Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

PayPal: transazione non autorizzata e debito inesistente, cosa fare

30 maggio 2026
Domanda 30 maggio 2026
Buongiorno,

Ho un problema con Paypal e mi è stata consigliata ADUC per vedere se ci fossero procedure già attive. Non ne ho trovate, quindi vorrei sottoporvi il problema.

La mattina di Pasqua, Paypal mi invia un sms (autentico, questo è acclarato) chiedendo se avevo autorizzato una transazione di 899 euro a una certa persona mai sentita prima. Ho verificato che c'era veramente in lista un simile addebito, quindi ho risposto di NO ma l'addebito è rimasto lì. Sul momento, ho perfino pensato di averlo autorizzato con il mio "no"!

Ho passato tre giorni a cercare di far capire all'assistenza che quella transazione NON era autorizzata e che l'account era stato violato. Non c'è stato niente da fare, dicevano che non risultavano accessi non autorizzati.

Avevo subito bloccato gli addebiti da Paypal al conto corrente, quindi non ho perso soldi. Paypal tuttavia ha cominciato a scrivere email e mandare sms dicendo che avevo un debito (di fronte al fatto che io avevo detto subito di non aver autorizzato la transazione).

All'inizio pensavo che fosse una procedura automatica per via della commissione che spetta alla piattaforma, quindi ho aspettato che la finissero. A un certo punto, invece, mi ha chiamato un'agenzia di recupero crediti, dicendo che Paypal anticipa il denaro e che, per questo, io avrei un debito con Paypal.

Ho risposto che non pago per la dabbenaggine di nessuno e che avrei comunicato con Paypal solo per iscritto. In realtà, avevo già spedito una raccomandata con un "Nulla Devo" al loro ufficio del Lussemburgo, perché non esiste una PEC di Paypal Italia a cui scrivere (non so quanto sia legale ma così è; esiste una PEC italiana intestata a Paypal ma non si occupa di questi problemi e mi hanno ribadito l'indirizzo lussemburghese).

Ora vorrei capire che cosa posso fare per impedire a questi di seccarmi ulteriormente. Mi pare una truffa perché non riesco a credere che un sistema come Paypal anticipi somme come quella senza chiedere il permesso prima, ma avvisando solo dopo aver inviato i denari. La strada del giudice di pace non mi pare percorribile, perché qui c'è di mezzo un tentativo di furto.

Ho gli screenshot degli sms, allego quello con la mia risposta.

Su Trustpilot vedo che molte altre persone hanno avuto problemi con Paypal, anche se diversi dal mio. È possibile che ci siano i numeri per un'azione collettiva? Mi pare che il comportamento di Paypal comporti quantomeno perdita di tempo e ansie varie, come è accaduto a me; ma c'è anche chi veramente ha perduto delle somme.

Grazie dell'attenzione.
Cordiali saluti.
Umberta, dalla provincia di PG

Risposta ADUC
Gentile Umberta,
La situazione che descrive è comprensibilmente frustrante, ma è utile inquadrarla con precisione per capire quali strumenti ha a disposizione.

Sul piano della qualificazione giuridica: quello che ha subito appare essere un accesso non autorizzato al suo account (un illecito di terzi), non necessariamente una "truffa" da parte della piattaforma stessa. Il fatto che la piattaforma stia reclamando un debito nonostante la sua tempestiva contestazione è una condotta contrattualmente contestabile, ma non si configura automaticamente come truffa in senso penale. Teniamola sul piano del contenzioso contrattuale/civile, che è comunque tutelabile.

Il punto centrale è questo: se lei ha contestato immediatamente e per iscritto la transazione come non autorizzata, la piattaforma avrebbe dovuto avviare una procedura di indagine interna prima di considerarla debitrice. Il fatto che abbia ceduto il presunto credito a una società di recupero mentre la contestazione era già in atto è un elemento rilevante a suo favore.

Le consigliamo di procedere così. Prima di tutto, invii un reclamo scritto formale alla piattaforma (non solo una raccomandata cartacea, ma anche via email all'indirizzo ufficiale del servizio clienti che risulta dal suo account), ribadendo la contestazione della transazione, allegando gli screenshot degli SMS e specificando che non riconosce alcun debito. Può usare il nostro generatore di moduli per banca/credito.

Se il reclamo non produce risposta soddisfacente entro 30-45 giorni, può presentare un esposto all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), che è competente anche sui servizi di pagamento e include le piattaforme come quella che descrive. È gratuito, si può fare online sul sito della Banca d'Italia, e la sua contestazione documentata (risposta immediata all'SMS, raccomandata, reclamo) costituisce una base solida.

Può anche presentare una segnalazione al Garante della Privacy se ritiene che i suoi dati siano stati trattati in modo non corretto durante la violazione, e alla Polizia Postale per l'accesso non autorizzato all'account.

Per quanto riguarda l'azione collettiva... per fortuna non ci sono tante persone con il medesimo problema con Paypal, situazione che non determina la presa in considerazione di una tale azione (tra l'altro poco fattibile nello specifico e in assoluto).

Per approfondire: la nostra scheda sull'Arbitro Bancario Finanziario
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