Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Alfa beta e fondi flessibili

9 aprile 2009
Domanda 9 aprile 2009
Salve,
per voi un quesito teorico (ma non troppo).
Ha senso considerare i valori alfa e beta in fondi comuni flessibili (%azioni variabile)? Infatti questi fondi non hanno un benchmark, quindi come può calcolarsi alfa e beta e soprattutto che senso ha confrontare questi due parametri tra due o più fondi flessibili?
Inoltre per quanto riguarda il parametro alfa, ritenete più interessante quello calcolato sul benchmark dichiarato dal fondo attivo o quello sull'indice più correlato all'andamento reale del fondo (come fa morningstar)?
Grazie per la vostra attenzione e per il complesso del vostro lavoro.
saluti,
Marco, da Firenze (FI)

Risposta ADUC
La selezione dei "migliori" fondi comuni d'investimento e' un argomento che non ci appassiona affatto.
Che senso ha fare mille analisi sull'andamento passato del fondo quando poi, una volta acquistato il fondo il gestore puo' cambiare completamente ed il fondo si trasforma in qualcosa di completamente diverso?
Quando proprio dobbiamo analizzare un fondo il benchmark di riferimento lo costruiamo, a prescindere da quello che dichiara il gestore, in base alle caratteristiche del fondo ed all'asset allocation per la quale lo stiamo valutando.
Non dobbiamo, infatti, mai dimenticare le ragioni per le quali si svolgono certe analisi.
Il compito dell'investitore non e' quello di assegnare i premi (o peggio: le "stellette") ai fondi, ma quello di scegliere il fondo piu' adatto alle proprie necessità (che poi dovrebbero tradursi in un asset allocation definita).
Facciamo un esempio. Se riteniamo di aver bisogno di un 20% di azioni europee e, per questo compito, scegliamo un fondo azionario europeo, indipendentemente da quello che dichiara il fondo come benchmark, noi dobbiamo usare l'indice delle aziende europee per fare valutare il fondo. Ricordiamoci, infatti, che abbiamo sempre l'alternativa di usare un fondo a gestione passiva.
Non ce l'ha ordinato il dottore di andare a complicarci la vita nella scelta del bravo gestore (che magari, poco dopo cambia societa' di gestione...).
Per i fondi flessibili vale un discorso simile. Se il fondo puo' variare fra il 30 ed il 70% di azionario un benchmark composto al 50% di azionario ed il resto di obbligazionario (semplifichiamo, ovviamente, perché poi bisogna capire cosa si intende, nello specifico, per azionario e per obbligazionario) puo' essere adeguato se nell'asset allocation per la quale si sta valutando il fondo serve quel profilo di rischio.
Ovviamente, come per tutte le analisi, e' necessario usare un po' di buonsenso e valutare i risultati in funzione del periodo storico relativo all'arco temporale che si sta analizzando.
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