Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Una consumatrice delusa

29 maggio 2008
Domanda 29 maggio 2008
Buongiorno a tutti, scrivo questa lettera perche' amareggiata dagli avvenimenti che accadono intorno a noi e che ormai accettiamo come se fosse il naturale corso degli eventi a trascinarci e noi non potessimo sottrarci al nostro destino. Lo so penserete che la sto facendo piu' tragica di quanto non sia eppure se vi fermate a riflettere concorderete con me. E' questo un periodo non buono per l'Italia che fatica non poco nel tentativo, vano per ora, di essere al passo con gli altri paesi europei.
I prodotti della nostra bella penisola perdono quota a favore di prodotti provenienti dall'estero con tutto cio' che ne consegue. Sempre piu' spesso sulle etichette dei nostri capi e' possibile notare la dicitura Made in China Una volta la ritrovavi sui capi acquistati in uno di quegli innumerevoli mercatini che si tengono ogni giorno nelle nostre citta', oggi invece ti ritrovi a leggerla sulla stoffa pregiatissima di un capo firmato che credevi essere vanto per l'talia in quanto rappresentanza della grande moda Made in Italy in tutto il mondo. Ed e' cosi' che ti rechi nel negozio piu' rinomato della tua citta', rivenditore autorizzato delle famosissime non che carissime Tod's Hogan. Ed e' cosi' che credendo di acquistare il meglio che il mercato offra a livello di calzature per bambini ti ritrovi a mettere al piede di tuo figlio un paio di scarpe sulla cui etichetta interna, ben nascosta, leggi con tuo grande stupore Made in China. Pensando di non aver compreso bene quanto dice l'etichetta e non credendolo possibile accusi la povera commessa del negozio di volerti truffare con un paio di calzature contraffatte e dicendole di essere una grande sostenitrice del marchio e del Made in Italy le chiedi come potesse credere di prendere per il naso proprio te che sei un'esperta in materia.
Alcuni giorni dopo ti ritrovi poi davanti alla tv ad ascoltare un'intervista a Diego Dalla Valle nella quale con molta disinvoltura afferma che anche lui ormai produce in Cina gran parte delle scarpe destinate al mercato dei bambini, si giustifica affermando che in questo modo le scarpe costano meno e che comunque sono di ottima qualita'.
A questo punto penso: Non esiste piu' il prodotto italiano, ne' tanto meno la Qualita' quella vera. Non volendo disprezzare la lavorazione cinese, ricordo che l'Italia ha anni di storia nella produzione di calzature che oramai E' andata a farsi benedire, e allora? Allora come al solito noi italiani, almeno quelli come me che ancora ci credevano e ancora erano disposti ad investire per un prodotto di qualita' benche' caro, restano cornuti e mazziati. Non solo non possiamo piu' contare su un prodotto di qualita' interamente ed esclusivamente italiano ma paghiamo come tale un prodotto che invece avrebbe dovuto costarci per lo meno un 30%-40% in meno.
Hai voglia poi ad incentivare le persone ad acquistare prodotti della propria terra che tirino avanti l'economia, ma se il prodotto italiano per antonomasia non esiste piu' cosa mi chiedete di acquistare? E cosi' che ci impoveriamo sempre piu' ed e' questa la spiegazione del perche' altri si arricchiscono ma senza voler polemizzare concludo dicendo: io non so dove andremo a finire ma so per certo cio' che ho fatto: le scarpe della Tod's / Hogan a mio figlio non le ho piu' comperate e non ho intenzione di farlo finche' campo perche' non mi sono mai sentita cosi' presa in giro. Grazie a tutti
Una consumatrice delusa

Risposta ADUC
La ringraziamo della lettera che ci ha inviato e che pubblichiamo su Cara Aduc.
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