Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Alice mobile - malfunzionamento

27 dicembre 2008
Domanda 27 dicembre 2008
Ho firmato un contratto con Tim per il collegamento a Internet via "chiavetta" (Alice mobile) nel mese di marzo u.s. Dopo varie difficoltà iniziali, sono riuscito ad usufruire del servizio, presso la mia abitazione di Milano, in modo appena soddisfacente. Il collegamento cadeva frequentemente e, dato che l'addebito avviene per blocchi di 15 minuti, era necessario ristabilire il collegamento stesso, pagando quanto restava a completare i 15 minuti o i suoi multipli. Talvolta non riuscivo a stabilire il collegamento per intere ore o addirittura per una intera giornata. Comunque, bene o male, ho potuto svolgere il mio lavoro. Questo fino all'ultima settimana di novembre u.s. A partire da tale data, e quindi da circa un mese, il collegamento presso la mia abitazione di Milano non è più stato possibile, neppure per pochi minuti. La causa non dipende da malfunzionamenti nè della "chiavetta" nè del PC, bensì dalla inspiegabile mancanza di campo a partire da tale data; infatti in zona diversa dalla mia abitazione il collegamento funziona regolarmente. Ho telefonato più volte al servizio clienti della TIM (119) e, per quanto è stato possibile parlare con un operatore, ho ricevuto risposte con diagnosi sempre differenti e vaghe promesse di interventi riparatori. Ho scritto alla stessa TIM, non ottenendo nessuna risposta. Poichè utilizzo per lavoro Internet e posta, ho quindi dovuto provvedere a collegamenti di altra natura che mi hanno permesso in qualche modo di non interrompere le mie attività. Tuttavia devo continuare a pagare TIM fino allo scadere del contratto (2 anni) dato che il contratto capestro non prevede risoluzione dello stesso!!
Gradirei un vostro gentile parere in merito.
Distinti saluti.
Giuliano, da Milano (MI)

Risposta ADUC
La legge Bersani ha abolito le penali, ma permette ai gestori di addebitare i costi di disattivazione, sempre che 1) siano previsti nel contratto e che 2) siano giustificati al centesimo. Nel primo caso, ignorare la richiesta o rispondere con una lettera raccomandata A/R di diffida:
clicca qui. Nel secondo caso, contestare la richiesta (o chiederne puntuale giustificazione) tramite lettera di messa in mora al gestore:
clicca qui. In ogni caso, immediatamente segnalare la questione al Garante nelle comunicazioni: clicca qui
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