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Cara ADUC

Alloggi attigui

24 gennaio 2016
Domanda 24 gennaio 2016
Nel 2004, quattro mesi prima del matrimonio io ed mio marito, rispettivamente con quote in frazione pari a ½ e ½, abbiamo acquistato, fruendo dei benefici “prima casa” un immobile parte di un fabbricato in condominio. Nello specifico, trattasi di un appartamento cat. A/2 al secondo piano con relativa pertinenza di autorimessa al piano terra (in cat. C/6).
Nell’ottobre 2004 ci siamo sposati in regime di separazione dei beni e abbiamo ivi trasferito la nostra residenza.
Nel novembre 2010 è nato il nostro primo figlio, a cui ha fatto seguito il secondo nel maggio 2013, con la conseguenza che l’immobile acquistato nel 2004 risulta ora oggettivamente non idoneo a soddisfare le esigenze abitative della nostra famiglia.
Sennonché ora vi è la possibilità di ampliare l’appartamento, essendo in vendita il piccolo immobile contiguo al nostro: stesso condominio, stesso piano, anch’esso in cat. A/2, anch’esso con autorimessa di pertinenza C/6. Per renderli comunicanti sarebbe sufficiente demolire una parete divisoria interna.
Ove occorre possa, preciso che:
- l’unità abitativa che si otterrebbe con l’accorpamento dei due immobili contigui non formerebbe un alloggio considerabile di lusso di cui al D.M. 2 agosto 1969;
- io e mio marito siamo entrambi non titolari di diritti su altri immobili posti nel Comune, escludendo ovviamente l’alloggio da ampliare.
- io e mio marito siamo entrambi non titolari di diritti su altri immobili sul territorio nazionale, precedentemente acquistati godendo delle agevolazioni prima casa.
Siccome è mia intenzione acquistare il 100% del suddetto immobile contiguo all’appartamento di cui sono coproprietaria con mio marito, chiedo cortesemente se io possa usufruire delle agevolazioni “prima casa”. Mi riferisco specificatamente alle imposte che gravano sulla compravendita (di registro, catastale e ipotecaria) e non alle agevolazioni IMU previste per la prima casa. Non è mia intenzione effettuare la fusione catastale: lascerei i due immobili con distinta iscrizione al Catasto e, quindi, con diverse rendite catastali.
In tal caso ai fini IMU effettuerei, se possibile, la sola fusione fiscale con annotazione negli atti catastali delle rendite che potrebbero essere attribuite agli immobili nel caso in cui avvenisse la loro fusione (cambierebbe l’imponibile su cui graverebbe l’aliquota ridotta, data dalla sommatoria dei rispettivi imponibili riferiti ai due distinti immobili).
Diversamente, una delle due unità sarà considerata seconda casa e su di essa graverà l’applicazione dell’aliquota ordinaria.
Ma, come detto, nel mio quesito mi riferisco in primis alle agevolazioni “prima casa” relativamente alle imposte che gravano sulla compravendita, con particolare riferimento all’imposta di registro: 2% anziché 9%. La questione IMU è secondaria.
Ringrazio per l'attenzione e per la risposta.
Cordiali saluti
Chiara, da Brescia (BS)

Risposta ADUC
il diritto alle agevolazioni prima casa nell'acquisto dell'immobile contiguo è indiscutibile, ma dubitiamo che sia compatibile con la pretesa di mantenere separate catastalmente le due unità abitative, oltretutto a seguito di una necessaria ristrutturazione che autorizzi interventi di apertura tra i due volumi abitati.Se le sue richieste non vengono soddisfatte, potra' inoltrare reclamo all'Enac:
http://www.enac.gov.it/I_Diritti_dei_Passeggeri/La_Carta_dei_Diritti_del_Passeggero/Reclami/index.html
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Ha risposto Alessandro Gallucci: https://www.aduc.it/info/gallucci.php
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