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GAS: UNA GUIDA
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Scheda Pratica di Rita Sabelli
29 ottobre 2008 0:00
 
IN AGGIORNAMENTO
 
Ultimi aggiornamenti: 13/2/2014 e 11/6/2015

La liberalizzazione del mercato del gas e' attiva dal 2003 grazie al d.lgs.164/00 che ha recepito la direttiva europea 98/30/Ce ed e' stata via via completata fino al recepimento della delibera 2003/55/Ce con emissione del dl 73/07 (legge 125/07) e di diverse delibere regolatrici dell'AEEG, Autorita' per l'energia elettrica ed il gas, l'organismo di controllo.
 
In pratica, dal 2003 anche i clienti gas con consumi medio-bassi (fino a 200 mila metri cubi annui) possono scegliere liberamente da quale venditore acquistare, scegliendo l'offerta che piu' si adatta alle proprie esigenze.
 
L'Unione europea, e in Italia l'AEEG, hanno stabilito regole a favore dei clienti piu' deboli ed il garante, nello specifico, continua a stabilire regole comuni inerenti la qualita' commerciale e la sicurezza del servizio, la trasparenza in fase di offerta, i tempi di esecuzione di varie prestazioni (standard di qualita'), etc.
 
Le imprese venditrici devono essere autorizzate dal Ministero dello Sviluppo economico e devono essere giuridicamente separate (a livello societario) dalle imprese di distribuzione che non possono piu' vendere direttamente il gas. Dal 2003, come e' recentemente avvenuto per le societa' che vendono energia elettrica, molte societa' di distribuzione hanno creato proprie societa' di vendita alla quale sono stati trasferiti tutti i contratti di fornitura dei clienti (come per esempio Toscana Energia Clienti Spa per Toscana Energia).
 
E' da precisare che la liberalizzazione ha interessato il mercato del gas naturale e non altri tipi di gas (come il GPL) che continuano ad essere gestiti in esclusiva con il totale controllo dell'Autorita'.
Non rientrano nelle reg/olamentazioni dell'Autorita' le forniture che non provengono dalle reti pubbliche locali (come per esempio la fornitura di bombole o di serbatoi). Queste attivita' sono del tutto libere.
 
Come per l'energia elettrica, quindi, cambia l'aspetto commerciale del servizio, mentre la gestione tecnica degli impianti rimane in mano alle societa' di distribuzione locale.

Indice scheda
- PASSARE AL MERCATO LIBERO, CAMBIARE FORNITORE
- CONDIZIONI CONTRATTUALI E PREZZI
- GLI STANDARD DI QUALITA' E GLI INDENNIZZI AUTOMATICI
- VERIFICA DEL CONTATORE
- ATTIVAZIONE DELLA FORNITURA SU UN NUOVO IMPIANTO
- MOROSITA', MODALITA' E TEMPI DI SOSPENSIONE DELLA FORNITURA
- VOLTURA E SUBENTRO 
- L'ASSICURAZIONE CONTRO GLI INCIDENTI
- BONUS SOCIALE
- RECLAMI E CONTESTAZIONI
- UN CASO PARTICOLARE: IL RECLAMO PER CONTRATTI NON RICHIESTI
- APPROFONDIMENTI: FATTURE DI CONGUAGLIO ESORBITANTI
- APPROFONDIMENTI: CORRISPETTIVO MOROSITA' (CMOR) E FORNITURA DI ULTIMA ISTANZA
- LINK UTILI
 
PASSARE AL MERCATO LIBERO, CAMBIARE FORNITORE
PRIMA DI FIRMARE
Prima di passare al mercato libero o cambiare fornitore e' bene:
- informarsi sulle regole deontologiche che i venditori del mercato libero devono rispettare quando presentano le proprie offerte, valide anche quando si passa da un venditore del mercato libero ad un altro.
- valutare bene se davvero l'offerta corrisponde alle proprie esigenze ed e' migliore del contratto in uso.

Oltre al prezzo del servizio vanno considerate tutte le voci di spesa nonche' le condizioni contrattuali specifiche come la durata, la frequenza della lettura del contatore, le modalita' di pagamento, le conseguenze della morosita', etc.
 
Per arginare il fenomeno diffuso delle vendite ingannevoli ed aggressive l'Autorita' Garante per l'energia ed il gas ha infatti emanato un CODICE DEONTOLOGICO DI VENDITA unico che sostituisce i precedenti, in vigore dal Gennaio 2011.
Si tratta della Delibera 104/2010 che abroga e sostituisce la Delibera 105/06 (vendita di energia elettrica) e la Delibera 126/07 (vendita del gas). 

Il codice deontologico disciplina:

- Il comportamento dei venditori; 
- I documenti da consegnare, e le informazioni da dare, PRIMA di firmare;
- Come devono essere comunicati i prezzi e la spesa stimata annuale:
- Il contenuto del contratto; 
- Come si esercita il recesso; 
- Come vanno comunicate le variazioni contrattuali- 

Per approfondimenti si rimanda alla lettura della scheda
VENDITA ENERGIA ELETTRICA E GAS: LE REGOLE DA CONOSCERE PER EVITARE INGANNI E FRODI

REGOLE DI PASSAGGIO
Per gli utenti e' possibile passare al mercato libero anche senza cambiare venditore. Questi ultimi, infatti, devono proporre offerte alle condizioni stabilite dall'Autorita' (mercato vincolato di "maggior tutela") oltre che offerte proprie definite liberamente.
 
Il cambio del venditore, in ogni caso, e' semplice e veloce (almeno sulla carta), il passaggio e' esclusivamente amministrativo senza che vengano coinvolti gli impianti. Come gia' detto, infatti, la gestione fisica degli impianti rimane a carico del distributore locale che non cambia.

Le regole di passaggio, e quindi di "recesso" dal contratto precedente, sono stabilite dalla Delibera AEEG 144/07, valevole sia per il mercato del gas che per il mercato dell'energia elettrica..

Il passaggio avviene con la firma un nuovo contratto con un nuovo venditore. Il nuovo venditore, se il contratto e' a uso domestico, dovra' occuparsi di inoltrare la disdetta a quello precedente, nonche' di gestire tutte le pratiche amministrative e tecniche relative al passaggio, comunicando quanto necessario al distributore locale. Praticamente il nuovo venditore fa firmare al cliente una disdetta che poi trasmettera' al precedente fornitore, munendosi, in un certo senso, di un mandato.
La regola vale anche per chi passa da un fornitore del mercato vincolato ad un fornitore del mercato libero (e viceversa), tuttavia in questo caso la cosa e' facoltativa, quindi il punto deve essere chiarito col nuovo venditore e dal nuovo contratto firmato.
Attenzione, perche' l'invio della disdetta deve invece esser fatto direttamente dal cliente nel caso in cui la disdetta stessa venga inviata per cessare del tutto la fornitura senza passaggio al altro fornitore. Deve anche essere inviata direttamente dal cliente in tutti i contratti non domestici.

Per i clienti domestici il preavviso massimo per la disdetta e' di 30 giorni (3 mesi per i non domestici che consumano fino a 200 mila metri cubi di gas all'anno).
Il tempo di attivazione del nuovo contratto puo' invece variare da uno a due mesi. All'atto della stipula del nuovo contratto il termine di attivazione deve essere comunicato con precisione.
 
Il passaggio, se tutto va bene, non comporta interruzioni di fornitura di gas, dato che gli impianti non vengono toccati. Semplicemente il vecchio fornitore fatturera' fino al consumo effettivo comunicato con la disdetta ed il nuovo iniziera' a fatturare da quello stesso consumo in poi.
Eventuali doppie fatturazioni devono essere contestate, ma individuare le responsabilita' cambia da caso a caso. A prescindere dagli errori imputabili al vecchio o nuovo fornitore, e' importante per esempio capire se la disdetta sia stata correttamente data da chi doveva provvedervi.
 
Per i clienti domestici il passaggio non comporta costi.
 
TORNARE AL SERVIZIO DI MAGGIOR TUTELA
Per tornare al mercato vincolato l'utente domestico deve semplicemente cambiare contratto, senza per forza cambiare fornitore. Ricordiamo che ogni venditore, infatti, deve sempre offrire la possibilita' di sottoscrivere contratti alle condizioni "vincolate" dall'Autorita' garante.
 
Il ritorno al mercato vincolato e' "automatico" nel caso in cui il nuovo venditore fallisca e -come meccanismo di protezione- in tutti i casi in cui il cliente rimanga senza fornitore.
In tal caso la fornitura e' garantita da un "fornitore di ultima istanza", ovvero da un'impresa di vendita selezionata mediante una gara pubblica alla quale passano automaticamente -e temporaneamente, finche' non vengano sottoscritti nuovi contratti- i clienti rimasti senza fornitore.

Le regole di passaggio sono le stesse gia' viste sopra, disciplinate dalla Delibera 144/07. 

A CHI MI RIVOLGO PER......
Per tutte le informazioni commerciali (consumi, bollette, pagamenti, rimborsi, chiarimenti, etc.) la controparte a cui rivolgersi e' il venditore con cui e' stato sottoscritto il contratto.
 
Ci si deve rivolgere al venditore anche per tutte le prestazioni che riguardano la distribuzione (allacciamenti, posa e spostamento del contatore, etc.), anche se in questi casi ad intervenire e' il distributore locale che, come gia' ampiamente detto, non cambia al cambiare del venditore.
 
In tutti i casi in cui non sia ancora stato stipulato un contratto le prestazioni tecniche viste sopra devono essere richieste direttamente al distributore locale, invece.
 
Riguardo agli allacciamenti c'e' da dire che gli stessi sono garantiti in tutte le zone "metanizzate" (ovvero in quelle ove il Comune ha deciso di installare un impianto di distribuzione). Il distributore puo' rifiutare l'allacciamento di un nuovo cliente solo se la capacita' degli impianti e' insufficiente o se -per le aree non raggiunte dalla rete di distribuzione- le opere necessarie sono tecnicamente o economicamente irrealizzabili.
In tutti i casi in cui l'utente abbia stipulato un contratto con un venditore, il distributore locale deve effettuare l'allacciamento a meno che -trattandosi di una nuova utenza- manchi la documentazione di sicurezza dell'impianto che deve sempre essere rilasciata dall'installatore qualificato che lo ha realizzato.
 
In caso di guasto del contatore (blocco o registrazione anomala dei consumi) ci si deve rivolgere al proprio venditore per chiedere magari una verifica tecnica. Il venditore gira la richiesta al distributore locale
 
In caso di fuga di gas, invece, si deve telefonare al servizio di pronto intervento gestito direttamente dal distributore locale. Il numero da chiamare e' indicato in bolletta e NON cambia al variare del venditore. Il distributore deve intervenire anche se la fuga di gas riguarda impianti od apparecchi del cliente (cucina a gas, caldaia, etc.). In questi casi pero' -scongiurato il pericolo- il ripristino in sicurezza di detti impianti e' a cura del cliente.

Riferimenti normativi per le regole di passaggio: delibera AEEG 144/07
Per approfondimenti si veda il sito dell'AUTORITA' GARANTE
 
CONDIZIONI CONTRATTUALI E PREZZI
Le condizioni contrattuali minime fissate dall'Autorita' per l'energia ed il gas -con delibera 229/01 e succ.modifiche- sono automaticamente applicabili a tutti i clienti che non passano al mercato libero e che consumano meno di 200.000 metri cubi di gas all'anno.

A tutela dei clienti domestici e' stato inoltre previsto che pur in caso di passaggio ad un venditore del mercato libero devono essere accessibili -tramite sottoscrizione di particolari offerte- le condizioni contrattuali ed economiche fissate dall'Autorita'. In poche parole l'utente domestico deve poter scegliere, pur con un venditore del mercato libero, di continuare a usufruire delle condizioni di vendita e delle tariffe stabiliti dall'Autorita' per i clienti del mercato vincolato.
 
La tariffa e' in tutti i casi composta da una parte che riguarda la quota di trasporto, stoccaggio e distribuzione fino al contatore e un'altra, piu' rilevante, che comprende il costo di acquisto della materia prima e i costi di commercializzazione. Ambedue hanno una quota fissa e una quota variabile, quest'ultima applicata a scaglioni di consumo.

Il consumo e' espresso in Smc -metri cubi standard-, valore ottenuto moltiplicando il consumo del contatore per un coefficiente, dal Luglio 2009 il coefficiente C (in precedenza era il coefficiente M). Si tratta di un coefficiente, detto di correzione, che converte i volumi di gas misurati dal contatore (in metri cubi) in volumi detti "a condizioni standard di pressione e temperatura", ovvero in consumo espresso in standard metri cubi (SMC). Il coefficiende cambia a seconda della zona climatica ove si trova l'utenza, e dovrebbe consentire di uniformare per tutta Italia il calcolo dell'effettiva quantita' di energia consumata tenendo anche conto della pressione e della temperatura.

Alcune offerte dei venditori del mercato libero potrebbero prevedere sconti solo su una delle suddette componenti (generalmente la seconda, quella che comprende costi di acquisto materia prima e costi di commercializzazione) ed in questo caso va specificata l'incidenza percentuale media dello sconto rispetto al prezzo finale complessivo, imposte escluse.
 
Le imposte che si pagano per il servizio gas a seconda delle diverse tipologie di utenza (imposta di consumo, addizionale enti locali, Iva) sono applicate sempre con le stesse modalita', indipendentemente dal contratto o dal venditore prescelto.
Ricordiamo, in proposito, che dal 1/1/2008 l'Iva sul consumo domestico di metano fino a 480 metri cubi consumati per ogni anno solare e' del 10% (20% sull'eventuale consumo residuo dell'anno). L'iva ridotta si intende applicabile ad ogni singolo contratto di somministrazione di gas naturale per combustione per usi civili, indipendentemente dal numero di unita' immobiliari riconducibili allo stesso.
Cio' per effetto del d.lgs. 26/07 -che ha recepito la direttiva 2003/96/CE-, della circolare Agenzia delle Entrate n.2/e del 17/1/08 e del DL 70/2011 che all'art.7 ha chiarito l'applicazione dell'iva ridotta.

Per approfondimenti si veda il sito dell'AUTORITA' GARANTE
- per informazioni sulle condizioni contrattuali: clicca qui
- per informazioni sulle tariffe del mercato vincolato: clicca qui
- tempi di lettura del contatore: clicca qui

Riferimenti normativi:

- per le condizioni contrattuali vedi delibera AEEG 229/01
- per le tariffazioni vedi Delibera AEEG 573/2013 valevole per il periodo 2014/2019 e delibere AEEG 64/09 e 69/09 via via aggiornate con le tariffe trimestrali.

GLI STANDARD COMUNI DI QUALITA' E GLI INDENNIZZI AUTOMATICI
L'Autorita' garante per l'energia ed il gas ha definito, con delibera 574/2013 gli standard di qualita' validi per il triennio 2014/2019 per tutti i distributori e venditori di gas, anche quelli del mercato libero, pur se piccoli.

Gli standard riguardano i tempi di esecuzione delle varie prestazioni dei gestori, dall'emissione di preventivi all'attivazione della fornitura, verifiche contatori, etc. etc.
Essi sostituiscono di fatto quelli che in passato erano singolarmente previsti dai vari gestori nelle loro carte dei servizi, in modo che le regole risultino uniformi.
Gli standard di qualita' che maggiormente interessano l'utente sono quelli detti "standard specifici" , ovvero quelli che per determinate prestazioni prevedono precisi tempi massimi e per i quali, in caso di mancato rispetto spettano dei rimborsi forfettari.
Ogni gestore deve poi relazionare ogni anno all'Autorita' il proprio rispetto, in termini percentuali, degli "standard generici", relativi ad attivita' piu' complesse (tempi di esecuzione lavori complessi, risposte a reclami scritti, tempi di sostituzione del contatore, etc.). L'Autorita' rende pubblici tali dati che debbono servire come riferimento.
Ogni volta che un cliente richiede una prestazione soggetta agli standard specifici questi debbono essergli comunicati insieme agli indennizzi automatici previsti in caso di mancato rispetto dei termini e ad un codice che individua la prestazione (codice univoco di rintracciabilita').
 
Entro il 30 Giugno di ogni anno, inoltre, i venditori devono allegare alle proprie fattura gli standard specifici e generici di qualita' di propria competenza, con indicazione degli indennizzi automatici. Devono anche essere date informazioni sugli orari di apertura degli sportelli e i tempi medi di attesa agli stessi.

STANDARD DI QUALITA' E INDENNIZZI AUTOMATICI 
Prestazione
Tempo massimo di esecuzione
Indennizzo per clienti con contatori fino a G6 (compresi quindi i domestici)
Indennizzo per clienti con contatori da G10 a G25
Preventivazione lavori semplici
15 giorni lavorativi
35 euro
70 euro
Preventivazione lavori complessi
30 giorni lavorativi
35 euro
70 euro
Esecuzione lavori semplici
10 giorni lavorativi dall'accettazione preventivo
35 euro
70 euro
Attivazione fornitura
10 giorni lavorativi
35 euro
70 euro
Disattivazione fornitura su richiesta del cliente (non applicabile per volture o subentri)
 
5 giorni lavorativi
35 euro
70 euro
Riattivazione fornitura a seguito di sospensione per morosita' (vedi piu' avanti) o a seguito di sospensione per situazione di potenziale pericolo e/o pubblica incolumita'
 
2 giorni feriali
35 euro
70 euro
Fascia di puntualita' per appuntamenti personalizzati
 
2 ore
35 euro
70 euro
Verifica del contatore su richiesta del cliente
e
Sostituzione del contatore guasto
20 giorni lavorativi
 
 
5 giorni lavorativi
35 euro
 
 
35 euro
70 euro
 
 
70 euro
Verifica della pressione di fornitura
e
Ripristino pressione conforme
10 giorni lavorativi
 
 
1 giorno solare
35 euro
 
 
35 euro
70 euro
 
 
70 euro
Lettura del contatore
Tempi variabili a seconda dell'utenza e del contratto (per i clienti domestici del servizio di maggior tutela almeno un tentativo all'anno con intercorrenza tra un tentativo e l'altro di minimo sei mesi e massimo 13)
 
 
 
35 euro, aumentato fino a 70 euro a seconda del ritardo di accredito
Esecuzione lavori complessi (vedi piu' avanti)
indicativo 60 giorni lavorativi
Non previsto
 
Rettifica fatturazione o invio di dinieghi motivati (*)

Tempo di risposta motivata ai reclami scritti (*)
90 giorni solari


40 giorni solari
 
20 euro
 
 
20 euro
 

(*) Standard fissati dalla Delibera 164/08. Per approfondimenti vedi scheda ENERGIA ELETTRICA E GAS: INDENNIZZI SUI SERVIZI DI VENDITA riportata tra i link utili.

Con l'espressione "tempo indicativo" si intende un termine che va rispettato dai gestori/venditori in una certa percentuale rispetto al totale degli utenti e che non e' perentorio per il singolo caso.

Per giorni feriali si intendono i giorni dal lunedi' al sabato, escluse le festivita' infrasettimanali; per giorni lavorativi si intendono i giorni dal lunedi' al venerdi', escluse le festivita' infrasettimanali.
 
Il conteggio dei termini parte dal giorno in cui la richiesta viene ricevuta dal proprio venditore. Per le prestazioni del distributore, pero' (il rilascio di preventivi in assenza di contratto di fornitura, le rischieste di interventi tecnici sul contatore o sulla rete di distribuzione, riattivazione fornitura su utenza sospesa per potenziale pericolo) il termine parte dal giorno in cui la domanda viene ricevuta dal distributore. Il venditore ha 2 giorni lavorativi di tempo per l'inoltro.
Nel caso in cui sia richiesta una qualche attivita' del cliente (trasmettere documenti, dare conferme, eseguire lavori per proprio conto, etc.) il conteggio parte da quando il distributore riceve quanto richiesto o conferma scritta di ultimazione dei lavori. Se prima di realizzare il lavoro e' necessario un appuntamento con il cliente per un sopralluogo e il cliente chiede di posticipare la data proposta dal distributore, la durata del posticipo e' esclusa dal conteggio del tempo di esecuzione.

Attenzione! In caso di richieste di riattivazione della fornitura a seguito di sospensione dovuta a morosita' il tempo massimo decorre dal ricevimento della richiesta da parte del distributore locale, inviata dal venditore di gas. Il venditore deve ottemperare in tal senso nello stesso giorno in cui riceve la comunicazione di pagamento da parte dell'utente. Al posto di una semplice comunicazione il venditore puo' anche pretendere l’esibizione del documento in originale da cui risulti l’avvenuto pagamento. Se il distributore locale riceve la richiesta da parte del venditore di gas oltre le ore 18.00 nelle giornate da lunedi a mercoledi oppure oltre le ore 14.00 nelle giornate di giovedi e venerdi il conteggio del termine massimo di riattivazione decorre dal giorno dopo.

Detti termini devono essere comunicati all'utente ogni qual volta questi richiede una prestazione soggetta a standard specifico. L'informazione deve comprendere anche l'indennizzo automatico previsto in caso di ritardo.

Il lavoro semplice, per quanto riguarda il gas, e' la realizzazione, modifica o sostituzione a regola d’arte dell’allacciamento in bassa pressione (cioe' la parte di impianto che collega il contatore alla tubazione stradale) eseguito con un intervento limitato all’allacciamento medesimo ed eventualmente al contatore. In tutti gli altri casi il lavoro è complesso.
Per i lavori complessi il tempo (indicativo) di realizzazione e' di 60 giorni lavorativi. da quando il distributore locale ha ricevuto la richiesta. Se detto termine non puo' essere rispettato, il distributore deve comunicare al cliente il nome e i recapiti della persona responsabile dell'esecuzione dei lavori stessi, nonche' i tempi previsti per la realizzazione.
Il conteggio dei tempi non tiene conto del tempo necessario al distributore per ottenere le autorizzazioni eventualmente previste per l’esecuzione del lavoro (ad esempio, per gli scavi stradali).
 
GLI INDENNIZZI AUTOMATICI
In tutti i casi in cui non vengono rispettati i tempi massimi fissati dall'Autorita', scattano degli indennizzi che il venditore deve liquidare all'utente senza che questi debba farne richiesta (a differenza di quanto avveniva in passato per gli indennizzi previsti dalle singole carte dei servizi). Se l'utente viene fornito da un venditore diverso dal distributore locale, e' il venditore che deve risarcire il cliente facendo da tramite con il distributore stesso.
 
L'indennizzo base corrisponde a 35 euro per i piccoli consumatori di gas (contatori fino alla classe G6), 70 euro per i clienti con consumi intermedi (contatori dalla classe G10 alla classe G25), 140 euro per i grandi clienti (contatori classe G40).

L'indennizzo dev'essere accreditato entro 30 giorni dalla data di effettuazione della prestazione, nella prima bolletta utile, o al piu' tardi entro il triplo del tempo dello standard. Nel caso di indennizzo per mancato rispetto della fascia di puntualita' degli appuntamenti, il termine parte dalla data dell'appuntamento stesso.
Se entro sei mesi dai termini di cui sopra l'indennizzo non e' stato pagato il suo importo triplica, e l'accredito deve comunque avvenire entro sette mesi dalla prestazione.

Per quanto riguarda la mancata lettura del contatore nei tempi stabiliti, dal 2014 e' dovuto un indennizzo di 35 euro che puo' arrivare anche a 70 euro se viene versato in ritardo triplo (si veda per i dettagli l'art.59 della Delibera 574/2013).

L'aver ricevuto l'indennizzo non impedisce ovviamente all'utente di avanzare richieste di rimborso danni soggettive.

L’indennizzo automatico non e' dovuto:
- quando il mancato rispetto dello standard specifico di qualita' e' dovuto a cause imputabili al cliente o a terzi o a cause di forza maggiore;
- quando il cliente non e' in regola con gli eventuali pagamenti dovuti all’esercente per l’effettuazione della prestazione richiesta;
- se il cliente ha chiesto un appuntamento personalizzato in data successiva di oltre 60 giorni solari rispetto alla data proposta dal distributore; in questo caso non viene corrisposto l'indennizzo automatico per mancato rispetto della fascia di puntualita'.

Riferimenti normativi:
- Delibera AEEG 574/2013 valevole per il periodo 2014/2019 (sostitutiva della Delibera 120/08).
 

VERIFICA DEL CONTATORE
Come gia' visto le richieste di verifica del contatore vanno evase entro 20 giorni lavorativi, termine entro il quale deve essere reso disponibile il resoconto di verifica. Dal 2014 e' previsto un indennizzo automatico in caso di mancato rispetto di detto termine.
Il tutto avviene attraverso il venditore di gas, che fa da tramite tra il cliente e il distributore locale; e' quest'ultimo che si occupa direttamente di effettuare la verifica.

Viene fissato un appuntamento. Quando possibile la verifica deve essere fatta presso il cliente finale, in casi particolari puo' essere utilizzato un laboratorio qualificato. L'utente -o un suo delegato- deve essere presente alla verifica e deve firmare un verbale che riporta tutte le attivita' svolte. Egli deve inoltre essere informato sul laboratorio eventualmente scelto dal distributore per l'invio del contatore.

Se vengono accertati degli errori di misura superiori ai valori "ammissibili" previsti dalla normativa tecnica, o se comunque il contatore risulta malfunzionante, il distributore ne deve disporre la sostituzione gratuita e deve procedere con la ricostruzione dei consumi. Della sostituzione va redatto un verbale che riporti la lettura finale del contatore sostituito e quella iniziale del nuovo. Il verbale va conservato per cinque anni mentre il contatore sostituito per 90 giorni, se la verifica e' stata effettuata senza contraddittorio. Il termine si riduce a 45 giorni se la verifica non e' stata chiesta dal cliente. Dal 1/1/2014 il termine massimo di sostituzione del contatore e' di 5 giorni lavorativi dalla data in cui il venditore di gas riceve dal distributore comunicazione dell'esito della verifica.

La sostituzione del contatore puo' avvenire anche su iniziativa del distributore. In questo caso il cliente finale deve essere avvisato con un preavviso minimo di 15 giorni lavorativi. L'avviso deve contenere anche l'informazione riguardante la possibilita' per il cliente di chiedere una verifica del contatore entro sette giorni prima della data prevista di sostituzione.

Riguardo alla ricostruzione dei consumi, dal 2014 cambiano i criteri, diversi a seconda che sia o meno possibile individuare l'errore di misura. In caso positivo viene individuato un “volume di riferimento” che rappresenta i consumi calcolati tra l'ultima lettura effettiva e quella rilevata al momento della verifica; a seconda dell'errore riconosciuto, dal volume di riferimento viene poi detratta una parte, calcolata applicando una percentuale (denominata, appunto, “di errore”) .
Diversamente, se non e' possibile individuare l'errore del contatore (per esempio nel caso di un blocco), per il ricalcolo ci si basa su indicatori standard di consumo di gas, cioe' su parametri di prelievo annui stabiliti dal distributore per quell'utenza (consumi storici). Ovviamente l'utente, se puo', ha facolta' di dimostrare i propri reali consumi nel periodo di riferimento, anche fornendo prova della loro variazione sulla base di consumi di altro tipo (acqua, energia elettrica.)

Il periodo di riferimento per la ricostruzione e' l'intervallo di tempo tra quando si e' verificato il guasto o la rottura e la data di verifica del contatore (o del suo invio ad un laboratorio). Se il momento in cui si e' verificato il guasto o la rottura non e' determinabile con certezza, il periodo di riferimento e' quello intercorrente dalla data di verifica (o di invio al laboratorio) e l'ultima lettura validata e non contestata dal cliente. Il periodo di riferimento non puo' comunque superare i cinque anni solari precedenti la verifica.

Attenzione! Il nuovo criterio in vigore dal 1/1/2014 e' in realta' facoltativo per i distributori fino al 30/6/2014; per i primi sei mesi del 2014 e' ancora applicabile il vecchio criterio fissato dalla Delibera 7/2010 (ricalcolo sulla base dei consumi storici degli ultimi due periodi).

Gli importi della ricostruzione non possono essere addebitati all'utente nel caso in cui il distributore non abbia rispettato le regole di periodicita' delle letture obbligatorie. Cio' per massimo un periodo concidente con la periodicita' prevista dal contratto per le letture. Stessa cosa se il contatore ha il bollo metrico scaduto e risultano addebitati al cliente consumi inferiori rispetto a quelli effettivi.

Tutta la documentazione relativa alla ricostruzione deve essere inoltrata al cliente finale da parte del venditore, che la riceve dal distributore entro 15 giorni dall'invio del resoconto di verifica. Entro 30 giorni il cliente puo' presentare le sue osservazioni e contestare la ricostruzione documentando le proprie motivazioni.

Costi
La verifica a cui segua la rilevazione di errori superiori ai valori ammissibili fissati dalla legge e' gratuita, cosi' come la sostituzione del contatore. Altrimenti, se i valori rilevati sono rienuti ammissibili, la verifica comporta un costo che deve corrispondere a quello indicato dal distributore locale sul proprio sito, diversificato a seconda del tipo di utenza. Il costo e' di massimo 5 euro, invece, se il bollo metrico del contatore risulta scaduto o non sia stato sottoposto alle verifiche periodiche previste dalla legge.

Per quanto riguarda le richieste di verifica della pressione, il controllo e gli eventuali interventi di ripristino della pressione, sono gratuiti. Diversamente, se l'esito e' negativo, il distributore puo' addebitare al venditore (che a sua volta puo' rifarsi sul cliente finale) la somma massima di 40 euro per i clienti alimentati in bassa pressione che non hanno richiesto controlli da piu' di cinque anni.

Riferimenti normativi:
- Delibera AEEG 574/2013, valevole per il periodo 2014/2019, art.46
- Delibera AEEG 572/2013 (ricostruzione consumi), dal 1/7/2014 sostitutiva della Delibera 7/2010 (alternative fino al 30/6/2014)
Per approfondimenti si veda il sito dell'AUTORITA' GARANTE
 
ATTIVAZIONE DELLA FORNITURA SU UN NUOVO IMPIANTO
Le procedure di attivazione della fornitura di gas su un nuovo impianto sono ad oggi regolate dalle disposizioni della delibera 40/04 dell'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas, delibera piu' volte aggiornata.
Detta delibera stabilisce obblighi inerenti la sicurezza degli impianti a gas, e nella prima fase della sua esecuzione prevede che siano coinvolti gli impianti nuovi con espletamento del controllo all'atto dell'attivazione di fornitura del gas.
In pratica il distributore deve subordinare l'attivazione della fornitura alla verifica di una serie di documentazioni inerenti l'impianto e la sua corretta installazione.
 
L'attivazione deve essere chiesta al venditore con il quale si sottoscrive il contratto, venditore che provvedera' a dare informazioni sulla procedura da seguire inviando una lettera informativa (Allegato G della delibera) e parte della documentazione (richiesta di attivazione precompilata e copia dell'attestazione che dovra' essere rilasciata dalla ditta che ha installato l'impianto).
 
La documentazione necessaria -da inviare a cura del cliente al distributore- e':
- la conferma della richiesta di attivazione della fornitura del gas, compilata e firmata dall'utente utilizzando un modulo precompilato e fornito dal venditore (allegato" H"della delibera);
- l'attestazione firmata dall'installatore dell'impianto completa di tutti i documenti richiesti (redatta su modulo predisposto conforme a quello proposto dall'Autorita' garante, l'Allegato I della delibera).
 
Il distributore deve effettuare tutti gli accertamenti necessari ed in caso di esito positivo attiva la fornitura nei tempi massimi previsti dalla regolamentazione dell'Autorita' garante (delibera 120/08) ovvero entro 10 giorni lavorativi da quando riceve la documentazione.
 
In caso di esito negativo il distributore non attiva la fornitura e invia una comunicazione al cliente almeno due giorni lavorativi prima dell'eventuale data fissata con il venditore per l'attivazione, motivando la sua decisione e indicando le non conformita' riscontrate, invitando il cliente a presentare una nuova richiesta.
 
In caso invece di accertamento impedito -per carenza di documentazione quando comunque sono stati consegnati gli allegati H e I ed il resto non arriva entro 30 giorni lavorativi- la fornitura viene comunque attivata ma il cliente viene avvisato -sia dal distributore che dal venditore sulla prima bolletta utile- della carenza con invito a provvedere.
 
Se il distributore non riceve la documentazione completa entro 90 giorni solari dal ricevimento da parte del venditore della richiesta di attivazione detta richiesta viene annullata.
 
Dell'esito negativo o dell'accertamento impedito viene data notizia anche al Comune che ha facolta' di effettuare verifiche proprie al prezzo fissato in euro 60. Se l'esito della verifica del Comune e' negativo, il distributore -avvertito- puo' sospendere la fornitura eventualmente attivata nel frattempo.
 
La procedura comporta un costo fisso da pagare al venditore -che poi lo versa al distributore- di 40 euro per gli impianti con potenza termica non superiore a 34,8 kw (un normale impianto domestico dotato di caldaia di potenza inferiore ai 35kw). Il costo aumenta all'aumentare della potenza dell'impianto. Il costo puo' aumentare nel caso che la pratica incontri problemi per responsabilita' del cliente.

Riferimenti normativi: delibera AEEG 40/04
Per approfondimenti si veda il sito dell'AUTORITA' GARANTE

MOROSITA', MODALITA' E TEMPI DI SOSPENSIONE DELLA FORNITURA
Se il pagamento e' puntuale, ovvero fatto entro la data di scadenza nelle modalita' previste, nessun onere puo' essere posto a carico dell'utente pur se il pagamento stesso arrivasse in ritardo al fornitore per responsabilita' della banca, della posta, etc.

In caso di ritardo di pagamento il gestore puo' richiedere al cliente interessi di mora pari al tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea aumentato di 3,5 punti percentuali per il periodo di ritardo. Il cliente buon pagatore, cioe' quello che ha sempre pagato puntualmente nei due anni precedenti, per i primi dieci giorni di ritardo deve pagare solo gli interessi legali.
L’impresa distributrice puo' richiedere in aggiunta agli interessi di mora il pagamento delle sole spese postali relative al sollecito, mentre non puo' avanzare richieste di rimborso danni.

Sospensione della fornitura con preavviso
In caso di ritardato pagamento, l'impresa distributrice puo' sospendere la fornitura di gas ma SOLO dopo aver preavvisato l'utente con una raccomandata contenente:
- il termine ultimo per procedere al pagamento indicando da quale data esso parte. Il termine non puo' essere inferiore a 15 giorni solari dall'invio della raccomandata o a 20 giorni dall'emissione della lettera se l'invio della stessa non puo' essere dimostrato. Se l'invio e' via pec il termine minimo per pagare e' di 10 giorni dal ricevimento della mail;
- le modalita' con cui comunicare l'avvenuto pagamento (di solito il fax, oltre al quale si consiglia di inviare una raccomandata A/R);
- il termine entro il quale puo' scattare la sospensione della fornitura, qualora la inadempienza continuasse (non meno di tre giorni lavorativi).
- informazioni sul fatto che qualora il gestore non abbia rispetti i termini suddetti scatta un indennizzo automatico (in bolletta) di 20 o 30 euro. Si veda piu' avanti.

La sospensione della fornitura non puo' avvenire:

- quando il pagamento della bolletta sia stato eseguito, pur in ritardo, e regolarmente comunicato al gestore secondo le modalita' da questi previste e comunicate nel preavviso;
- nel caso in cui la bolletta non pagata sia di importo inferiore o uguale all'ammontare del deposito cauzionale;
- per i clienti del servizio di maggior tutela, nel caso in cui il mancato pagamento NON riguardi la fornitura di gas ma servizi accessori;
- con decorrenza in un giorno festivo o il Sabato, nonche' nei precedenti (il venerdi e i prefestivi);
- in caso di fornitura di energia elettrica necessaria per il funzionamento di apparati di cura;
- per cause non previste in modo dettagliato nel contratto di fornitura e quindi non note al cliente;
- in presenza di un reclamo scritto dell'utente (inoltrato nelle modalita' previste dal contratto) che contesti la ricostruzione dei consumi effettuata dal gestore in seguito ad accertato malfunzionamento del contatore;
- in caso di mancata sottoscrizione del contratto di fornitura.

La sospensione puo' invece avvenire senza preavviso:
- per cause oggettive di pericolo;
- per appropriazione fraudolenta di gas, intendendo con essa anche l'eventuale riattivazione non autorizzata della fornitura sospesa per morosita'.

Al cliente moroso puo' essere richiesto il contributo per la disattivazione e la riattivazione della fornitura, nel limite del costo sostenuto per tali operazioni.

Attenzione! Ai clienti del mercato libero titolari di un contratto dual fuel (unico per la fornitura di energia elettrica e gas) al mancato pagamento di una bolletta puo' seguire la sospensione di uno o di entrambi i servizi di fornitura, a discrezione del gestore, se questa possibilita' e' contemplata nel contratto.

Indennizzi automatici 
Il gestore/venditore di gas e' tenuto a pagare in bolletta un indennizzo automatico in questi casi:
- sospensione o riduzione della fornitura senza invio del preavviso per raccomandata: 30 euro; 
- sospensione o riduzione della fornitura avvenuta prima della scadenza utile del termine per pagare: 20 euro;
- richiesta di sospensione inviata al distributore prima del termine minimo (tre giorni lavorativi): 20 euro.

L'accredito deve avvenire nella prima bolletta successiva all'evento, come detrazione effettuata con causale " “Indennizzo automatico per mancato rispetto dei termini/modalità per la costituzione in mora”.

E' bene sapere che il pagamento di questo indennizzo non pregiudica la possibilita' per l'utente di chiedere ulteriori rimborsi relativi a danni specifici, meglio se documentati.

Informazione all'utente
Il gestore del servizio deve, entro il 30 giugno di ogni anno, informare ogni cliente riguardo ai tempi e modalida' della costituzione in mora suddetta (invio di raccomandata con minaccia di sospensione della fornitura) ed agli indennizzi automatici collegati. L'informazione puo' avvenire inserendo degli avvisi in bolletta.

Riferimenti normativi:
Delibera AEEG 229/2001 e Delibera AEEG 99/2011 (TIMG, testo integrato morosita' gas) modificata dalle Delibere 67/2013 e 173/2013 in vigore dal 1/9/2013

VOLTURA E SUBENTRO
La voltura comporta il passaggio della fornitura da un cliente a un altro senza interruzione dell'erogazione di energia elettrica o di gas. Ci si deve rivolgere al venditore con il quale questo contratto e' stato stipulato, venditore che girera' la domanda al distributore locale. Il costo dell'operazione dipende dal contratto del venditore che procede.
Qualora non si intenda rimanere con il medesimo fornitore, si potrà procedere con un subentro,  rivolgendosi ad un altro venditore (eventualmente direttamente alla societa' di vendita che opera sul mercato vincolato, collegata al distributore locale locale) avendo cura che il "vecchio" contratto venga chiuso.


Il subentro, diversamente, e' l'attivazione della fornitura da parte di un nuovo cliente in seguito alla cessazione della fornitura del cliente precedente, che ha richiesto anche la disattivazione del contatore. La pratica e' equiparata ad una nuova attivazione e quindi ci si puo' rivolgere al gestore prescelto che, in ogni caso, fara' passare la pratica dal distributore locale (che la gestisce dal punto di vista tecnico). I tempi sono quelli previsti per le attivazioni (10 giorni lavorativi).

Per approfondimenti si veda il sito dell'AUTORITA' GARANTE

L'ASSICURAZIONE CONTRO GLI INCIDENTI
L'Autorita' garante ha stabilito, con delibera 152/03, che tutti i clienti finali con consumi fino a 200.000 metri cubi l'anno sono coperti da una assicurazione per gli infortuni, anche subiti dai familiari conviventi e dai dipendenti, gli incendi e la responsabilita' civile per danni derivanti dall'uso del gas.
La copertura e' garantita per chiunque utilizzi il gas, anche occasionalmente, indipendentemente dal contratto sottoscritto.
L'assicurazione e' gestita dal Comitato Italiano Gas (Cig) contattabile con diverse modalita' tutte ben spiegate sul sito clicca qui

BONUS SOCIALE
L'autorita' garante per l'energia ed il gas ha definito, con provvedimento del 6/7/2009, i criteri per fruire del cosiddetto BONUS GAS che va ad aggiungersi al bonus energia (per le bollette di energia elettrica).

Beneficiari
Clienti domestici con indicatore ISEE non superiore a 7.500 euro (20.000 euro se vi sono 4 o piu' figli a carico), solo per la fornitura di gas nell'abitazione di residenza, compresi gli utenti che utilizzano impianti di riscaldamento condominiali a gas naturale.
Valore bonus
Varia a seconda della zona climatica, della tipologia di utilizzo (solo cottura e acqua calda, solo riscaldamento, oppure cottura acqua calda e riscaldamento insieme), e del numero di residenti nell'abitazione. Clicca qui per il calcolo del bonus.
Come chiederlo
Si puo' presentare domanda al proprio Comune di residenza o presso altro istituto incaricato (come per esempio i CAF).
L'erogazione e' analoga a quella del bonus elettrico. Il Comune trasmette i dati al distributore locale che a sua volta colloquia con il venditore che provvede all'accredito in bolletta. Il bonus GAS e' cumulabile sia con il bonus elettrico che con la carta acquisti.
La modulistica da utilizzare e' presente su vari siti, tra cui quello dell'Autorita' garante per l'energia ed il gas, dove si trovano tutte le informazioni dettagliate: clicca qui
E' stato anche approntato un numero verde per chiedere informazioni: 800.166.654 (ore 8-18 dal lunedi al venerdi).

Riferimenti normativi
- D.l. 248/07 (legge 31/08), art.46, Dl 185/08 (legge 2/09) art.3, e Delibera ARG/GAS 88/09 del 6/7/2009

RECLAMI E CONTESTAZIONI

Il fornitore deve informare i clienti sulle modalita' e sulle procedure di reclamo, rendendo altresi' disponibile un formulario prestampato per semplificare l’inoltro dei reclami stessi all’atto della stipula di un nuovo contratto e quando il cliente lo richiede. Il reclamo scritto deve sempre essere consentito. 

Si parla di reclami che possono riguardare qualsiasi aspetto del rapporto (bollette che non arrivano o arrivano in ritardo, fatturazioni irregolari rispetto ai piani tariffari contrattuali o rispetto ai consumi, richieste dell'utente non rispettate, distacchi illegittimi, attivazioni indebite, inadempienze varie).

Se il reclamo non ha successo ci si puo' rivolgere allo sportello del consumatore dell'Autorita' Garante per l'energia ed il gas -l "Unita' reclami"- che svolge una sorta di attivita' di consulenza, con potere di intervento nei confronti dei gestori/venditori di energia elettrica e gas.

Come primo passo e' consigliato l'invio del reclamo sotto forma di messa in mora, cosi' da renderlo piu' efficace a livello legale.
Se non si riceve risposta soddisfacente entro 40 giorni (o se non la si riceve affatto), ci si puo' rivolgere al Garante per usufruire di una specifica procedura di reclamo.
Se ancora la situazione non si risolvesse, si potra' avviare una causa (contenzioso) presso il giudice di pace locale. 

Per approfondimenti sulla procedura di reclami al Garante si veda qui.  

UN CASO PARTICOLARE: IL RECLAMO PER CONTRATTI NON RICHIESTI
Nel caso ci si accorga d'esser stati vittima dell'attivazione indebita di un contratto di energia elettrica o gas NON richiesto, e' possibile fruire di una particolare procedura di reclamo messa a punto dall'Autorita' garante con conseguente ripristino delle precedenti condizioni. La procedura puo' applicarsi solo se il venditore vi ha aderito.

Per ogni informazione si veda la scheda
VENDITA ENERGIA ELETTRICA E GAS: LE REGOLE DA CONOSCERE PER EVITARE INGANNI E FRODI

APPROFONDIMENTI: FATTURE DI CONGUAGLIO ESORBITANTI
Quando i fornitori per un certo numero di anni non emettono fattura, solitamente al cliente arriva poi una fattura di importo esorbitante a fronte della quale spesso la ratteizzazione che viene proposta e' comunque onerosa.
E' bene sapere che in questi casi siamo di fronte ad un inadempimento del contratto rispetto all'impegno del fornitore relativamente ai tempi di fatturazione (per le utenze a maggior tutela le cadenze sono bimestrali o quadrimestrali, per quelle del mercato libero possono anche essere più ampie ma di solito almeno annuali). In più potrebbe non essere stato rispettato il termine di prescrizione che e' di cinque anni. Per questi motivi e' bene contestare formalmente la fattura chiedendo una rateizzazione più adatta al caso e semmai anche il risarcimento del danno.
Si veda in merito questo articolo

APPROFONDIMENTI: CORRISPETTIVO MOROSITA' (CMOR) E FORNITURA DI ULTIMA ISTANZA
Corrispettivo morosità
In caso di morosità può' scattare la sospensione della fornitura se non si paga entro un termine ulteriore dettato da una raccomandata di sollecito/preavviso che il gestore e' obbligato a inviare.
Ebbene, se un utente continua a non pagare e cambia gestore, il nuovo gestore potrà legittimamente applicare nella sua fattura il “Corrispettivo MORosità” , un indennizzo che andrà poi al vecchio gestore calcolato sulla base dell'impagato degli ultimi tre mesi e il valore medio fatturati per due mesi.
Questo “indennizzo” può essere applicato solo in libero mercato e non in regime di maggior tutela.
Di fatto, quindi, rimane il rischio di vedersi sospesa la fornitura relativamente alla morosità pregressa, per iniziativa del nuovo gestore. E' proprio a tal fine, e quindi per evitare che i gestori rimanessero disarmati di fronte a clienti morosi che cambiano venditore, che il Garante dell'energia e del gas ha introdotto il C-Mor.
Il problema nasce quanto la morosità e' relativa a fatture/addebiti oggetto di reclamo. E' per questo che l'iniziativa ha sollevato moltre critiche senza per ora trovare risposta da parte del Garante.
Fornitura di ultima istanza
E' la fornitura che scatta in automatico quando un utente rimane senza fornitore ma resta collegato alla rete e continua a prelevare gas (esempio tipico il gestore che fallisce). Il fornitore di ultima istanza opera con le condizioni del mercato vincolato ed e' obbligato ad avvisare il cliente del proprio subentro nell'utenza entro 15 giorni dallo stesso. Il cliente ha la possibilità a quel punto di sottoscrivere un contratto con un nuovo gestore senza smettere di utilizzare il servizio (il fornitore di ultima istanza fa da ponte, in questo caso).
Talvolta questo tipo di fornitura può scattare in caso di morosità del cliente nell'ambito di fornitura del gas, se l'utenza risulta disalimentabile (non è possibile sospendere la fornitura). In questo caso, se la morosità si protrae, il fornitore di gas può chiedere il passaggio dell'utenza al Servizi di Ultima Istanza per attivare il cosiddetto “servizio di default”, che resta attivo per massimo 6 mesi. Anche di questa attivazione il cliente deve essere ovviamente informato.
Approfondimenti in questo articolo

LINK UTILI
- Atlante del consumatore di energia e gas (sito informativo dell'AEEG): clicca qui
- Trova offerte (sito informativo dell'AEEG): clicca qui
- Elenco venditori del mercato libero: clicca qui
- Elenco distributori locali: clicca qui

Argomenti collegati:
- Scheda pratica ENERGIA ELETTRICA E GAS: INDENNIZZI SUI SERVIZI DI VENDITA: clicca qui

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