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La nuova IUC (imposta unica comunale) comprendente IMU, TARI e TASI: una guida
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Scheda Pratica di Rita Sabelli
11 marzo 2014 13:31
 
Ultimi aggiornamenti: 26/2/2016 con Legge di Stabilità 2016 e 20/7/2016 

Dal 2014 e' attiva la nuova imposta unica comunale, IUC, fondata su due presupposti: possesso degli immobili (collegato al loro valore e natura) e fruizione dei servizi comunali.

Essa si compone di
- IMU di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali.
- TARI tassa sui rifiuti, destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, a carico dell'utilizzatore di immobili.
- TASI riferita ai servizi comunali, ovvero tributo per i servizi indivisibili, a carico del possessore e dell'utilizzatore di immobili.

L'Imu e' l'imposta municipale gia' in vigore dal 2012, con alcuni piccoli ritocchi che hanno -tra gli altri- resa definitiva l'esenzione della casa di abitazione. La Tari e la Tasi vanno a sostituire la Tares, abrogata dal 2014.

Le norme sulla IUC sono contenute nella Legge di Stabilita' 2014 (legge 147/2013) che ne regola, come di prassi, gli aspetti generali. Tali norme sono completate dai regolamenti dei singoli comuni che dettagliano le modalità di applicazione (tariffe, riduzioni) e riscossione (scadenze delle rate, modalità di pagamento) dei singoli tributi.

I comuni possono affidare la riscossione delle componenti della IUC (Tari, Tasi) ai soggetti che gia' si occupavano nel 2013 di gestione rifiuti e di gestione dell'IMU.
Parte della disciplina e' comune (dichiarazione, riscossione coattiva, sanzioni), parte e' differenziata.

Indice scheda
REGOLAMENTI COMUNALI E LORO EFFICACIA
DICHIARAZIONE DI INIZIO POSSESSO
IMU - Imposta municipale propria
TARI - Tassa sui rifiuti
TASI - Tassa sui servizi comunali indivisibili
ACCERTAMENTI E SANZIONI
RIFERIMENTI NORMATIVI

REGOLAMENTI COMUNALI E LORO EFFICACIA
Come già detto, la normativa nazionale è completata dai regolamenti comunali che dettagliano l'applicazione della IUC e delle sue componenti, IMU, TARI e TASI.

In termini generali i regolamenti devono essere approvati entro il termine fissato dalle norme statali per l'approvazione del bilancio di previsione e, una volta adottati, devono essere comunicati telematicamente al Ministero dell'economia e finanze (MEF) per la pubblicazione sull'apposito sito www.finanze.it.
Per i tributi locali in generale (in questo contesto per la Tari) l'efficacia dei regolamenti e' legata alla loro approvazione e pubblicazione sull'albo pretorio online (sito del comune); la pubblicazione sul sito del MEF, che deve avvenire entro 30 giorni dalla deliberazione, e' meramente informativa.
Costituiscono eccezione l'IMU e la TASI per le quali la pubblicazione sul suddetto sito e' condizione di efficacia del regolamento: le aliquote applicabili per l'anno in corso sono efficaci, per la seconda rata di conguaglio (la prima rata e' calcolata con le aliquote deliberate per l'anno precedente) se pubblicate sul sito suddetto entro il 28/10.

Per ogni verifica si rimanda al sito suddetto e ai siti dei singoli comuni.

DICHIARAZIONE DI INIZIO POSSESSO
Per le componenti della IUC è sempre prevista una dichiarazione da compilare ad inizio possesso (generalmente in modo contestuale rispetto alle pratiche di trasferimento della residenza). Il termine di presentazione e' il 30/6 dell'anno successivo alla data di inizio del possesso o della detenzione dei locali e/o delle aree assoggettabili ai tributi. Nei casi di occupazione in comune la dichiarazione puo' essere presentata anche da uno solo degli occupanti.

La dichiarazione, da farsi compilando modelli messi a disposizione dal Comune, vale anche per gli anni successivi a meno che non si verifichino modificazioni dei dati dichiarati a cui consegua un diverso ammontare dei tributi. In tal caso si deve presentare una nuova dichiarazione, sempre entro il 30/6 dell'anno successivo a quello in cui sono intervenute le variazioni.
Nelle dichiarazioni riguardanti le unita' immobiliari a destinazione ordinaria (tutta la categoria catastale A, comprese quindi le abitazioni) devono essere indicati come minimo i dati catastali, il numero civico di ubicazione dell'immobile e il numero dell'interno, ove esistente.

Ai fini della Tari restano fermi i dati delle superfici dichiarate o accertate ai fini delle precedenti imposte dei rifiuti (tarsu, tia, tares) e i modelli di dichiarazione sono predisposti dai Comuni. Per l'IMU e la TASI invece i modelli sono unici a livello nazionale e predisposti dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. E' lo stesso Ministero che ha chiarito che il modello da prendere in considerazione per ambedue le imposte (imu e Tasi) è quello previsto per l'IMU (Circolare n.2/DF del 3/6/2015).

In tutti i casi se risultano già presentate in passato dichiarazioni di possesso (per ICI, IMU, e tassa dei rifiuti) senza che nel frattempo siano intervenute modifiche ai dati rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta, una nuova dichiarazione NON e' necessaria. Lo diventa in caso contrario. Si trovano chiarimenti in merito nelle istruzioni di compilazione della dichiarazione IMU emanate dal Ministero.

Gli enti non commerciali devono presentare la dichiarazione per via telematica (vedi DM 26/6/2014).

IMU - IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA
Rimane sostanzialmente invariata rispetto al 2013. Le novita' sono che va a regime (fino al 2013 era ancora sperimentale) con la formula in vigore a fine 2013, ovvero con l'esenzione per le case di abitazione -e assimilate-  che diventa definitiva.

Per approfondimenti si veda la scheda
Imu: guida all'uso

TARI - TASSA SUI RIFIUTI
La Tari e' la nuova tassa sui rifiuti che con la Tasi (tassa sui servizi indivisibili) va a sostituire dal 2014 la Tares, pur se i presupposti di applicazione rimangono simili.

CHI PAGA
Il soggetto obbligato al pagamento e' colui che possiede o detiene i locali e le aree; gli eventuali co-possessori o co-detentori sono obbligati in solido al pagamento dell'obbligazione che comunque rimane unica.
In caso di detenzione temporanea di durata non superiore a 6 mesi nel corso dello stesso anno solare la Tari e' dovuta solo dal possessore a titolo di proprieta', uso, usufrutto, abitazione o superficie.
Nel caso di locali in multiproprieta' e di centri commerciali integrati e' responsabile del pagamento il soggetto che gestisce i servizi comuni, fermi restando obblighi e diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree.

SU COSA SI PAGA
Il presupposto della Tari e' il possesso o detenzione a qualsiasi titolo di locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibite, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse le aree scoperte pertinenziali od accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva.

QUANTO SI PAGA
Criterio di determinazione delle tariffe
La tariffa della Tari e' commisurata ad anno solare e deve garantire la copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani (dalla raccolta allo smaltimento) nonche' dei costi di investimento.

Il comune puo' scegliere il criterio con il quale determinare la tariffa.
Puo' trattarsi del classico criterio fissato dal Dpr 158/1999, che prevede la copertura totale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani (criterio gia' utilizzato per le vecchie Tarsu, Tia e Tares), oppure del piu' recente criterio denominato “chi inquina paga” , che prevede la commisurazione della tariffa alla quantita' e qualita' medie ordinarie dei rifiuti prodotti per unita' di superficie, valutando gli usi e la tipologia di attivita' svolta e ovviamente tenendo anche conto del costo del servizio.

Nel primo caso la tariffa e' composta da una parte fissa, riferita al costo del servizio, calcolata rispetto alla superficie dell'immobile e una parte variabile, riferita alla quantita' di rifiuti prodotti, calcolata in modo presuntivo rispetto al numero dei componenti il nucleo familiare.
Nel secondo caso viene invece preso in considerazione il costo del servizio moltiplicato per unita' di superficie moltiplicato per un coefficiente di produttivita quantitativa e qualitativa dei rifiuti.

In ambedue i casi i calcoli sulla quantita' e qualita' dei rifiuti prodotti da ciascuna utenza sono presuntivi. Per il futuro -entro la fine di Giugno 2014 salvo intoppi o differimenti- dovrebbe arrivare un regolamento ministeriale con le regole di riferimento per i comuni al fine di realizzare sistemi di misurazione puntuale dei rifiuti prodotti o comunque una correzione ai criteri attuali.

I comuni che avessero gia' realizzato un sistema di misurazione dei rifiuti prodotti dalle utenze possono prevedere l'applicazione di una tariffa corrispettiva (non una tassa, quindi), al posto della Tari, riscossa dal soggetto affidatario del servizio.

Per i soggetti che detengono temporaneamente locali od aree pubbliche (per un periodo inferiore a 183 giorni nel corso dello stesso anno solare) i comuni stabiliscono una tariffa giornaliera.

Rimane vigente come nel passato l'applicazione del “tributo provinciale per l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell'ambiente” previsto dal D.lgs. 504/1992, applicato in misura percentuale deliberata dalla provincia sull'importo del tributo.

Superficie tassabile
Per tutte le categorie di immobili (a destinazione ordinaria e non, quindi abitazioni e non) iscritti o iscrivibili al catasto la superficie assoggettabile a Tari e' quella calpestabile.
Per l'applicazione della tariffa si considerano comunque le superfici dichiarate o accertate ai fini dei precedenti tributi sui rifiuti.
Il criterio cambiera' poi al momento in cui sara' completata la fase di riallineamento dei dati catastali tra comuni ed agenzia delle entrate. L'utilizzo delle superfici catastali decorrerà infatti dall'anno successivo a quello dell'adozione di un apposito provvedimento dell'Agenzia delle entrate che dovra' attestare la completa attuazione del suddetto riallineamento.

Accertamenti
In fase di accertamento il comune puo' considerare come superficie assoggettabile a Tari quella pari all'80% della superficie catastale determinata secondo i criteri del Dpr 138/1998.
Per l'attivita' di accertamento i comuni possono contare sulla collaborazione (in termini di scambio dei dati) dell'agenzia delle entrate (che ha incorporato quella del territorio) secondo i programmi gia' messi in atto relativamente ai tributi precedenti.
Piu' precisamente e in merito al suddetto criterio della determinazione dell'80% della superficie catastale, e' in corso l'attivita' di revisione del catasto con allineamento dei dati in mano ai comuni con quelli tenuti dal catasto. Al termine di tale attivita' agli interessati verra' comunicata dai comuni la nuova superficie imponibile.

COME E QUANDO SI PAGA
Per il versamento della Tari il comune stabilisce il numero e le scadenze delle rate, consentendo di norma almeno due rate a scadenza semestrale in modo anche differenziato rispetto alla Tasi. E' comunque consentito il pagamento in un'unica soluzione entro il 16 Giugno di ciascun anno. Per il pagamento deve essere consentito l'utilizzo dei modelli F24, di bollettini di c/c postale, ed anche di strumenti elettronici bancari o postali.

A differenza dell'Imu e della Tasi la TARI è pre-calcolata dal Comune con invio di bollettini al domicilio del contribuente. 

Per ogni dettaglio si prendano a riferimento le delibere comunali pubblicate sui siti istituzionali dei Comuni o sul sito del MEF già detto.

ESENZIONI E RIDUZIONI
Stante il fatto che i comuni sono liberi di prevedere esenzioni e/o riduzioni che tengano conto della capacita' contributiva delle famiglie -valutata anche tramite l'Isee- e ovviamente dei vincoli di copertura del costo del servizio fissati per legge (che possono essere solo parzialmente “sforati” e compensati da altre tasse).

Esenzioni
Come esenzione la legge prevede solo quella per le superfici ove si formano in via continuativa e prevalente i rifiuti speciali al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese i relativi produttori. Per i produttori di rifiuti speciali assimilati agli urbani invece i comuni possono prevedere delle riduzioni della tariffa proporzionati alla quantita' di rifiuti che il produttore dimostra di aver avviato al riciclo.

Riduzioni obbligatorie per legge (incrementabili dal comune con regolamento)
* Tariffa ridotta al 20% di quella deliberata dal comune, al massimo, in caso di:
- mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti.
- effettuazione dello stesso in violazione delle norme.
- interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione di danno o pericolo riconosciuta dall'autorita' sanitaria.
* Tariffa ridotta al 40% di quella deliberata dal comune, al massimo, nelle zone dove non e' effettuata la raccolta. La tariffa ridotta e' graduale e determinata in relazione alla distanza dal piu' vicino punto di raccolta rientrante nella zona servita.
* Riduzioni, di entita' decisa dal comune, in caso di raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche.
* Riduzioni calcolate in relazione alle quantita' di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero.

Riduzioni facoltative decise con regolamento comunale (anche relativamente all'entita'):
- abitazioni con unico occupante;
- abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo;
- locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;
- abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per piu' di sei mesi all'anno, all'estero;
- fabbricati rurali ad uso abitativo;
- bassa capacita' contributiva delle famiglie (valutata con Isee).

TASI – TASSA SUI SERVIZI INDIVISIBILI
La Tasi e' la nuova tassa sui servizi (comunali) indivisibili attiva dal 2014 al posto della “maggiorazione” della Tares creata allo stesso scopo. Per servizi indivisibili si intendono tutti quei servizi comunali per i quali non e' possibile un ripartizione tra i cittadini (illuminazione pubblica, sicurezza, polizia locale, etc.).
I regolamenti comunali dovranno precisare quali servizi indivisibili copre la Tasi con indicazione, per ogni servizio, dell'importo dei costi coperti.

CHI PAGA
Il soggetto obbligato al pagamento e' colui che possiede o detiene i locali e le aree; gli eventuali co-possessori o co-detentori sono obbligati in solido al pagamento dell'obbligazione che comunque rimane unica.

In termini generali la Tasi è dovuta sia dal proprietario (o titolare di altro diritto di godimento sull'immobile) sia dall'occupante, se diverso, nella misura prevista dal regolamento comunale (tra il 10 e il 30% l'occupante, il resto il proprietario).
Tuttavia dal 2016 è esente l'abitazione principale; ne consegue che se l'unita' immobiliare e' abitata da un soggetto diverso dal proprietario come residenza anagrafica (abitazione principale), l'unico tenuto al pagamento è il proprietario stesso, applicando l'eventuale aliquota fissata dal Comune (variabile tra il 70% e il 90% dell'imposta dovuta) oppure, se questa mancasse, applicando il 90% sull'imposta dovuta.

In caso di detenzione temporanea di durata non superiore a 6 mesi nel corso dello stesso anno solare la TaSi e' dovuta solo dal possessore a titolo di proprieta', uso, usufrutto, abitazione o superficie. Nel caso di locali in multiproprieta' e di centri commerciali integrati e' responsabile del pagamento il soggetto che gestisce i servizi comuni, fermi restando obblighi e diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree.

In caso di leasing (immobiliare) la Tasi e' dovuta dal locatario a decorrere dalla data della stipulazione e per tutta la durata del contratto; per durata del contratto di locazione finanziaria deve intendersi il periodo intercorrente dalla data della stipulazione alla data di riconsegna del bene al locatore, comprovata dal verbale di consegna.

SU COSA SI PAGA
Il presupposto impositivo della TASI e' il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di fabbricati e di aree edificabili ad eccezione dei terreni agricoli. Sono escluse le arre scoperte pertinenziali o accessorie a locali imponibili, non operative, e le aree comuni condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva.

Dal 2016 è esente l'abitazione principale, intesa come unità immobiliare di residenza anagrafica per il possessore o per l'utilizzatore e relativo nucleo familiare. Si paga invece se l'abitazione principale è considerata “di lusso" (categorie catastali A/1, A/8 e A/9).

Sono inoltre esenti Tasi gli immobili dello stato, dagli enti locali (comuni province regioni) e da altri enti pubblici (comunita' montane, enti ssn). Sono inoltre esenti i fabbricati di categoria da E1 a E9 (destinati ad usi pubblici in generale, ponti, stazioni, aeroporti, etc.), i fabbricati ad usi culturali, quelli destinati esclusivamente all'esercizio di culto, quelli di proprieta' della Santa Sede, quelli appartenenti agli stati esteri o alle organizzazioni internazionali. Sono esenti anche gli immobili utilizzati da enti pubblici e privati diversi dalle societa', trust che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attivita' commerciale ed gli organismi di investimento collettivo del risparmio, residenti nel territorio dello Stato. Sono esenti infine anche i rifugi alpini non custodici, i punti d'appoggio e i bivacchi.

QUANTO SI PAGA
Come regola generale fissata dalla legge, l'aliquota base della Tasi e' pari all'1 per mille, calcolata sulla base imponibile IMU.

Nel fissare le aliquote i comuni devono rispettare un importante vincolo in base al quale la somma delle aliquote Tasi e Imu per ciascuna tipologia di immobile non deve essere superiore all'aliquota massima IMU consentita dalla legge statale alla fine del 2013.
Per le seconde case, ed in generale per tutti gli immobili sottoposti all'aliquota base IMU, tale soglia e' quindi il 10,60 per mille. Per le case di abitazione non esenti (di lusso, ville, castelli, etc.) la soglia e' il 6 per mille. 

Per il 2016 si applicano le stesse tariffe e regole valide per il 2015 (e 2014). Le suddette soglie massime possono quindi essere superate dai comuni per lo 0,8 per mille totale, distribuito come meglio credono.
Anche per il 2016, quindi, sugli edifici residenziali:
- ferme le altre soglie, la soglia massima Tasi+Imu per le seconde case puo' arrivare fino all'11,40 per mille;
- ferme le altre soglie, la soglia massima Tasi+Imu per le case di abitazione di lusso, castelli, etc. (categorie catastali A1,A8 e A9) puo' arrivare fino al 6,8 per mille;

Nota: Sono diverse le combinazioni ottenibili distribuendo l'addizionale dello 0,8 per mille tra le varie categorie di immobili. Tuttavia e' da ipotizzare che i comuni non la utilizzeranno per le case di abitazione ma bensi' per le seconde case o per gli immobili destinati ad altri usi (commerciali). Cio' anche perche' la condizione per poter applicare l'addizionale dello 0,8 per mille e' prevedere detrazioni destinate appunto alle case di abitazione.

Il calcolo della TASI avviene utilizzando come base imponibile la stessa che si utilizza per l'IMU, sottraendo poi le eventuali detrazioni previste dal comune.

Dal 2016 per gli immobili concessi in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori, figli) che li abitano (abitazione principale) la base imponibile è ridotta al 50%, a condizione che non si tratti di immobili considerati “di lusso”, che il contratto di comodato -anche se verbale- sia registrato e che il comodante/proprietario possieda solo quell'immobile o al massimo anche quello di propria residenza anagrafica posto nello stesso Comune.
Una risoluzione ministeriale spiega che per quanto riguarda la Tasi il comodatario che abita l'immobile non deve pagare nulla (trattandosi di abitazione principale). Il comodante/proprietario invece deve pagare la Tasi calcolata sulla base imponibile ridotta al 50% applicando le aliquote previste dal Comune per il 2015, nella misura percentuale eventualmente fissata tra il 70 e il 90%. Se non fosse stata fissata alcuna percentuale quella applicabile è il 90% di legge.
(Vedi Risoluzione Ministero economia e finanze n.1DF del 17/2/2016).

Sempre dal 2016 per gli immobili locati a canone concordato (contratti 3+2, per studenti, transitori) l'imposta dovuta dal proprietario e' ridotta del 25% (se ne paga il 75%).

Note:
- dal 2016 la Tasi non si paga sull'abitazione principale, a meno che non sia di lusso. Fino a tutto il 2015 il tetto massimo dell'aliquota su tali abitazioni (Imu+Tasi+addizionale) era del 3,3 per mille.
- i comuni sono liberi di abbassare l'aliquota Tasi al di sotto dell'aliquota base fino anche ad annullarla;
- se i comuni utilizzano la maggiorazione dello 0,8 per mille devono anche prevedere detrazioni per le case di abitazione analoghe a quelle previste per l'IMU nella sua prima introduzione.
- per i fabbricati rurali ad uso strumentale l'aliquota massima Tasi non puo' comunque eccedere il limite dell'1 per mille.
- dal 2016 per gli immobili-merce, ovvero i fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, non locati, l'aliquota è ridotta all'1 per mille. I Comuni possono modificarla in aumento fino al 2,5 per mille o azzerarla.

COME E QUANDO SI PAGA
Per il versamento della Tasi, a regime, le rate sono due (la prima al 50% e la seconda a conguaglio) con scadenze e criteri di calcolo analoghi all'IMU, ovvero il 16/6 per l'acconto, calcolato con le aliquote relative all'anno precedente, e il 16/12 per il saldo calcolato a conguaglio con le aliquote valevoli per l'anno in corso. I regolamenti comunali possono consentire anche il pagamento in un'unica soluzione entro il 16 Giugno di ciascun anno.
Per consentire il conguaglio a fine anno i comuni devono inviare i propri regolamenti al Ministero dell'economia, per la pubblicazione sul sito del MEF www.finanze.it entro e non oltre il 28/10 di ciascun anno. Se cio' non avviene anche la seconda rata di conguaglio (del 16/12) puo' essere calcolata con le aliquote dell'anno precedente.

Dal 2015 dovrebbero, per legge, arrivare a casa i moduli di pagamento precompilati. Dubitiamo però che ciò avvenga per l'evidente difficoltà di conteggio dove sono presi in considerazione dai difficilmente reperibili dagli uffici comunali, soprattutto relativamente alle detrazioni, come la presenza di figli, di badanti, di inquilini. Questa problematica, che doveva esser risolta con l'introduzione della “local tax”, rimane. Ci auguriamo che presto intervengano in merito chiarimenti.

Pagamento
Per il pagamento puo' essere consentito l'uso del modello F24 effettuando, se ci sono, compensazioni, oppure l'utilizzo di un bollettino di c/c postale.
Sui siti dei Comuni si trovano spesso applicazioni che consentono il calcolo e la compilazione automatica dei modelli F24.

ESENZIONI E RIDUZIONI
Il comune puo', con proprio regolamento, prevedere riduzioni ed esenzioni nei casi di:
- abitazioni con unico occupante;
- abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo;
- locali, diversi dalle abitazioni, adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;
- abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per piu' di sei mesi all'anno, all'estero;
- fabbricati rurali ad uso abitativo;

La legge precisa che i comuni, nel prevedere le riduzioni, debbano:
- tener conto della bassa capacita' contributiva delle famiglie, misurata con l'Isee;
- riservare delle detrazioni per le abitazioni principali e per i familiari dimoranti abitualmente (o residenti) nell'abitazione principale. A questo scopo lo Stato riconosce un finanziamento di 500 milioni di euro da ripartire tra i comuni.

Dal 2015 è scattata l'esenzione dalla Tasi (già esistente per l'IMU) dei fabbricati colpiti dal terremoto del 6/4/2009 in Abruzzo distrutti a seguito di ordinanze di sgombero (perché inagibili), fino alla loro definitiva ricostruzione.

ACCERTAMENTI E SANZIONI
Ispezioni
Ogni comune designa un funzionario responsabile che puo' decidere di inviare al contribuente dei questionari e/o organizzare ispezioni.
In caso di mancata collaborazione del contribuente l'accertamento puo' anche essere effettuato in base a presunzioni semplici (art.2729 cc).

Accertamenti
Per l'attivita' di accertamento inerente la IUC -quindi i suoi componenti IMU, TARI e TASI- si applicano le regole gia' esistenti per i tributi locali, quindi:
- notifica avviso di accertamento entro il quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.
- notifica cartella esattoriale entro il terzo anno dal momento in cui l'avviso di accertamento e' diventato definitivo (non pagato o impugnato con rigetto del ricorso).

Si ricorda che ancora fino al 31/12/2016 le attivita' di riscossione coattiva (accertamento e azioni esecutive successive alla notifica della cartella esattoriale) possono essere delegate agli agenti della riscossione come Equitalia oppure eseguite autonomamente. In quest'ultimo caso al posto della cartella esattoriale viene notificata un'ingiunzione fiscale che ha comunque gli stessi “poteri esecutivi” della cartella. Dal 1/1/2017, salve ulteriori proroghe, questa forma di riscossione diretta dovrebbe diventare obbligatoria (*).

Per gli approfondimenti si veda la scheda Tributi locali: nuove regole sugli accertamenti, sulla riscossione coattiva e sui rimborsi

Sanzioni
Le sanzioni fissate dalla Legge di Stabilità 2014 sono state modificate, in ultimo, dal D.lgs.158/2015.
Quelle base possono essere ridotte applicando il ravvedimento operoso.
Per ogni dettaglio si veda la scheda Sanzioni tributarie amministrative per le abitazioni

RIFERIMENTI NORMATIVI
Per la IUC
- Legge di Stabilita' 2014 (legge 147/2013) art.1 commi 639/640/690 e 684/685/686/687 (dichiarazione) e 691/705 (gestione, riscossione coattiva, sanzioni)
- D.lgs.446/1997 art. 52 (potesta' regolamentare dei comuni)
Per la TARI
- Legge di Stabilita' 2014 (legge 147/2013) art.1 commi 641/668, 682/683 e 688/689
Per la TASI
- Legge di Stabilita' 2014 (legge 147/2013) art.1 commi 669/679 e 681/682/683 e 688/689

- Dl 16/2014 convertito nella Legge 68/2014 (modifiche a regime di calcolo e pagamento Tasi e istituzione di regole per il 2014; modifiche parziali al regime Tari).
- Dl 88/2014 (ulteriori modifiche per il pagamento Tasi 2014)
- Dl 66/2014 convertito nella Legge 89/2014 art.4 comma 12quater (assorbimento Dl 88/2014)
- Legge di Stabilità 2015, Legge 190/2014 art.1 commi 448 e 679 (specifiche Tasi 2015)
- Milleproroghe 2015, Dl 192/2014 convertito nella Legge 11/2015, art. 10 comma 12-quinquiesdecies (specifiche Tari 2015)
- Legge di Stabilità 2016 (legge 208/2015) art.1 commi 10/11/12/13/15/16/26/53 (Imu) e commi 14/28/54 (Tasi)

- Nota Min.economia e finanze del 28/2/2014 (prot.4033/2014) per istituzione del sito con i regolamenti comunali
- Nota Min.economia e finanze del 24/3/2014 (prot.5648), con chiarimenti su acconti TARI
- DM Min.economia del 23/5/2014 (approvazione bollettino postale per pagamento Tasi)

(*) Riscossione diretta da parte dei comuni: vedi DL 70/2011 convertito nella legge 106/2011 art.7 comma 2 lettera gg-ter e segg.. Il termine e' stato prorogato prima dal Dl 201/2011 art.10 comma 13octies (dal 1/1/2012 al 31/12/2012), poi dal Dl 174/2012 convertito nella legge 213/2012, art.9 comma 4 (al 30/6/2013), dal Dl 35/2013 convertito nella Legge 64/2013 all'art.10 comma 2ter (al 31/12/2013), poi dalla Legge 147/2013 art.1 comma 610 (al 31/12/2014), poi dalla Legge di Stabilità 2015 (legge 190/2014 art.1 comma 642) , poi dal DL 78/2015, art.7 comma 7, poi dal decreto Milleproroghe 2016 (dl 210/2015) art.10 comma 1. L'ultima proroga è del Dl 113/2016 art.18.
 
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