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ENERGIA ELETTRICA: UNA GUIDA
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Scheda Pratica di Rita Sabelli
15 ottobre 2008 0:00
 
IN AGGIORNAMENTO

Ultimi aggiornamenti: 7/5/2013 e 11/6/2015


Dal 1 Luglio 2007 e' formalmente scattata la liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica in seguito ai dettami europei e -per quanto riguarda l'Italia- al d.l. 73/07 convertito nella legge 125/07 nonche' a numerose delibere dell'Autorita' garante per l'energia ed il gas.
 
In sostanza cio' rende libero ciascun utente di scegliere il venditore di energia che applica le migliori condizioni contrattuali e tariffarie in rapporto al proprio caso.
In Italia l'attuazione e' stata (e in parte e') graduale, e l'organo garante, l'Autorita' per l'energia ed il gas, da una parte continua a garantire determinate condizioni fisse per gli utenti che non vogliono passare al mercato libero e dall'altra continua a garantire regole comuni per quanto riguarda gli standard di qualita' (tempi di esecuzione lavori, etc.), la condotta commerciale (come fare le offerte, etc.) e la continuita' del servizio.
 
Gli utenti che NON hanno sottoscritto contratti con un nuovo venditore e rimangono legati al vecchio gestore (per Enel "Enel servizio elettrico", per Acea "AceaElectrabel elettricita'", etc.) continuano infatti ad essere gestiti secondo modalita' e tariffe stabilite dall'Autorita' garante in un regime vincolato detto "servizio di maggior tutela", accessibile alle famiglie e alle piccole imprese.
Quelli invece che passano al mercato libero, ovvero che diventano clienti di un venditore che opera su detto mercato (per fare degli esempi: Enel Energia per Enel, Sorgenia, la nuova Eon Energia, Eni, etc.etc.) sono gestiti con condizioni contrattuali e prezzi liberamente stabiliti dal singolo venditore.
 
E' indispensabile, prima di fare qualsiasi scelta (rimanere vincolati o passare al mercato libero) conoscere le regole generali del "gioco" , saper dove andare a cercare le informazioni utili e -soprattutto- avere il modo di confrontare le varie offerte.

Indice scheda
- PASSARE AL MERCATO LIBERO, CAMBIARE FORNITORE
- CONDIZIONI CONTRATTUALI E PREZZI
- GLI STANDARD DI QUALITA' E GLI INDENNIZZI AUTOMATICI
- LA BOLLETTA E LE MODALITA' DI FATTURAZIONE DEI CONSUMI
- IL BONUS SOCIALE
- RECLAMI E CONTESTAZIONI
- UN CASO PARTICOLARE: IL RECLAMO PER CONTRATTI NON RICHIESTI
- APPROFONDIMENTI: FATTURE DI CONGUAGLIO ESORBITANTI
- APPROFONDIMENTI: CORRISPETTIVO MOROSITA' (CMOR) E FORNITURA DI ULTIMA ISTANZA
- LINK UTILI

PASSARE AL MERCATO LIBERO, CAMBIARE FORNITORE
PRIMA DI FIRMARE
Prima di passare al mercato libero o cambiare fornitore e' bene:
- informarsi sulle regole deontologiche che i venditori del mercato libero devono rispettare quando presentano le proprie offerte, valide anche quando si passa da un venditore del mercato libero ad un altro.
- valutare bene se davvero l'offerta corrisponde alle proprie esigenze ed e' migliore del contratto in uso.

Per arginare il fenomeno diffuso delle vendite ingannevoli ed aggressive l'Autorita' Garante per l'energia ed il gas ha infatti emanato un CODICE DEONTOLOGICO DI VENDITA unico che sostituisce i precedenti, in vigore dal Gennaio 2011.
Si tratta della Delibera 104/2010 che abroga e sostituisce la Delibera 105/06 (vendita di energia elettrica) e la Delibera 126/07 (vendita del gas).

Il codice deontologico disciplina:
- Il comportamento dei venditori; 
- I documenti da consegnare, e le informazioni da dare, PRIMA di firmare;
- Come devono essere comunicati i prezzi e la spesa stimata annuale:
- Il contenuto del contratto; 
- Come si esercita il recesso; 
- Come vanno comunicate le variazioni contrattuali- 

Per approfondimenti si rimanda alla lettura della scheda
VENDITA ENERGIA ELETTRICA E GAS: LE REGOLE DA CONOSCERE PER EVITARE INGANNI E FRODI
 
REGOLE DI PASSAGGIO
I passaggi al mercato libero sono disciplinati da precise regole -stabilite dall'Autorita' garante con la Delibera 144/07- che tutti i venditori devono seguire.

Dopo tutte le valutazioni del caso si firma il contratto col nuovo fornitore e questi comunica entro quanto subentrera' sull'utenza (i tempi previsti dall'Autorita' sono di uno o due mesi). 
Per i clienti domestici il preavviso massimo per la disdetta e' di 30 giorni (3 mesi per i non domestici che consumano fino a 200 mila metri cubi di gas all'anno).
Della disdetta si dovra' occupare il nuovo venditore, se il contratto e' a uso domestico, come di gestire tutte le pratiche amministrative e tecniche relative al passaggio, comunicando quanto necessario al distributore locale. Praticamente il nuovo venditore fa firmare al cliente una disdetta che poi trasmette al precedente fornitore, munendosi, in un certo senso, di un mandato.
La regola vale anche per chi passa da un fornitore del mercato vincolato ad un fornitore del mercato libero (e viceversa), tuttavia in questo caso la cosa e' facoltativa, quindi il punto deve essere chiarito col nuovo venditore e dal nuovo contratto firmato.
Attenzione, perche' l'invio della disdetta deve invece esser fatto direttamente dal cliente nel caso in cui la disdetta stessa venga inviata per cessare del tutto la fornitura senza passaggio al altro fornitore. Deve anche essere inviata direttamente dal cliente in tutti i contratti non domestici.

Gli impianti normalmente non vengono toccati e il passaggio e' solo amministrativo, quindi non dovrebbero esserci interruzioni di fornitura. A livello di fatturazione, il vecchio fornitore dovra' inviare una bolletta di conguaglio basata sull'ultima lettura del contatore (comunicata dall'utente o dal nuovo venditore) ed il nuovo dovra' far partire le sue fatturazioni da quella stessa lettura.
Detto questi, in caso di interruzione di fornitura o di doppia fatturazione vanno individuate le responsabilita' -potrebbe essere stata omessa una disdetta, per esempio- e va subito inviata una contestazione formale per raccomandata a/r.

I passaggi sono sempre gratuiti. Solo nel caso in cui si passi da un venditore del mercato libero ad un altro nei 12 mesi da quando e' stato sottoscritto il precedente contratto potrebbero essere addebitati dei costi che il venditore paga al distributore locale nella misura di 27 euro fissi. Se si torna al mercato di maggior tutela il costo non puo' essere addebitato.
 
TORNARE AL SERVIZIO DI MAGGIOR TUTELA
Tornare al servizio di maggior tutela e' sempre possibile –per i clienti domestici e le piccole imprese- e, come gia' detto, non ci sono costi di passaggio. Valgono, anche in questo caso, le regole di passaggio gia' dette contenute nella Delibera 144/07.
 
Per effettuare il passaggio ci si deve rivolgere al distributore locale o alla societa' di vendita ad esso collegata (operante ovviamente sul mercato vincolato) per attivare un nuovo contratto. Questo dovrebbe provvedere anche a disdettare il contratto precedentemente stipulato col venditore del mercato libero, ma e' sempre opportuno verificare che la cosa venga fatta (accertandosi, per esempio, che vengano fatta firmare la disdetta).
 
Il ritorno al servizio di maggior tutela e' invece praticamente "automatico" (scatta come meccanismo di protezione) in casi particolari di urgenza, quando l'utente rimane senza sua volonta' privo di fornitura o qualora il fornitore fallisse. In questi casi il distributore locale -tramite la propria societa' di vendita- subentra automaticamente.

Il distributore locale della propria zona puo' essere trovato attraverso un motore di ricerca del sito dell'Autorita' garante riportato tra i link utili di questa scheda.

Attenzione! Il meccanismo automatico con il quale attivando un nuovo contratto (anche in regime di maggior tutela) si disdice il vecchio (attraverso il nuovo fornitore) non funziona al rovescio.  Quindi, inviare la disdetta al fornitore che si vuol cambiare NON determina il ritorno al mercato vincolato, anche se nel testo della disdetta si precisasse che e' nostra intenzione farlo. La disdetta diretta puo' andar bene (come tale), ma se si vuole tornare al mercato vincolato ci si deve espressamente rivolgere, come gia' detto, al distributore locale.
 
A CHI MI RIVOLGO PER....
Per tutte le informazioni commerciali la controparte a cui rivolgersi e' ovviamente il venditore con cui e' stato sottoscritto il contratto, contattabile nelle modalita' che devono essere specificate nel contratto e nella bolletta (potrebbe esserci un numero verde o a pagamento, ma deve sempre esserci un indirizzo per le comunicazioni scritte).
 
Ci si deve rivolgere al venditore anche per tutte le prestazioni che riguardano la distribuzione (controllo contatore, riattivazione a seguito di morosita', ripristino fornitura a seguito di guasto sul contatore, lavori semplici sull'impianto, etc.). In questi casi il venditore funziona da tramite col distributore locale che eseguira' la prestazione.
 
Per segnalare guasti, avere informazioni tecniche, richiedere preventivi in assenza di contratto di fornitura, richiedere spostamento di linee non funzionali allo spostamento del contatore, richiedere lo spostamento di prese non attive non fatte dal subentrante, etc. il riferimento e' unicamente il distributore locale, e quindi il numero da contattare (indicato in bolletta) non varia pur se cambiasse il venditore di energia.
 
CONDIZIONI CONTRATTUALI E PREZZI
Per gli utenti rimasti col vecchio fornitore, ovvero quelli del "servizio di maggior tutela", sono valide le condizioni contrattuali minime ed i prezzi fissati dall'Autorita' per l'energia ed il gas.
 
Le condizioni contrattuali minime -previste dalla delibera 200/99- ed i tariffari dell'Autorita' garante sono riservati, oltre che ai clienti del "servizio di maggior tutela", anche ai clienti domestici (o piccole aziende) che hanno sottoscritto un contratto con un venditore del mercato libero che poi fallisce o chiude o che comunque decidono volontariamente di ritornare al mercato vincolato.
 
Per i clienti del mercato libero le condizioni contrattuali ed i prezzi sono invece liberamente decisi dal venditore.
 
Per approfondimenti si rimanda alla lettura della scheda "ENERGIA ELETTRICA: CONDIZIONI CONTRATTUALI DI FORNITURA E PREZZI"
 
GLI STANDARD DI QUALITA' E GLI INDENNIZZI AUTOMATICI
Come gia' detto, l'Autorita' per l'energia ed il gas mantiene il controllo della qualita', nel senso che continua a stabilire standard comuni minimi per tutti i venditori (sia del mercato vincolato che del mercato libero) inerenti i tempi di esecuzione dei lavori, degli allacciamenti, delle risposte ai reclami, etc.
Restano comuni anche gli importi degli indennizzi automatici che i venditori debbono versare se non rispettano i suddetti standard di qualita'.
 
Ovviamente ogni venditore e' libero di fissare standard ed indennizzi automatici propri a condizione che essi siano piu' favorevoli di quelli fissati dall'Autorita'. E' bene quindi consultare la carta del servizio (o carta di qualita') del proprio venditore, tenendo come base quella dell'Autorita'.

Da sapere anche che la riscossione dell'indennizzo non pregiudica in alcun modo la possibilita' di avanzare richieste di rimborso del danno per importi piu' consistenti, riferiti a casi specifici.

Gli indennizzi ottenibili sono diversi a seconda della violazione. I dettagli si trovano nelle schede pratiche linkate.
- per violazioni nell'ambito del servizio di fornitura (rilascio preventivi, esecuzione lavori semplici, attivazione, disattivazione e riattivazione della fornitura, etc.). Delibera AEEG 198/2011: clicca qui 
- per violazioni nell'ambito del servizio di vendita (tempi massimi di risposta ai reclami, di rettifica di fatturazione, etc.), Delibera AEEG 164/08: clicca qui
- per interruzioni di fornitura non ripristinate entro un tempo massimo. Delibera AEEG 333/07: clicca qui
 
LA BOLLETTA E LE MODALITA' DI FATTURAZIONE DEI CONSUMI
Tra le disposizioni comuni dettate dall'Autorita' sulla trasparenza vi sono, oltre a regole inerenti le offerte e i contratti (gia' viste), anche precise disposizioni riguardanti la fattura dell'energia, attualmente contenute nella delibera 202/09. La bolletta deve essere suddivisa in due parti: un quadro sintetico e uno di dettaglio.

Il quadro sintetico riporta:
- informazioni relative al cliente finale, al punto di prelievo/riconsegna (codici POD e PDR), alla tensione di potenza finale disponibile e alla tipologia contrattuale (denominazione offerta sottoscritta). Deve inoltre essere riportata la dicitura "mercato libero" oppure "servizio di maggior tutela" a seconda che si tratti di un contratto del mercato libero o di un contratto del mercato vincolato;
- periodo di riferimento della fatturazione dei consumi, termine di emissione e scadenza del pagamento, letture rilevate o autoletture, eventualmente articolate per fasce orarie, i consumi fatturati, quelli stimati, gli eventuali conguagli;
- i consumi annui con divisione in fasce orarie (se la tariffazione e' bioraria). Per le utenze attive da meno di un anno, si riportano i dati dall'inizio del rapporto;
- il totale dovuto per i servizi di vendita al netto delle imposte e gli eventuali sconti;
- il totale dovuto per i servizi di rete al netto delle imposte e in detrazione l'eventuale bonus sociale;
(se il contratto del mercato libero prevede un corrispettivo unico per servizi di vendita e di rete, viene inserita una voce unica)
- il totale delle imposte e il totale della bolletta.

In questo quadro devono anche apparire
- uno spazio per le comunicazioni dell'Autorita' garante (per la quale il venditore fa da tramite)
- uno spazio con tutte le informazioni su cosa fare in caso di guasti, richiesta di pronto intervento, presentazione di un relcamo (quindi numeri telefonici, indirizzi, etc.).

Il quadro di dettaglio riporta:
- i corrispettivi per il servizio di vendita. Per i clienti del mercato vincolato e' prevista una suddivisione ben precisa, specificata nella delibera 202/09, con suddivisione tra quota fissa (PCV, espressa in euro per cliente per mese), quota energia (PE, il prezzo dell'energia espresso in euro per Kwh consumati o stimati), e altre quote. Per i clienti del mercato libero la suddivisione dipende da come sono strutturate le tariffe contrattuali.
- i corrispettivi per il servizio di rete divisi in quota fissa, quota energia (euro per Kwh consumati o stimati) e quota potenza (euro per Kw per mese)
(se il contratto del mercato libero prevede un corrispettivo unico per i servizi di vendita e di rete, va inserita una voce unica)
- gli oneri diversi eventualmente dovuti (per esempio interessi di mora per pagamenti ritardati, diritti fissi, contributi di allacciamento, corrispettivi per servizi aggiuntivi, etc.)
- Imposte (accise, addizionali, iva);

Per i dettagli si veda l'Allegato 1 della delibera 202/09 linkata piu' avanti.

Inoltre
- se la bolletta e' a conguaglio, va riportata la redistribuzione dei consumi rilevati ed il ricalcolo effettuato per l'applicazione delle eventuali variazioni tariffarie, con decurtazione delle somme gia' fatturate distinte per tipo (servizi di vendita, servizi di rete, imposte).
- se la bolletta riguarda un contratto a tariffe biorarie (come tutti i contratti del mercato vincolato), la suddivisione dei conteggi va evidenziata rispetto alle fasce di consumo. Se la suddivisione e' fatta in base a fasce diverse da quelle previste dall'Autorita' garante, essa va specificata anche in testa al quadro. Stessa cosa se la differenzazione e' a scaglioni di consumo.
- gli eventuali sconti vanno evidenziati a fianco del corrispettivo a cui si riferiscono.
- l'eventuale bonus sociale dovuto deve essere specificato a parte.
- se vengono decurtati anche degli indennizzi automatici, essi devono essere specificati come previsto dalle specifiche delibere a cui sono riferiti (vedi sopra, delibera 333/07 o 164/08).

Altre informazioni:
- situazione dei pagamenti delle bollette precedenti;
- tutte le modalita' di pagamento possibili, compresa la possibilita' di rateizzare le bollette quando cio' sia possibile indicando tempi e modalita' con cui puo' essere fatta richiesta;
- in caso di morosita' vanno indicate le modalita' di comunicazione da parte del cliente dell'avvenuto pagamento, al fine di evitare l'attivazione delle procedure previste dal contratto, procedure delle quali dev'essere data informazione (riduzione della potenza, sospensione della fornitura, etc.);
- vanno comunicati eventuali aggiornamenti tariffari con relativo riferimento normativo;

Fonte: delibera AEEG 202/09 in vigore dal 1/1/2011 al posto della delibera 152/06, valevole per i clienti vincolati in bassa e media tensione e per il clienti del mercato libero in bassa tensione .
  
IL BONUS SOCIALE
Dal 1/1/2009 e' usufruibile un bonus nella bolletta della luce per i clienti disagiati. Ne possono usufruire:
a) utenti in condizioni di disagio economico, ovvero quei nuclei familiari che dispongono di un ISEE di valore inferiore od uguale a 7.500 euro, per una sola utenza nella casa di residenza con potenza impegnata fino a 3 kw (4,5 Kw se il numero di familiari con stessa residenza supera i 4);
b) utenti in condizioni di disagio fisico. Sono intesi come tali quelli nel cui nucleo familiare sono presenti persone che versano in gravi condizioni di salute tali da richiedere l’utilizzo di apparecchiature elettromedicali necessarie per il loro mantenimento in vita;
c) utenti con quattro o piu' figli (famiglie numerose) a carico, con ISEE non superiore a 20.000 euro, per una sola utenza nella casa di residenza con potenza impegnata fino a 4,5 Kw.

Quantificazione

Per i clienti in stato di disagio economico l'importo annuale varia a seconda del numero dei componenti il nucleo familiare. Per il 2013 i valori sono:
- euro 71 annui per nucleo familiare di 1-2 componenti;
- euro 91 annui per nucleo familiare di 3-4 componenti;
- euro 155 annui per nucleo familiare di oltre 4 componenti.

L'importo annuale viene ripartito sulle bollette del periodo, in proporzione rispetto ai giorni considerati -ai fini degli addebiti di consumo di energia- da ogni bolletta. La formula utilizzata e' I'importo bonus annuale diviso 365 e poi moltiplicato per il numero di giorni. Il risultato e' arrotondato alla seconda cifra decimale.

Per i soggetti in gravi condizioni di salute (disagio fisico) il valore del bonus, dal 2013, varia in base al numero di apparecchiature medico-terapeutiche salvavita utilizzate e al tempo giornaliero del loro utilizzo. Per approfondimenti si veda la scheda BONUS ELETTRICO PER MALATI GRAVI CHE UTILIZZANO APPARECCHI MEDICALI: come cambia dal 2013

Erogazione
Deve essere presentata una richiesta di ammissione presso il proprio Comune di residenza o presso altri istituti delegati (come i CAF) compilando un modulo predisposto che puo' essere ritirato presso gli uffici comunali o scaricato dal sito dell'Autorita' garante.
Il Comune rilascia un certificato e lo inoltra al distributore locale che, effettuate tutte le verifiche del caso, autorizza il venditore ad erogare il bonus all'utente.

Per i casi di disagio economico il bonus e' riconosciuto per un anno e puo' essere rinnovato per altri 12 mesi. Cio' dietro apposita richiesta da presentarsi in Comune entro il penultimo mese del periodo (annuale) di godimento. Se la richiesta di rinnovo e' presentata in ritardo essa viene trattata come se fosse la prima (quella di ammissione), e si seguono i tempi e i modi della prima attivazione.

Il bonus viene erogato dal venditore nella prima bolletta successiva al momento in cui riceve, a sua volta, la fatturazione dello stesso da parte del distributore locale. L'erogazione avviene tramite accredito di una specifica "componente tariffaria compensativa" espressa in euro.

Per informazioni dettagliate e per scaricare la modulistica: clicca qui

Riferimenti normativi:
- D.M. (Ministero dello sviluppo economico) del 28/12/07, emesso in ottemperanza alle disposizioni della Finanziaria 2006 (legge 266/05), art.1 comma 375.
- Le disposizioni attuative sono invece la Delibera AEEG 117/2008 piu' volte aggiornata.

RECLAMI E CONTESTAZIONI
Il fornitore deve informare i clienti sulle modalita' e sulle procedure di reclamo, rendendo altresi' disponibile un formulario prestampato per semplificare l’inoltro dei reclami stessi all’atto della stipula di un nuovo contratto e quando il cliente lo richiede. Il reclamo scritto deve sempre essere consentito.

Si parla di reclami che possono riguardare qualsiasi aspetto del rapporto (bollette che non arrivano o arrivano in ritardo, fatturazioni irregolari rispetto ai piani tariffari contrattuali o rispetto ai consumi, richieste dell'utente non rispettate, distacchi illegittimi, attivazioni indebite, inadempienze varie).

Se il reclamo non ha successo ci si puo' rivolgere allo sportello del consumatore dell'Autorita' Garante per l'energia ed il gas -l "Unita' reclami"- che svolge una sorta di attivita' di consulenza, con potere di intervento nei confronti dei gestori/venditori di energia elettrica e gas.

Come primo passo e' consigliato l'invio del reclamo sotto forma di messa in mora, cosi' da renderlo piu' efficace a livello legale.
Se non si riceve risposta soddisfacente entro 40 giorni (o se non la si riceve affatto), ci si puo' rivolgere al Garante per usufruire di una specifica procedura di reclamo.
Se ancora la situazione non si risolvesse, si potra' avviare una causa (contenzioso) presso il giudice di pace locale. 

Per approfondimenti sulla procedura di reclami al Garante si veda qui.

UN CASO PARTICOLARE: IL RECLAMO PER CONTRATTI NON RICHIESTI
Nel caso ci si accorga d'esser stati vittima dell'attivazione indebita di un contratto di energia elettrica o gas NON richiesto, e' possibile fruire di una particolare procedura di reclamo messa a punto dall'Autorita' garante (Delibera 153/2012) con conseguente ripristino delle precedenti condizioni. La procedura puo' applicarsi solo se il venditore vi ha aderito.

Per ogni informazione si veda la scheda
VENDITA ENERGIA ELETTRICA E GAS: LE REGOLE DA CONOSCERE PER EVITARE INGANNI E FRODI

APPROFONDIMENTI: FATTURE DI CONGUAGLIO ESORBITANTI
Quando i fornitori per un certo numero di anni non emettono fattura, solitamente al cliente arriva poi una fattura di importo esorbitante a fronte della quale spesso la ratteizzazione che viene proposta e' comunque onerosa.
E' bene sapere che in questi casi siamo di fronte ad un inadempimento del contratto rispetto all'impegno del fornitore relativamente ai tempi di fatturazione (per le utenze a maggior tutela le cadenze sono bimestrali o quadrimestrali, per quelle del mercato libero possono anche essere più ampie ma di solito almeno annuali). In più potrebbe non essere stato rispettato il termine di prescrizione che e' di cinque anni. Per questi motivi e' bene contestare formalmente la fattura chiedendo una rateizzazione più adatta al caso e semmai anche il risarcimento del danno.
Si veda in merito questo articolo

APPROFONDIMENTI: CORRISPETTIVO MOROSITA' (CMOR) E FORNITURA DI ULTIMA ISTANZA
Corrispettivo morosità
In caso di morosità può' scattare la sospensione della fornitura se non si paga entro un termine ulteriore dettato da una raccomandata di sollecito/preavviso che il gestore e' obbligato a inviare.
Ebbene, se un utente continua a non pagare e cambia gestore, il nuovo gestore potrà legittimamente applicare nella sua fattura il “Corrispettivo MORosità” , un indennizzo che andrà poi al vecchio gestore calcolato sulla base dell'impagato degli ultimi tre mesi e il valore medio fatturati per due mesi.
Questo “indennizzo” può essere applicato solo in libero mercato e non in regime di maggior tutela.
Di fatto, quindi, rimane il rischio di vedersi sospesa la fornitura relativamente alla morosità pregressa, per iniziativa del nuovo gestore. E' proprio a tal fine, e quindi per evitare che i gestori rimanessero disarmati di fronte a clienti morosi che cambiano venditore, che il Garante dell'energia e del gas ha introdotto il C-Mor.
Il problema nasce quanto la morosità e' relativa a fatture/addebiti oggetto di reclamo. E' per questo che l'iniziativa ha sollevato moltre critiche senza per ora trovare risposta da parte del Garante.
Fornitura di ultima istanza
E' la fornitura che scatta in automatico quando un utente rimane senza fornitore ma resta collegato alla rete e continua a prelevare gas (esempio tipico il gestore che fallisce). Il fornitore di ultima istanza opera con le condizioni del mercato vincolato ed e' obbligato ad avvisare il cliente del proprio subentro nell'utenza entro 15 giorni dallo stesso. Il cliente ha la possibilità a quel punto di sottoscrivere un contratto con un nuovo gestore senza smettere di utilizzare il servizio (il fornitore di ultima istanza fa da ponte, in questo caso).
Talvolta questo tipo di fornitura può scattare in caso di morosità del cliente nell'ambito di fornitura del gas, se l'utenza risulta disalimentabile (non è possibile sospendere la fornitura). In questo caso, se la morosità si protrae, il fornitore di gas può chiedere il passaggio dell'utenza al Servizi di Ultima Istanza per attivare il cosiddetto “servizio di default”, che resta attivo per massimo 6 mesi. Anche di questa attivazione il cliente deve essere ovviamente informato.
Approfondimenti in questo articolo

LINK UTILI
- Atlante del consumatore di energia e gas (sito informativo dell'AEEG): clicca qui
- Trova offerte (sito informativo dell'AEEG): clicca qui
- Elenco venditori del mercato libero verificati dall'Autorita' garante: clicca qui
- Ricerca venditori e distributori locali: clicca qui 
 
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