Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Acquisto appartamento

18 agosto 2008
Domanda 18 agosto 2008
Salve,
a marzo 2005 ho acquistato sulla carta, un appartamento in condominio da una s.r.l. di costruzioni. All'atto del preliminare d'acquisto abbiamo stabilito che la consegna sarebbe dovuta avvenire entro il mese di dicembre 2006 e di comune accordo non abbiamo fissato penali per eventuali ritardi. Il 05 luglio 2008, il venditore mi invia una lettera per raccomandata con cui mi comunica l'ultimazione dei lavori e che si procederà alla consegna, quindi al rogito, entro i primi giorni di agosto. Con la stessa comunicazione il costruttore mi chiede una maggiorazione di circa 10.000,00 Euro rispetto al prezzo pattuito per la vendita adducendo che tanto gli era dovuto quali interessi maturati, perchè il ritardo nella consegna dal 2006 ad oggi, perchè le somme di denaro dovutegli, così come indicato nel preliminare, sono state da me erogate in ritardo. Oltretutto mi ha presentato una fattura di 500,00 Euro relativa alla differenza per l'isolamento del lastrico solare. Preciso a proposito che di tale innovazione non mi è stata mai notificata durante l'avanzamento dei lavori.
Meravigliato da tali contestazioni mi sono recato presso il suo ufficio dove ho chiesto contezza di ciò ed il costruttore, per tutta risposta mi ha riferito che era mio diritto intraprendere eventuale azione legale, qualora avessi ritenuto opportuno farlo. Quando gli ho ricordato la puntualità con cui avevo versato le somme di denaro per lo stato di avanzamento dei lavori mi ha riso in faccia dicendomi che lui comunque li aveva posti all'incasso in date successive e quindi tale data faceva fede.
Preciso che il costruttore è a conoscenza che vivo in un appartamento in affitto e che avevo ricevuto lo sfratto entro il mese di settembre 2008. Rivolgendomi ad un legale questi mi ha prospettato due percorsi, quello legale e quello dell'accondiscendenza. Nel primo caso mi è stato detto che la legittimissima azione legale, vista la lentezza di tali procedimenti, si sarebbe protratta per almeno quattro, cinque anni, mentre accondiscendendo sarei entrato subito in possesso dell'immobile in questione, risparmiando altri anni d'affitto ed un altro trasloco. Rincorrendo il mio grave stato di necessità e facendomi due conti in tasca, mi è convenuto stipulare e sottostare quindi a tali ingiustificabili richieste.
Cosa ne dite??? Avrei ancora un barlume di speranza per fare valere i miei diritti nonostante, per effettivo bisogno ho dovuto versare la somma di denaro che ritengo mi sia stata estorta???
Vi ringrazio per l'eventuale attenzione che vogliate rivolgere al mio caso.
Cordiali saluti
Gianni, da Francavilla Fontana (BR)

Risposta ADUC
c'e' una terza via che e' quella di "accondiscendere" riservandosi l'azione per la riscossione dei danni che le sono stati arrecati. Infatti non esiste che questo costruttore decida per conto proprio senza consultare i propri clienti e li metta di fronte al fatto compiuto. Per cui la causa (ammesso che venga adita), potra' anche durare tanto, ma lei nel frattempo non ricevera' ulteriori danni. Per cui, faccia i suoi conti al centesimo e proceda a partire da una messa in mora:
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