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PAGAMENTI NELLA NUOVA AREA UNICA EUROPEA (SEPA): informazioni e regole
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Scheda Pratica di Rita Sabelli
6 aprile 2010 13:10
 
Ultimo aggiornamento: 18/6/2013 

Con il D.lgs. 11/2010, in vigore dal 1/3/2010, l'Italia ha recepito, in ritardo, la Direttiva 2007/64/CE detta "direttiva pagamenti" o PSD (Payment Services Directive).

L'intento della direttiva e' di uniformare a livello europeo il sistema dei pagamenti, con la creazione di un macro area unica detta SEPA (Single Euro Payments Area) all'interno della quale tutti i cittadini possono godere delle stesse condizioni diventando clienti "domestici" dello "Stato Europa", con eliminazione di barriere e diversita' tra Stato e Stato.

In termini pratici grazie alla SEPA i pagamenti in ambito UE diventano "domestici" per ogni cittadino dei paesi coinvolti; non esiste piu' differenza, sia in termini di costi che di sicurezza, tra pagamenti nazionali ed internazionali.

L'obiettivo e' stato progettato in diverse tappe di passaggio -da regole nazionali a regole europee uniformi- iniziate nel 2008 e in fase di conclusione con le ultime attivita' di migrazione.

Una delle prime tappe e' stata l'introduzione dal 2008 del codice IBAN obbligatorio per i bonifici. L'ultima e' stata sancita dal Regolamento UE 260/2012, attuato dal Provvedimento della Banca d'Italia del 12/2/2013, che ha stabilito che entro il 1/2/2014 i bonifici e rid (pagamenti diretti) di ogni nazione facente parte dell'area SEPA dovranno essere eseguiti secondo procedure analoghe e uniformi.

Per capirsi, del progetto SEPA ha fatto parte, a suo tempo, la conversione delle carte di pagamento nelle nuove carte a microchip, e adesso il graduale passaggio dal bonifico "nazionale" al "Sepa credit transfer" (SCT) e dai pagamenti diretti (rid) al "Sepa direct debit" (SDD).

Indice scheda
CHI FA PARTE DELL'AREA "SEPA"?
I SOGGETTI COINVOLTI
I PAGAMENTI COINVOLTI
AL POSTO DEL CONTANTE: I MICROPAGAMENTI
OFFERTE E CONTRATTI
LE REGOLE UNIFORMATE (ordini di pagamento, esecuzione, tempi e costi)
ESPOSTI E RICORSI
FONTE NORMATIVA
LINK UTILI

CHI FA PARTE DELL'AREA "SEPA"?

I 17 Paesi della UE che utilizzano l'Euro:
Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Svovacchia, Slovenia, Spagna.
I 10 Paesi della UE che utilizzano una valuta diversa ma effettuano comunque pagamenti in Euro:
Bulgaria, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Svezia, Ungheria.
I 4 Paesi non UE ma facenti parte dello Spazio Economico Europeo: Islanda, Liechtenstein e Norvegia.
I 2 Paesi non facenti parte ne' dell'UE ne' dello SEE ma che utilizzano l'euro: Svizzera e Principato di Monaco.

I SOGGETTI COINVOLTI
Le operazioni coinvolte sono, come vedremo meglio piu' avanti, i cosiddetti "servizi di pagamento", operazioni di pagamento eseguite con mezzi diversi (bonifico, carta bancomat o di credito, etc.).

I soggetti coinvolti sono:
* il pagatore, titolare o meno di un conto, che ordina un pagamento;
* il beneficiario, soggetto destinatario del pagamento;
* il prestatore dei "servizi di pagamento" che puo' essere
- una banca,
- la posta,
- un istituto di moneta elettronica (imprese, diverse dalle banche, che gestiscono carte e conti prepagati),
- un'amministrazione statale, regionale o locale, che ovviamente non agisce in veste di autorita' pubblica,
- un "istituto di pagamento" (vedi sotto).

Perche' si applichino le regole dettate dal decreto, ambedue i prestatori dei servizi a pagamento coinvolti (del pagatore e del beneficiario) devono essere insediati nella comunita' europea. Le regole sulle valute e i termini di disponibilita' dei fondi si applicano invece anche ai casi dove solo uno dei prestatori vi ha sede.

La nuova figura: gli istituti di pagamento

Il decreto li ha istituiti aggiornando il testo unico bancario (TUB), art. 114-sexies e seguenti.
Sono i nuovi soggetti che possono rendere i "servizi di pagamento" in ambito SEPA, oltre alle classiche banche, poste, istituti di moneta elettronica. Puo' trattarsi anche di soggetti la cui attivita' imprenditoriale principale non riguarda il settore bancario e creditizio, come supermercati, gestori telefonici, elettrici o del gas, aziende di trasporto, catene di distribuzione del carburante, etc.

Possono quindi gestire carte e conti di pagamento (appoggiandosi ad una banca autorizzata ad operare in Italia). I conti di pagamento possono essere utilizzati solo per depositare o versare somme e trasferire denaro con bonifici una tantum o anche permanenti. Vi puo' essere collegata una carta bancomat e di credito, anche revolving. I conti non sono fruttiferi di interessi e non vi puo' essere collegato un libretto di assegni.
Gli istituti di pagamento possono emettere anche carte prepagate, ricaricabili o meno, e offrire servizi di trasferimento contanti tipo money trasfer.

Essi possono anche effettuare queste attivita' "accessorie" ai servizi principali:
- concedere crediti che siano in stretta relazione con i servizi di pagamento prestati (per esempio una carta di credito revolving). Se il finanziamento non e' connesso ad una carta di credito la sua durata non puo' superare i 12 mesi;
- prestare servizi operativi o connessi, come la prestazione di garanzie per l'esecuzione di operazioni di pagamento, servizi di cambio, attivita' di custodia e registrazione e trattamento dati;
- gestire sistemi di pagamento (di trasferimento fondi).

Sono autorizzati a tali attivita' dalla Banca d'Italia che, accertati i requisiti, li iscrive in un apposito albo pubblico.

I PAGAMENTI COINVOLTI
In generale sono coinvolti tutti i mezzi di pagamento utilizzabili "elettronicamente", quindi i bonifici e gli utilizzi di carte di credito, di debito (bancomat) e prepagate.

Questi strumenti sono stati via via uniformati nell'ambito del progetto SEPA, prima i bonifici con l'introduzione del codice IBAN obbligatorio, poi le carte via via sostituite con nuovi modelli dotati di microchip.
Nella migrazione in corso ad oggi, che deve concludersi entro il Febbraio 2014, i bonifici nazionali diventano "Sepa Credit Transfer (SCC)" e gli addebiti diretti (rid) diventano "Sepa Direct Debit (SDD)" .

Sono coinvolti anche i conti di pagamento, depositi di denaro (tenuti presso uno dei soggetti gia' detti) utilizzabili esclusivamente per effettuare pagamenti con bonifici o carte.

Non sono coinvolti i pagamenti effettuati per contanti (diretti), ne' quelli effettuati tramite assegni, cambiali, vaglia e bollettini postali (compresi i MAV e RAV), ne' le Ri.ba (ricevute bancarie). La gestione di questi strumenti rimane differenziata tra Stato e Stato.

Le operazioni coinvolte sono quelle che il decreto chiama "servizi di pagamento", ovvero pagamenti in euro o nella moneta ufficiale degli Stati membri che non adottano l'euro o degli Stati facenti parte dello Spazio Economico Europeo.

Nel dettaglio, vi rientrano
- tutte le operazioni richieste per la gestione di un conto tenuto presso un prestatore di servizi di pagamento, compresi i versamenti e i prelievi di contante;
- tutte le operazioni di esecuzione di ordini di pagamento, inclusi i trasferimenti di fondi, su un conto, quali esecuzioni di addebiti diretti (per ordine del beneficiario su consenso del pagatore), pagamenti tramite carte, bonifici, bonifici permanenti e rid;
- tutte le operazioni di esecuzione di ordini di pagamento gia' detti con utilizzo di aperture di credito o fidi;
- tutte le operazioni di esecuzione di ordini di pagamento dati mediante dispositivi di telecomunicazione, digitale o informatico (telefono, internet, programmi di home banking, etc.);
- le emissioni e/o acquisizioni di strumenti di pagamento (per es.bancomat, carte di credito) e di moneta elettronica (per es.carte e conti prepagati);
- le rimesse di denaro, ovvero i trasferimenti effettuati tramite prestatori, senza apertura di conti (per es.i servizi di "money transfer").

Sono invece esclusi:
- i pagamenti in contanti fatti direttamente tra creditore e debitore, senza intermediari;
- i pagamenti fatti tramite agenti commerciali con autorizzazione all'acquisto o alla vendita del, rispettivamente, pagatore o beneficiario;
- i trasporti materiali di denaro a titolo professionale (raccolta, trattamento, consegna);
-alla raccolta o consegna di contante fatta nell'ambito di un'attivita' senza scopo di lucro o ai fini di beneficenza;
- i casi in cui il venditore (creditore) fornisce denaro al compratore (debitore) a fronte di una richiesta fatta prima che questi paghi il suo debito relativo ad acquisto di beni e servizi. Ci viene in mente, come esempio, il servizio detto "cash back" fornito da molti supermercati europei (non italiani, a quanto ci risulta), dove al pagamento della merce viene associato un prelievo di contanti, una sorta di "maxi resto" che consente al cliente di prelevare contanti con la propria carta direttamente alla cassa del supermercato (che funge da bancomat);
- i cambi di valuta contante contro contante, senza il passaggio da un conto;
- i pagamenti effettuati con assegni, cambiali, voucher, traveller's cheque, vaglia postali;
- i pagamenti effettuati all'interno del sistema di compensazione tra banche (stanze di compensazione, etc.);
- i pagamenti derivanti da strumenti finanziari (dividendi, rimborsi, cessioni di titoli) effettuati da imprese di investimento o societa' di gestione patrimoniale;
- i servizi tecnici a supporto della prestazione del servizio di pagamento (elaborazione e registrazione dati, servizi di protezione dati personali, autenticazione dati, fornitura di reti informatiche, etc.);
- i pagamenti di beni e servizi effettuati con strumenti utilizzabili solo nella sede di chi li ha emessi o in una rete limitata di venditori (carte fedelta');
- i pagamenti eseguiti tramite dispositivi di telecomunicazione, digitali o informatici, quando i beni e servizi acquistati sono subito fruibili od utilizzabili tramite lo stesso dispositivo. Cio' se l'operatore di telecomunicazione, digitale o informatico non agisce esclusivamente quale intermediario tra l'utilizzatore e il fornitore;
- i pagamenti realizzati tra prestatori di servizi di pagamenti (tra agenti e/o succursali);
- i pagamenti realizzati tra impresa madre e affiliata o tra le affiliate, senza intermediazione da parte di prestatori di servizi di pagamento diversi dalle imprese del gruppo;
- i prelievi di contante a sportelli automatici fuori dal contratto con il prestatore.

AL POSTO DEL CONTANTE: I MICROPAGAMENTI
Tra i mezzi di pagamento disciplinati dal decreto vi sono anche quelli destinati ai micropagamenti, che consentono operazioni singole di importo non superiore ai 30 euro con limiti di spesa non superiori ai 150 euro (se lo strumento viene rilasciato ed utilizzato unicamente in Italia gli importi suddetti si raddoppiano e il limite di 150 euro puo' salire fino a 500 euro).
Per questi strumenti sono previste regole semplificate sia in ambito contrattuale sia in ambito di sicurezza d'uso, come meglio specificato piu' avanti.

Il mercato dei sistemi di pagamento sta sfruttando le nuove normative europee per introdurre sistemi di micropagamento innovativi, come il "mobile payment" (pagamenti effettuati con il cellulare presso negozi, edicole, etc. con addebito su una carta di credito o sul conto telefonico), oppure le "contactless card", carte prepagate che funzionano senza "strusciamento" e senza pin e che consentono, con il semplice avvicinamento ad appositi lettori ottici, di pagare piccole somme.

Il mercato e' aperto e in piena evoluzione, su questo piano. Fioccano ogni giorno nuovi servizi di pagamento sempre piu' "evoluti" e veloci, anche grazie al fatto che la direttiva SEPA, e il decreto italiano, hanno aperto la porta a nuovi operatori (i gia' detti "istituti di pagamento), che promettono concorrenza alle banche e alle poste.

Tipici esempi di micropagamento sono: pagamenti con paypal, con SMS,  attraverso numeri telefonici speciali (899), etc.

Massima attenzione, in tutti i casi, ai contratti, alle norme di sicurezza e soprattutto ai costi.

OFFERTE E CONTRATTI
Sono regolati dal TUB (testo unico bancario) come modificato dal decreto con l'introduzione degli art.126 bis e segg. (Capo II-bis) e dal provvedimento attuativo della Banca d'Italia del 15/2/2010, al quale le banche e gli altri operatori devono adeguarsi entro il 30/4/2010.

Le regole sono vincolanti per i servizi di pagamento utilizzati dai consumatori e dalle micro imprese. Per le restanti tipologie di clienti i contratti possono anche prevedere condizioni diverse.

Il contratto che riguarda questi servizi e' detto "contratto quadro", riguardante le future operazioni di pagamento, singole e/o ricorrenti, nonche' l'eventuale gestione di un conto di pagamento.
Prima di firmare il contratto devono essere consegnati o resi disponibili il foglio informativo e il documento di sintesi.

Nel foglio informativo sono riportate informazioni sulla banca/altro prestatore, le caratteristiche del servizio, l'elenco delle condizioni economiche offerte tra cui tutti i costi e l'ISC (indicatore sintetico di costo), le clausole di recesso, i tempi massimi di chiusura del rapporto e i mezzi di tutela di cui il cliente puo' avvalersi.

Nel documento di sintesi e in un eventuale documento allegato sono riportate invece le informazioni piu' specifiche riguardanti il tipo di servizio offerto.
Sulla banca o altro prestatore:
- denominazione e indirizzo (della sede italiana) dell'intermediario/prestatore di servizi. Se l'offerta e' fatta fuori sede o a distanza occorre anche indirizzo del soggetto che entra in rapporto col cliente e indirizzo (anche di posta elettronica) al quale e' possibile reperire informazioni;
- indicazione della vigilanza della Banca d'Italia e numero di iscrizione all'albo tenuto dalla stessa.
Sul servizio di pagamento e sui termini di esecuzione:
- informazioni sul servizio di pagamento oggetto dell'offerta: caratteristiche, dati del cliente o identiciativo unico (IBAN) che il cliente deve fornire affinche' l'ordine di pagamento sia eseguito correttamente;
- forma e modalita' per prestare o revocare il consenso all'esecuzione di un'operazione di pagamento;
- indicazione del momento in cui l'ordine si intende ricevuto e dell'eventuale momento limite giornaliero oltre il quale gli ordini si reputano pervenuti nelle giornate successive;
- tempo massimo di esecuzione del servizio di pagamento;
- eventuali limiti di importo applicabili in relazione all'utilizzo di determinati strumenti di pagamento.
Sulle spese e tassi:
- elenco completo delle spese, oneri e commissioni a carico del cliente;
- indicazione dei tassi di interesse e di cambio eventualmente applicati oppure riferimento al metodo di calcolo degli interessi;
- eventuale avvertenza che le modifiche al tasso di riferimento si applicano senza preavviso e l'indicazione della frequenza e delle modalita' con le quali le eventuali variazioni vanno comunicate.
Sui mezzi di comunicazione adottati:
- mezzi di comunicazione previsti per fornire informazioni o avvisi con requisiti tecnici dei dispositivi tramite i quali il cliente puo' effettuare e ricevere le comunicazioni;
- modalita' e frequenza delle informazioni;
- lingua o lingue in cui e' concluso il contratto;
- diritto del cliente di ottenere in qualsiasi momento copia del contratto e del documento di sintesi.
Sulle misure di sicurezza:
- descrizione delle eventuali misure di sicurezza a cui il cliente e' tenuto ad adottare nell'utilizzo degli strumenti di pagamento;
- modalita' e tempi di comunicazione dell'eventuale smarrimento, furto o utilizzo indebito o non autorizzato dello strumento di pagamento;
- modalita' e tempi di comunicazione delle eventuali inesattezze nell'effettuazione dell'operazione di pagamento;
- eventuali condizioni alle quali la banca/altro prestatore si riserva il diritto di bloccare lo strumento di pagamento;
- responsabilita' del pagatore e della banca/altro prestatore per l'utilizzo non autorizzato dello strumento di pagamento;
- informazioni sui rimborsi in caso di inesattezza o utilizzo indebito o non autorizzato.
Sulle modifiche contrattuali e diritto di recesso:
- eventuali modifiche che, per previsione contrattuale, si ritengono accettate dal cliente in assenza di un suo espresso rifiuto;
- diritto del cliente di recedere e modalita' per procedere.
Sui reclami e ricorsi:
- autorita' giudiziaria competente in caso di controversia;
- diritto del cliente a presentare esposti alla Banca d'Italia e di promuovere ricorsi all'Arbitro Bancario Finanziario (vedi link in calce alla scheda);
- informazioni sulle sanzioni amministrative applicabili.

Queste informative sono obbligatorie e devono essere rese gratuitamente. Possono essere consegnate al cliente (in caso di rapporto diretto) o messe a sua disposizione (per contratti attivati a distanza, per esempio telematicamente). Nei casi -pur rari- di contatto con mezzi a distanza che non consentono di rendere subito accessibili le informazioni (si pensi al telefono) esse devono comunque essere inviate dopo l'adesione.

Se una singola operazione di pagamento NON rientra in un contratto "quadro" stipulato con quella banca/altro intermediario, per essa dovranno essere fornite almeno informazioni sui dati che il cliente deve fornire, sul tempo massimo di esecuzione (ove disponibile), sulle spese dovute, sull'eventuale cambio da applicare, sulla modalita' per comunicare e revocare il consenso all'operazione.

Per ogni operazione di pagamento eseguita al cliente, pagatore o beneficiario, deve anche essere consegnata o messa a disposizione una ricevuta con tutti gli elementi utili. Se l'operazione rientra in un contratto quadro, le ricevute possono anche essere consegnate o messe a disposizione periodicamente, almeno una volta al mese.

Per le operazioni di pagamento effettuate con strumenti che hanno limiti di spesa non superiori ai 150 euro e consentono operazioni singole di importo non superiore ai 30 euro (vedi per esempio le carte prepagate, anche ricaricabili per importi non superiori a 150 euro) e' prevista un'informativa semplificata.

Le modifiche al contratto devono essere "proposte"al cliente, per iscritto, con preavviso minimo di due mesi rispetto alla prevista data di applicazione. Puo' essere previsto che esse si intendano approvate in caso di mancato espresso rifiuto con recesso inviato entro la data prevista per la loro applicazione.

Le modifiche economiche favorevoli al cliente possono essere effettuate senza preavviso. Quelle sfavorevoli possono essere applicate subito solo se questa facolta' e' espressamente prevista dal contratto e la modifica dipenda esclusivamente dalla modifica dei tassi di interesse e/o di cambio. Della modifica dei tassi di interesse o del cambio il cliente deve comunque essere avvisato tempestivamente.

Il recesso del cliente dal contratto e' sempre possibile, senza penali, oneri ne' spese di chiusura. Anche la banca/altro prestatore puo' recedere ma solo nei termini previsti dal contratto con un preavviso scritto di almeno due mesi e senza oneri per il cliente.

LE REGOLE UNIFORMATE
Ordine di pagamento
Il momento di ricezione di un ordine di pagamento coincide con il ricevimento effettivo da parte della banca/posta/altro prestatore. Se cio' non avviene in una giornata operativa (per esempio in un giorno festivo), l'ordine si intende ricevuto nella giornata successiva. La banca/altro prestatore puo' fissare un orario serale oltre il quale gli ordini si considerano ricevuti nella giornata successiva (si pensi per esempio ai bonifici disposti via Internet).

Sull'ordine di bonifico deve essere obbligatoriamente riportato il codice IBAN del beneficiario e il codice BIC della banca destinataria. Quest'ultimo non dovra' piu' essere indicato dal 1/2/2016 (gia' dal 1/2/2014 in ambito nazionale).

Per gli addebiti diretti (rid) e' necessaria la firma di un mandato (accordo tra il debitore e il creditore) per l'effettuazione di pagamenti ripetuti (per esempio relativi ad utenze) o singoli (per esempio per fatture). Con il nuovo sistema in migrazione che deve terminare entro il 1/2/2014, che vede i rid diventare "SDD" (ovvero sepa direct debit) il mandato non puo' piu' essere consegnato alla banca/posta ma deve essere sottoscritto tra il pagatore e il creditore.
Le deleghe di addebito rid (domiciliazione pagamenti sul conto) gia' attive vengono automaticamente convertite nei nuovi mandati.
Il beneficiario del pagamento diretto (rid) deve in ogni caso informare il pagatore dell'intenzione di avvalersi del nuovo rid conforme al Regolamento UE 260/2012 con un preavviso di 30 giorni rispetto all'attivazione e comunque non oltre il 31/12/2013.

Irrevocabilita' dell'ordine
Dopo esser stato dato, l'ordine di pagamento di norma non puo' essere revocato, anche quello disposto su iniziativa del beneficiario (per il quale ovviamente sia stata data autorizzazione dal pagatore).
Nel caso di addebito diretto (rid), il pagatore puo' revocare l'ordine non oltre la fine della giornata operativa precedente il giorno concordato per l'addebito. Oltre tale data, la revoca puo' avvenire solo col consenso della banca/altro prestatore e del beneficiario.
Ovviamente in merito fa fede il contratto sottoscritto, che puo' prevedere modalita' particolari di annullamento degli ordini.

Esecuzione del pagamento
Non puo' essere negata dalla banca/altro prestatore, se le condizioni del contratto sono tutte soddisfatte.
In caso di rifiuto deve esserne data motivazione, se possibile, con istruzioni per la correzione di eventuali errori. Cio' il prima possibile, comunque entro il termine previsto per l'esecuzione dell'operazione.
Se il rifiuto e' giustificato, la banca/altro prestatore puo' addebitare all'utilizzatore le spese della comunicazione.

Tempi di esecuzione
Per le operazioni effettuate in euro o per le quali e' fatta una conversione con la moneta dello stato membro non appartenente all'area euro, la banca/posta/altro prestatore del pagatore deve fare in modo che l'importo venga accreditato entro la fine della giornata lavorativa successiva alla ricezione dell'ordine.
Se il beneficiario non ha un conto presso la banca/altro prestatore ricevente, questa deve mettere a sua disposizione i fondi entro lo stesso termine.
Il termine vale a patto che siano rispettati gli orari di ricezione entro i quali per la banca/altro prestatore l'ordine si considera dato in giornata (per esempio entro le 17 per bonifici ordinati via Internet).
Se l'ordine e' disposto con supporto cartaceo, i termini massimi possono essere prorogati di una ulteriore giornata lavorativa.

Valuta
Per il beneficiario la data di valuta -e di disponibilita' dei fondi- non puo' essere successiva a quella di accreditamento sul suo conto. Per il pagatore non puo' precedere la giornata lavorativa di addebito.
Per i versamenti in contanti dei soggetti consumatori e' lo stesso giorno di ricezione degli stessi (stessa cosa per la disponibilita'). Per i soggetti non consumatori e' al piu' tardi il giorno lavorativo successivo.

Nota: Questi termini sono vincolanti per tutti. I contratti non possono prevedere deroghe.

Costi delle operazioni

Le banche/altri prestatori che partecipano al trasferimento del pagamento NON possono trattenere spese sull'importo trasferito a meno che non esista un preciso accordo (tipicamente tra beneficiario e banca/altro prestatore ricevente). In quest'ultimo caso, comunque, l'importo delle spese deve essere specificato a parte nei vari documenti inerenti l'operazione.

Nelle operazioni di pagamento, il pagatore e il beneficiario sostengono esclusivamente le spese applicate dalla propria banca/altro prestatore a meno che l'operazione non comporti una conversione valutaria.
Ovviamente restano valide le convenzioni sottoscritte tra i vari soggetti (pagatore e beneficiario) con i propri prestatori di servizi, comprese quelle che prevedono, per i beneficiari, esenzioni da costi (per esempio per accredito stipendio o pensione).

Il beneficiario/venditore, inoltre, non puo' addebitare al pagatore spese legate all'utilizzo di un determinato strumento di pagamento, salvo deroghe che possono essere stabilite dalla Banca d'Italia. Il beneficiario/venditore di un bene o servizio puo' consentire ai propri clienti/pagatori di godere di riduzioni di prezzo utilizzando un determinato strumento di pagamento (per esempio carta di credito).

Dal 1/11/2012 sono state abolite le commissioni interbancarie (MIF) sugli addebiti diretti (rid) transfrontalieri; dal 1/2/2017 dovranno sparire anche quelle sugli addebiti diretti nazionali.

Attenzione! Le commissioni applicate da una banca/posta per un pagamento transfrontaliero (ovvero ad un beneficiario la cui banca/posta e' in altro stato UE) devono essere le stesse applicate sui pagamenti nazionali dello stesso valore e valuta. La banca/posta puo' addebitare commissioni supplementari (comunque concordate e previste dal contratto) SOLO se l'ordinante non fornisce l'IBAN -e se del caso, il codice BIC- del beneficiario.
(si veda in proposito il Regolamento CE 924/2009)

Blocco dello strumento di pagamento
Nel contratto puo' essere previsto il blocco dello strumento da parte della banca o del prestatore nei casi connessi a elementi come:
- la sicurezza dello strumento;
- il sospetto di un utilizzo fraudolento o non autorizzato;
- aumento del rischio di insolvenza da parte di un pagatore a cui sia stata concessa una linea di credito (vedi per esempio le carte revolving).

Il blocco della banca o del prestatore deve essere comunicato al pagatore con le motivazioni, se possibile prima o al massimo subito dopo. Lo strumento dev'essere poi riattivato, al venir meno delle ragioni che hanno portato al blocco.

Obblighi in ambito di sicurezza
Gli obblighi dell'utilizzatore sono quelli contrattuali che riguardano essenzialmente l'uso dello strumento (in particolare le misure di sicurezza).
In termini generali l'utilizzatore deve comunicare, senza indugio non appena ne viene a conoscenza, eventi come lo smarrimento, il furto, l'appropriazione indebita o l'uso non autorizzato del proprio strumento di pagamento.

La banca o altro prestatore deve, da parte sua, assicurarsi che lo strumento di pagamento non sia accessibile a soggetti diversi dall'utilizzatore, NON inviare strumenti di pagamento non richiesti (a meno che non siano sostituzioni), dare la possibilita' di comunicare agevolmente gli smarrimenti, furti, appropriazioni indebite, gli usi non autorizzati, impedendo l'uso dello strumento dopo tali comunicazioni. L'utilizzatore deve essere messo in grado, in questo caso, di dimostrare la comunicazione per i 18 mesi successivi.
La banca o altro prestatore deve inoltre provvedere prontamente alla riattivazione o riemissione dello strumento dopo un eventuale blocco, quando siano venuti meno i motivi che lo hanno determinato.

I rischi derivanti dall'invio dello strumento di pagamento e dei dispositivi collegati sono a carico della banca/prestatore di servizi.

Nota: I contratti possono derogare dalle suddette regole di sicurezza per i mezzi di pagamento prepagati e di basso valore (operazioni di max 30 euro ciascuna per un limite totale di 150 euro).

Operazioni non esatte o non autorizzate
Qualora l'utilizzatore segnali senza indugio le operazioni non autorizzate o eseguite in modo inesatto rispetto all'ordine, puo' ottenerne la rettifica secondo le modalita' contrattuali sottoscritte.
La comunicazione deve essere fatta in ogni caso entro 13 mesi dall'addebito (nel caso del pagatore) o di accredito (nel caso di beneficiario). Il termine non vale se la banca/prestatore non ha fornito le informazioni sull'operazione secondo quanto previsto dalle normative sulla trasparenza (invio estratti conto, etc.).

La banca/prestatore di servizi deve rimborsare (o stornare, a seconda dei casi) al pagatore le operazioni non autorizzate dallo stesso.

Nota: la prova dell'avvenuta autorizzazione di un'operazione poi negata da un utilizzatore e' a carico della banca/prestatore. Il semplice utilizzo di uno strumento di pagamento non e' di per se' prova sufficiente.

Operazioni successive allo smarrimento o furto
L'utilizzatore dello strumento di pagamento non deve subire alcuna perdita inerente utilizzi indebiti eseguiti successivamente alla comunicazione di smarrimento o furto, a meno che non venga rilevata una sua condotta fraudolenta.
Per gli utilizzi fatti prima della comunicazione l'utilizzatore risponde di un importo non superiore a 150 euro, sempre se non viene rilevato un suo comportamento doloso o colposo o se viene rilevato che questi non ha adottato adeguate misure di sicurezza inerenti il mezzo di pagamento (per esempio riguardo la conservazione del codice pin per una carta bancomat).

Nota: I contratti possono derogare dalle suddette regole per i mezzi di pagamento prepagati e di basso valore (operazioni di max 30 euro ciascuna per un limite totale di 150 euro).

Rimborso pagamenti disposti dal beneficiario
Ovviamente si parla di tutti i pagamenti "automatici" (tipo rid), autorizzati dal pagatore, che avvengono pero' su iniziativa del beneficiario (addebito bollette, rate finanziamento, etc.).

Il pagatore, in questi casi, ha diritto al rimborso quando, contemporaneamente:
- al momento del rilascio dell'autorizzazione, non era specificato l'importo dell'operazione di pagamento,
- se l'importo addebitato supera quello che il pagatore avrebbe ragionevolmente potuto aspettarsi tenendo conto delle condizioni contrattuali, il suo precedente modello di spesa e le circostanze del caso. Non valgono a questo fine ragioni legate al cambio valutario, se e' stato applicato il tasso di cambio di riferimento concordato con la banca/altro prestatore nel contratto.

Ovviamente tutto cio' va dimostrato e la banca/altro prestatore deve nel caso rimborsare l'intero importo dell'operazione eseguita. Il rimborso va chiesto non oltre otto settimane dopo l'operazione. L'eventuale rifiuto della banca/altro prestatore va dato entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta. Il rifiuto non puo' essere dato se il contratto tra pagatore e banca/altro prestatore prevede il diritto incondizionato al rimborso.

Il contratto tra pagatore e banca/altro prestatore puo' prevedere questi casi di esclusione al rimborso:
- il pagatore ha dato autorizzazione direttamente alla propria banca/altro prestatore (per esempio consegna del modulo rid direttamente alla banca anziche' al creditore);
- le informazioni sulla futura operazione di pagamento sono state date al pagatore almeno quattro settimane prima della sua esecuzione.

Pagamenti errati o non eseguiti - responsabilita'
A livello generale la banca/altro prestatore del pagatore e' responsabile della corretta esecuzione delle operazioni affidategli, a meno che non possa dimostrare la responsabilita' -per esempio- della banca/altro prestatore del beneficiario.

Nel caso quindi di operazioni errate la banca/altro prestatore del pagatore deve rimborsare quest'ultimo dell'importo errato, a meno che il pagatore non decida di mantenere l'operazione cosi' com'e'. Allo stesso modo la banca/altro prestatore del beneficiario provvede all'immediato accredito nel caso in cui la resposabilita' sia sua.

A prescindere dalla responsabilita', in ogni caso, tutte le banche/altri prestatori coinvolti si adoperano per rintracciare l'operazione e eliminare l'errore.

La responsabilita' della banca/altro prestatore e' esclusa in tutti i casi di forza maggiore o quando possa dimostrare di aver agito in quel modo a causa di vincoli di legge.

Un "barometro" per stabilire le responsabilita' e' il codice IBAN. Se un pagamento e' effettuato all'IBAN specificato dall'ordinante, esso si considera sempre correttamente eseguito, per quanto riguarda la il beneficiario e il conto. Se l'IBAN fornito dall'ordinante e' inesatto la banca/altro prestatore non e' responsabile della mancata o inesatta esecuzione, indipendentemente dal fatto che l'ordinante abbia fornito anche altri dati del beneficiario. Ovviamente, nel caso di esecuzione inesatta, la banca/altro prestatore del pagatore deve comunque fare tutti gli sforzi ragionevoli per recuperare i fondi, addebitando al pagatore le spese previste dal contratto.
Per contro, se l'IBAN fornito dall'ordinante e' corretto la responsabilita' di eventuali mancanze od errori grava sulla banca/altro prestatore.

In tutti i casi in cui la responsabilita' gravi sulla banca/altro prestatore, il soggetto danneggiato e' libero di avanzare una richiesta di rimborso degli eventuali danni soggettivi patiti a causa dell'errore.

Nota: I contratti possono derogare dalle suddette regole di responsabilita' per i mezzi di pagamento prepagati e di basso valore (operazioni di max 30 euro ciascuna per un limite totale di 150 euro).

Per tutte le operazioni non eseguite dalla banca/posta per motivi a lei non imputabili (mancanza fondi, disposizione richiamata, importo o data errati, mancanza di mandato, conto errato o chiuso, etc.) e' sempre addebitabile la commissione interbancaria (MIF) che sta invece scomparendo per le operazioni "corrette".

ESPOSTI E RICORSI

Se una banca o un altro prestatore coinvolto dalle nuove regole non le rispetta, oltre al reclamo puo' essere fatto un esposto alla Banca d'Italia che ha il compito di vigilare sul rispetto delle norme.

Esiste la possibilita' di tentare una risoluzione stragiudiziale della controversia rivolgendosi all'arbitro bancario finanziario (previsto dall'art.128 bis del TUB, il testo unico bancario), al quale tutti i prestatori di servizi di pagamento devono aderire. Si veda in merito la scheda pratica inserita tra i link utili.

Restano ovviamente aperte anche le altre strade, ovvero il giudice di pace, sia in ambito conciliativo che per l'eventuale causa.
Il primo passo, in tutti i casi in cui si voglia contestare formalmente con richiesta di adempimento, e' l'invio di una messa in mora: clicca qui

FONTE NORMATIVA
- D.lgs. 11/2010, attuativo della Direttiva 2007/64/CE, in vigore dal 1/3/2010
- TUB testo unico bancario, d.lgs. 385/93 artt. 114-sexies e segg. e artt. 126-bis e segg.
- Provvedimenti della Banca d'Italia del 15/2/2010 "Disposizioni di vigilanza per gli istituti di pagamento" e "Trasparenza dei servizi di pagamento".

Nuovi standard tecnici uniformi in tutta l'UE entro il 1/2/2014:
- Regolamento CE 924/2009 come modificato da
- Regolamento UE 260/2012
- Provvedimento Banca d'Italia del 12/2/2013
Sanzioni per violazioni
- D.lgs.135/2015

LINK UTILI
- Sito SEPA-ABI con informazioni, brochure: clicca qui
- Sito Banca d'Italia: clicca qui 

Schede collegate
- SERVIZI BANCARI: IL CONTO CORRENTE: clicca qui
- ARBITRO BANCARIO FINANZIARIO: clicca qui
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