Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Canone Rai Risposta ad Interpello

2 settembre 2009
Domanda 2 settembre 2009
Spett.le Aduc,
come da voi richiesto vi invio informazioni + dettagliate.
L'anno scorso è arrivata a casa la funzionaria della Rai per rilasciarmi il cedolino per il canone.
Mia moglie è straniera e molto gentilmente l'ha fatta entrare e le ha fatto notare che non avevamo la TV e che usavamo il pc per ottenere le notizie.
La funzionaria ha obiettato dicendo che c'era un decreto legge n.246/1938
che prevede il pagamento del canone di abbonamento alle radiodiffusioni laddove in possesso di un "apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni".
Io mi sono informato sull' esistenza di tale decreto legge.
E ne sono rimasto sorpreso.
A malincuore ed in buona fede ho creduto che l'unica possibile interpretazione fosse quella datami dalla funzionaria.
Ossia avevo un pc, dovevo pagare. L'ho fatto.
Questa è stata una mia ingenuità.
Perchè mi sono fidato e tra l'altro non volevo violare la legge (sebbene questa mi fosse piu' che sfavorevole).
Quest'anno in molti mi hanno incoraggiato nel cercare informazioni a riguardo, perchè conoscendomi si sono meravigliati alla notizia del pagamento del canone
anche da parte mia.
Nella ricerca sono arrivato all'Aduc dove ho trovato la possibilità di inviare l'interpello all'agenzia delle entrate, nel caso si possegga solo un PC.
Possibilità legata al fatto che non si conosca con precisione quali sono gli
"apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni" soggetti al canone/tassa tv.
L'ho fatto.
Ho spedito l'interpello.(SENZA disdire l'abbonamento).
Mi è arrivata la risposta dell'Agenzia delle Entrate.
Il parere delle agenzie delle Entrate è stato:
Ai sensi decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246 con la sentenza del 26 giugno 2002, n. 284 della corte costituzionale non può condividersi la soluzione interpretativa proposta dall'istante.
SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE
L'istante ritiene che solo gli apparecchi televisivi (cd. "televisione")siano soggetti al pagamento del canone di abbonamento alle radiodiffusioni.
Le CONCLUSIONI sono:
Tuttavia, per quanto attiene all'individuazione della tipologia di apparecchi il cui possesso determina l'obbligo di corrispondere il canone per l'abbonamento televisivo, si fa presente che tali determinazioni esulano dalla competenza istituzionale della scrivente.
Occorrerà, pertanto, attendere le opportune delucidazioni del Ministero delle
Comunicazioni al fine di conoscere - sotto il profilo tecnico - quali siano, nell'attuale stato di avanzamento tecnologico, gli apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni, come tali assoggettabili al canone.
Si precisa infine, in considerazione delle motivazioni espresse, che la presente risposta viene fornita nell'ambito della più generale attività di consulenza giuridica di cui alla circolare n. 99 del 18 maggio 2000 e non produce pertanto gli effetti tipici dell'interpello ex art. 11 della legge n. 212/2000.
Secondo voi cosa dovrei fare?
Grazie.
Lorenzo, da Civita Castellana (VT)

Risposta ADUC
in maniera molto discutibile, l'Agenzia delle entrate risponde trasformando l'interpello in consulenza giuridica generale. Questo significa che per questa Agenzia la sua interpretazione non ha valore.
Sta a lei decidere cosa fare, ma se decide di non pagare dovra' affrontare forse una battaglia legale. In altre parole, lei contesta il fatto che si tratta di interpello e in mancanza di risposta ha valore la sua interpretazione (e quindi smetta di pagare il canone, informando di questo il SAT). Se loro faranno un recupero del credito, lei si opporra' facendo valere l'interpello.
L'alternativa e' dargliela vinta e pagare una tassa che nessuno sa se e' dovuta.
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