prima pagina (in effetti in una del successive erano nuovamente riportati suoi nome, cognome e codice fiscale, ma ne' io nn gli addetti ce n'eravamo accorti l per l). Quando son tornato nel punto vendita per sottoscrivere altri due contratti, ho trovato una nuova promoter che su semplice richiesta non ha esitato a stampare una terza copia di uno dei due contratti e me l'ha rilasciata. Da qui ho capito che il contratto del signore era diverso dal mio poiche' prevedeva anche la portabilita' del numero, ma che sopratutto la prima pagina, quella che contiene i dati identificativi del cliente, e' la piu' importante, perche' dal si capisce la motivazione di ciascuna sottoscrizione. Esaminiamo passo passo (tenete presente che l'ordine delle sottoscrizioni potrebbe essere differente da altre esperienze poiche' la distribuzione delle pagine, che non sono enumerate, e' incongrua rispetto all'elenco degli allegati riportati sulla scheda di rilevazione dei dati personali): - la prima firma a dichiarazione di aver visionato le condizioni. generali e il piano tariffario applicabile (non so perche' si usa l'aggettivo "applicabile", che esprime potenzialita', e non si dica - la seconda e' una liberatoria ai sensi del provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 16/02/2006 (il sottoscrittore dichiara di essere gia' in possesso di almeno 4 SIM CoopVoce e che quindi l'intestazione di una quinta o ulteriore utenza a proprio nome non costituisce servizio non richiesto: il paradosso e' che tale dichiarazione viene fatta firmare a tutti, anche al primo acquisto); - la terza e per il consenso al trattamento dei dati personali (si noti che ci sono ben quattro livelli di prestazione di consenso, ma il promoter richiede solo la firma e i consumatori poco attenti non ci fanno caso: chi =E8, poi, che contrassegnera' le caselle?); - la quarta firma e' per il consenso a essere contattato da Telecom Italia per proposte commerciali nel caso in cui Coop Italia cessi di avvalersi della sua rete e il cliente continui a fruire del servizio migrando su rete di altro operatore oppure esprima volonta' contraria; - la quinta firma e' in calce a un estratto delle condizioni generali di contratto e infine la sesta firma e' per accettazione espressa delle clausole ex artt. 1341-1342 c.c. Ma, attenzione, manca l'accettazione specifica dell'articolo 2, quindi l'azienda non ha neanche la prova di aver informato il cliente di aver previsto che la SIM scade trascorsi 13 mesi (di cui uno abilitato al solo traffico entrante) senza che siano effettuate ricariche e quindi, non essendo precisata la durata del contratto, la clausola sarebbe nulla anche senza decreto Bersani e persino senza codice del consumo! A proposito, si badi bene che il contratto viene fuori SUCCESSIVAMENTE alla richiesta di attivazione della SIM tramite procedura informatica, che non richiede la specificazione dei consensi sul trattamento dei dati. Solo una volta stampato il contratto, il cliente ha facolta', barrando le apposite caselle (che infatti non escono precompilate, a differenza di tutti gli altri campi), di manifestare o meno i consensi facoltativi. I promoters dicono ai clienti di firmare e basta (poi le caselle evidentemente le barrano loro, se non addirittura le lasciano in bianco), ma ci sono anche quelli piu' attenti come me che contrassegnano le scelte e magari ne negano anche qualcuno: qualcuno si accorgera' mai di quel in una pagina interna di un contratto sepolto in mezzo a migliaia di altri? Ho i miei dubbi...
Ps: ho la residenza a Bologna e quindi adisco il CoReCom Emilia-Romagna. Chiedendo agli operatori il rimborso delle spese di viaggio dal momento che per motivi familiari sono domiciliato qui).
Francesco, da Afragola
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E parenti/affini di un socio e che si richieda o meno la portabilita' del numero di altro operatore), per due volte in quanto la modulistica e' in duplice copia non carbonata (una copia rimane al punto vendita, che credo la trasmetta alla cooperativa di appartenenza, e l'altra va a Coop Italia). Quindi almeno 12 firme in totale! Ho dovuto letteralmente litigare presso l'IperCoop di Afragola per ottenere una copia di uno dei miei ben due contratti (il promoter non me l'aveva voluta rilasciare) - addirittura mi sono sentito dire da un operatore del 188 che per le carte prepagate non c'e' alcun contratto, e quella che avevo firmato era solo un'informativa per i dati altri elementi, mi fa essere certo del mio iniziale sospetto: Coop ha affidato alla divisione mobile di Telecom Italia, ex TIM, anche la gestione del call center!) - e quando finalmente hanno riconosciuto le mie ragioni (dopo aver scomodato la sede centrale della cooperativa, a Vignale-Riotorto, frazione di Piombino) i miei contratti erano entrambi spariti; non si trovavano piu' e quindi mi hanno rilasciato il contratto di un'altra persona. Io stesso dissi loro che non volevo vedere i dati personali di costui (anche se era presente, e non manifestava dissenso) e quindi feci togliere la prima pagina (in effetti in una del successive erano nuovamente riportati suoi nome, cognome e codice fiscale, ma ne' io nn gli addetti ce n'eravamo accorti l per l). Quando son tornato nel punto vendita per sottoscrivere altri due contratti, ho trovato una nuova promoter che su semplice richiesta non ha esitato a stampare una terza copia di uno dei due contratti e me l'ha rilasciata. Da qui ho capito che il contratto del signore era diverso dal mio poiche' prevedeva anche la portabilita' del numero, ma che sopratutto la prima pagina, quella che contiene i dati identificativi del cliente, e' la piu' importante, perche' dal si capisce la motivazione di ciascuna sottoscrizione. Esaminiamo passo passo (tenete presente che l'ordine delle sottoscrizioni potrebbe essere differente da altre esperienze poiche' la distribuzione delle pagine, che non sono enumerate, e' incongrua rispetto all'elenco degli allegati riportati sulla scheda di rilevazione dei dati personali): - la prima firma a dichiarazione di aver visionato le condizioni. generali e il piano tariffario applicabile (non so perche' si usa l'aggettivo "applicabile", che esprime potenzialita', e non si dica - la seconda e' una liberatoria ai sensi del provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 16/02/2006 (il sottoscrittore dichiara di essere gia' in possesso di almeno 4 SIM CoopVoce e che quindi l'intestazione di una quinta o ulteriore utenza a proprio nome non costituisce servizio non richiesto: il paradosso e' che tale dichiarazione viene fatta firmare a tutti, anche al primo acquisto); - la terza e per il consenso al trattamento dei dati personali (si noti che ci sono ben quattro livelli di prestazione di consenso, ma il promoter richiede solo la firma e i consumatori poco attenti non ci fanno caso: chi =E8, poi, che contrassegnera' le caselle?); - la quarta firma e' per il consenso a essere contattato da Telecom Italia per proposte commerciali nel caso in cui Coop Italia cessi di avvalersi della sua rete e il cliente continui a fruire del servizio migrando su rete di altro operatore oppure esprima volonta' contraria; - la quinta firma e' in calce a un estratto delle condizioni generali di contratto e infine la sesta firma e' per accettazione espressa delle clausole ex artt. 1341-1342 c.c. Ma, attenzione, manca l'accettazione specifica dell'articolo 2, quindi l'azienda non ha neanche la prova di aver informato il cliente di aver previsto che la SIM scade trascorsi 13 mesi (di cui uno abilitato al solo traffico entrante) senza che siano effettuate ricariche e quindi, non essendo precisata la durata del contratto, la clausola sarebbe nulla anche senza decreto Bersani e persino senza codice del consumo! A proposito, si badi bene che il contratto viene fuori SUCCESSIVAMENTE alla richiesta di attivazione della SIM tramite procedura informatica, che non richiede la specificazione dei consensi sul trattamento dei dati. Solo una volta stampato il contratto, il cliente ha facolta', barrando le apposite caselle (che infatti non escono precompilate, a differenza di tutti gli altri campi), di manifestare o meno i consensi facoltativi. I promoters dicono ai clienti di firmare e basta (poi le caselle evidentemente le barrano loro, se non addirittura le lasciano in bianco), ma ci sono anche quelli piu' attenti come me che contrassegnano le scelte e magari ne negano anche qualcuno: qualcuno si accorgera' mai di quel in una pagina interna di un contratto sepolto in mezzo a migliaia di altri? Ho i miei dubbi...
Ps: ho la residenza a Bologna e quindi adisco il CoReCom Emilia-Romagna. Chiedendo agli operatori il rimborso delle spese di viaggio dal momento che per motivi familiari sono domiciliato qui).
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