testata ADUC
MUTUI PER LA CASA DI ABITAZIONE: CHI PUO' OTTENERE LA SOSPENSIONE DELLE RATE E COME
Scarica e stampa il PDF
Scheda Pratica di Rita Sabelli
20 agosto 2010 12:12
 
Attenzione! Per il 2016 non ci risulta rifinanziato il fondo di solidarietà.
La sospensione quindi non dovrebbe essere più ottenibile salvi ulteriori aggiornamenti.

Ultimi aggiornamenti: 30/4/2013 e 15/1/2014

Il 2/9/2010 e' entrato in vigore il decreto del Ministero dell'economia n. 132 del 21/6/2010 (GU del 18/8/2010) che ha finalmente dato attuazione alla norma che consente di ottenere la sospensione delle rate dei mutui prima casa per le quali si possa dimostrare che non si e' in grado di far fronte.

E' un decreto, attesissimo, arrivato con un ritardo di piu' di due anni. La norma che ne aveva annunciato l'emissione e che aveva introdotto l'agevolazione costituendo un "fondo di solidarieta'", infatti, e' la Finanziaria del 2008 (legge 244/07 art.2 commi dal 475 al 480).

Ulteriore tappa di attuazione di questo beneficio e' stato il decreto del Ministero del tesoro del 14/9/2010 che ha individuato il soggetto gestore del fondo nella CONSAP, fissando il termine reale dal quale e' possibile inoltrare la domanda alla propria banca.

In ultimo sono intervenute alcune modifiche volute dal Governo Monti che nella riforma del lavoro (legge 92/2012) ha introdotto maggiori restrizioni (dei casi in presenza dei quali si puo' chiedere la sospensione) e maggiori limitazioni (dei mutui che possono accedere al beneficio).

Il fondo di solidarieta' , attivato di fatto nel 2010, e' stato costantemente rifinanziato per tutti gli anni successivi; per il biennio 2014/2015 e' intervenuto in merito  il Dl 102/2013 che ha previsto un rifinanziamento di  20 milioni di euro per ciascun anno . Il fondo si alimenta anche con le sanzioni irrogate alle banche che non rispettano le norme sulla surrogazione dei mutui (D.l.7/2007 art.8).

La Legge di Stabilita' 2014 ha inoltre  (legge 147/2013 art.1 comma 51) chiarito che nei regolamenti applicativi possono essere introdotte particolari forme di intervento con riguardo alle famiglie numerose. E' possibile che questa generica disposizione diventi in futuro novita' concreta. 

Indice scheda
CHI PUO' CHIEDERE LA SOSPENSIONE DELLE RATE
MUTUI INCLUSI
MUTUI ESCLUSI
LA PROCEDURA DI OTTENIMENTO
UNA NOTA SULLA SOSPENSIONE DEI MUTUI DEL "PIANO FAMIGLIE" DELL'ABI
FONTE NORMATIVA

CHI PUO' CHIEDERE LA SOSPENSIONE DELLE RATE
Puo' presentare domanda alla propria banca il titolare di un mutuo acceso per l'acquisto della casa di abitazione principale, posta nel territorio italiano, che sia:
- proprietario dell'immobile oggetto del contratto di mutuo, di categoria diversa da A/1, A/8, e A/9 (rispettivamente abitazioni signorili, ville e castelli) non considerabile "di lusso" (vedi DM 2/8/69);
- intestatario di un mutuo di importo erogato (quindi il debito iniziale) non superiore a 250mila euro, in essere da almeno un anno (per la precisione il decreto dice "in ammortamento da almeno un anno", quindi si puo' intendere che l'anno dev'essere decorso dalla scadenza della prima rata che intacca il capitale);
- con ISEE non superiore a 30mila euro.

E' inoltre necessario che il titolare del mutuo si trovi nella temporanea impossibilita' di pagare le rate alla loro scadenza naturale a causa di almeno uno dei seguenti eventi accaduto dopo la stipula del contratto di mutuo e nel triennio precedente alla presentazione della domanda:
- cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione dei casi di risoluzione consensuale (pattuita tra le parti), di risoluzione per limiti di eta' con diritto alla pensione (di vecchiaia o di anzianita'), di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa;
- cessazione dei rapporti di lavoro di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione con prestazione di opera continuativa e coordinata, anche non subordinata, ad eccezione delle risoluzioni consensuali (pattuite tra le parti), di recesso datoriale (licenziamento) per giusta causa, di recesso del lavoratore (dimissioni) non per giusta causa.
- morte o riconoscimento di handicap grave, ovvero di invalidita' civile non inferiore all'80%.

Nota: i casi suddetti sono quelli in vigore dal 18/7/2012 per effetto dell'entrata in vigore della legge 92/2012; in precedenza erano decisamente piu' ampi, perche' comprendevano anche quelli dove l'intestatario del mutuo era gravato dal pagamento di spese mediche o di assistenza domiciliare per oltre 5.000 euro annui o di spese di manutenzione straordinaria dell'immobile per oltre 5.000 euro. Era incluso anche il caso di aumento della rata del mutuo di almeno il 25% rispetto a quella precedente (se semestrale) o del 20% se mensile.

MUTUI INCLUSI
Sono inclusi, come gia' detto, i mutui accesi per l'acquisto dell'abitazione principale, intesa come quella dove il proprietario intestatario del mutuo e i suoi eventuali familiari dimorano abitualmente. Essa si identifica per legge con la casa di residenza anagrafica e sta al soggetto interessato, eventualmente, dimostrare di aver fissato abitazione principale in un immobile diverso.

La sospensione si applica anche ai mutui
- oggetto di operazioni di emissione di obbligazioni bancarie garantite (quando la banca, a fronte del mutuo, ha emesso obbligazioni garantite, le cosiddette "covered bond");
- oggetto di cartolarizzazione (cessione a terzi);
- erogati per portabilita' tramite surroga, che costituiscono mutui di nuova erogazione alla data di perfezionamento dell'operazione di surroga;
- che hanno gia' fruito di altre misure di sospensione purche' esse non determinino complessivamente una sospensione dell'ammortamento superiore a diciotto mesi.

MUTUI ESCLUSI
La sospensione non puo' essere richiesta per mutui che abbiano almeno una delle seguenti caratteristiche:
- ritardo nei pagamenti superiore a 90 giorni consecutivi al momento della presentazione della domanda da parte del mutuatario;
- intervento della decadenza dal beneficio del termine
- intervento della risoluzione contrattuale, anche tramite notifica dell'atto di precetto;
- avvio da parte di terzi delle procedure esecutive sull'immobile ipotecato;
- fruizione di agevolazioni pubbliche;
- presenza di un'assicurazione a copertura del rischio che si verifichino gli eventi a causa dei quali il mutuatario non e' piu' in grado di pagare, purche' tale assicurazione garantisca il rimborso almeno degli importi delle rate oggetto della sospensione e sia efficace nel periodo di sospensione stesso.

Nota: le suddette esclusioni sono in vigore dal 18/7/2012 per effetto delle modifiche introdotte dalla legge 92/2012; in precedenza l'unico caso di esclusione era l'inizio delle procedure esecutive per l'escussione delle garanzie.

LA PROCEDURA DI OTTENIMENTO
I soggetti che si trovano nelle condizioni di poter chiedere la sospensione delle rate possono ottenerla, nel corso dell'esecuzione del contratto, per non piu' di due volte e per un periodo massimo complessivo non superiore a 18 mesi.

Va presentata una domanda alla banca presso la quale e' attivo il mutuo. Vi deve essere indicato il periodo di tempo per il quale viene chiesta la sospensione delle rate e si deve allegare:
- l'attestazione ISEE;
- la documentazione che dimostra l'evento, rientrante tra quelli suddetti, che impedisce il pagamento puntuale della rata del mutuo.

Le domande potranno essere presentate utilizzando una modulistica approntata dal Ministero che sara' scaricabile, con tutte le istruzioni di compilazione e dettaglio degli allegati, dal sito appositamente dedicato www.dt.tesoro.it/fondomutuiprimacasa

Successivamente, per ottenere l'effettiva sospensione, si potrebbe dover aspettare fino a un mese, poiche' la banca deve ottenere un nullaosta dalla societa' che gestisce il fondo, che deve verificarne la disponibilita'. Per questa procedura possono passare fino a 25 giorni (10 gg per l'invio della richiesta da parte della banca e i successivi 15 per l'ottenimento del nullaosta), e poi la banca ha ulteriori 5 giorni di tempo per comunicare all'intestatario del mutuo l'avvenuta sospensione delle rate.

Una volta scaduto il periodo di sospensione l'intestatario del mutuo deve riprendere il pagamento delle rate secondo gli accordi originari, a meno che nel frattempo non sia stata sottoscritta una rinegoziazione.
Ovviamente la durata del contratto e quella delle garanzie risultera' prorogata per un periodo uguale alla sospensione ottenuta. Le rate non pagate perche' sospese, in parole povere, "si spostano" in avanti, allungando il periodo di ammortamento.

Note:
- la sospensione non puo' essere chiesta dopo che sia iniziato l'eventuale procedimento esecutivo inerente le garanzie;
- al termine del periodo di sospensione, una volta ripreso il regolare pagamento delle rate del mutuo, la banca si rivolge alla societa' che gestisce il fondo per ottenere il rimborso dei costi sostenuti (sostanzialmente gli interessi delle rate sospese).

Molte informazioni si trovano anche sul sito della CONSAP: clicca qui

UNA NOTA SULLA SOSPENSIONE DEI MUTUI DEL "PIANO FAMIGLIE" DELL'ABI
Alla sospensione delle rate disciplinata dal DM 21/6/2010, in un certo senso "obbligatoria" per le banche si e' affiancato, dal 1/2/2010 il PIANO FAMIGLIE dell'ABI, grazie al quale e' stato possibile ottenere la sospensione delle rate per almeno 12 mesi. Questa iniziativa si e' conclusa il 31/3/2013.

Essa prevedeva la possibilita' di ottenere la sospensione di mutui fino a 150.000 euro sottoscritti per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell'abitazione principale, compresi i mutui cartolarizzati. Il reddito annuo non doveva essere superiore a 40.000 euro e si doveva dimostrare di aver subito o di subire eventi particolarmente negativi come la perdita del lavoro, l'insorgenza di condizioni di non autosufficienza, l'ingresso in cassa integrazione, la morte del familiare percettore di reddito, etc.

Per approfondimenti ed informazioni sul "Piano Famiglie" (anche sulla lista di banche aderenti): clicca qui

FONTE NORMATIVA
Per il Fondo solidarieta' mutui prima casa:
- Legge Finanziaria del 2008 (legge 244/07) art.2 commi dal 475 al 480;
- Decreto Ministero dell'economia n. 132 del 21/6/2010 (GU del 18/8/2010) modificato dal Decreto Ministero dell'economia n.37 del 22/2/2013 (GU del 12/4/2013);
- Dl 201/2011 convertito nella legge 214/2011, art.13 comma 20 (rifinanziamento fondo per gli anni 2012 e 2013)
- Legge 92/2012 art.3 comma 48 
- Dl 102/2013 art.6 comma 2 (rifinanziamento per gli anni 2014/2015)
- Legge di Stabilita' 2014 (legge 147/2013), art.1 comma 51

Per il Piano Famiglie dell'ABI:

- Accordo quadro ABI/Min.Finanze 25/3/09 (sottoscritto nell'ambito della sottoscrizione degli strumenti finanziari previsiti dall'art.12 DL 185/08, i cosiddetti "Tremonti Bond") e accordo ABI/CNCU 18/12/09 piu' volte prorogato.
PRIMO PIANO
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori