Cara ADUC
Titoli di stato italiani: rischi per il risparmiatore se gli investitori non rinnovano il debito
Domanda
26 maggio 2026
Buongiorno,
che io sappia quando scade un'obbligazione emessa dal Tesoro viene "pagata" emettendo nuovo debito. Chiedo se esiste la possibilità reale che i grandi investitori non rinnovino il nuovo debito e in questo caso quali rischi corre il risparmiatore che ha in portafoglio le obbligazioni del Tesoro.
Grazie per la gentile risposta.
Sergio, dalla provincia di VR
che io sappia quando scade un'obbligazione emessa dal Tesoro viene "pagata" emettendo nuovo debito. Chiedo se esiste la possibilità reale che i grandi investitori non rinnovino il nuovo debito e in questo caso quali rischi corre il risparmiatore che ha in portafoglio le obbligazioni del Tesoro.
Grazie per la gentile risposta.
Sergio, dalla provincia di VR
Risposta ADUC
Gentile Sergio,
Sì, in teoria il rischio esiste: se i grandi investitori non volessero più sottoscrivere nuovo debito, lo Stato dovrebbe offrire rendimenti più alti e i prezzi dei BTP già in circolazione scenderebbero. Per il risparmiatore il rischio principale è quindi vendere prima della scadenza in perdita.
Se invece il titolo viene mantenuto fino a scadenza, il rimborso dipende dalla capacità dello Stato di onorare il proprio debito. Il rischio di mancato rimborso esiste, ma è uno scenario estremo di crisi del debito sovrano. In sintesi, il rischio più concreto è la perdita di valore prima della scadenza, invece, il rischio di non essere rimborsati a scadenza è molto più remoto, ma non nullo.
Nel caso italiano il rischio di rifinanziamento è attenuato dal fatto che il debito ha una vita media piuttosto lunga. Banca d'Italia indicava per fine 2024 una vita media residua di circa 7,9 anni, quindi non tutto il debito deve essere rinnovato insieme. Inoltre le aste sono gestite regolarmente dal Tesoro con il supporto operativo di Banca d'Italia.
Sì, in teoria il rischio esiste: se i grandi investitori non volessero più sottoscrivere nuovo debito, lo Stato dovrebbe offrire rendimenti più alti e i prezzi dei BTP già in circolazione scenderebbero. Per il risparmiatore il rischio principale è quindi vendere prima della scadenza in perdita.
Se invece il titolo viene mantenuto fino a scadenza, il rimborso dipende dalla capacità dello Stato di onorare il proprio debito. Il rischio di mancato rimborso esiste, ma è uno scenario estremo di crisi del debito sovrano. In sintesi, il rischio più concreto è la perdita di valore prima della scadenza, invece, il rischio di non essere rimborsati a scadenza è molto più remoto, ma non nullo.
Nel caso italiano il rischio di rifinanziamento è attenuato dal fatto che il debito ha una vita media piuttosto lunga. Banca d'Italia indicava per fine 2024 una vita media residua di circa 7,9 anni, quindi non tutto il debito deve essere rinnovato insieme. Inoltre le aste sono gestite regolarmente dal Tesoro con il supporto operativo di Banca d'Italia.
Ulteriore domanda
27/05/2026
In merito alla risposta chiedo anche come mai consigliate al risparmiatore una percentuale max del 15% in portafoglio di titoli di stato italiani.
Grazie mille.
Sergio
Grazie mille.
Sergio
Risposta ADUC
Gentile Sergio,
principalmente a fini di diversificazione. Mantenere la concentrazione su titoli di un singolo Stato (es. Italia) sotto la soglia del 15% evita che un'eventuale crisi del debito sovrano o un downgrade pesino eccessivamente sul proprio patrimonio. I titoli di stato poi, sono strumenti adatti per la parte del portafoglio a breve/medio termine, ma vanno bilanciati con altre classi di attività (azioni, obbligazioni societarie, fondi) per proteggersi dall'inflazione e diversificare il rischio.
Naturalmente queste sono indicazioni generali
principalmente a fini di diversificazione. Mantenere la concentrazione su titoli di un singolo Stato (es. Italia) sotto la soglia del 15% evita che un'eventuale crisi del debito sovrano o un downgrade pesino eccessivamente sul proprio patrimonio. I titoli di stato poi, sono strumenti adatti per la parte del portafoglio a breve/medio termine, ma vanno bilanciati con altre classi di attività (azioni, obbligazioni societarie, fondi) per proteggersi dall'inflazione e diversificare il rischio.
Naturalmente queste sono indicazioni generali
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti